picc trombo trombosiL'episodio è capitato in Australia ed è stato pubblicato in una rivista nel dicembre 2015.

Un case report, non è una cosa frequente, ma è un episodio che ci sonsente di mantenere l'attenzione alle buone tecniche alta.

Il case report riporta di un paziente sottoposto ad intervento chirurgico di laparotomia esplorativa per una pancreatite e immediatamente essendo noto che doveva fare un NPT è stato scelto il posizionamento di un PICC.

Nell'articolo si sottolinea il posizionamento corretto, per la gestione avendo una nutrizione in infusione continua sottolineano la scelta dell'infermiera di non fare lavaggi, il PICC è stato utilizzato anche per fare prelievi venosi.

Al 3° giorno il gonfiore del braccio, la scelta di non usare più il PICC e al 4° giorno la rimozione con difficoltà e la presenza del trombo.

 

 

picc trombo trombosi

 

L'articolo è scaricabile in full text da PubMed (LINK)

Ovviamente è un case report e non ha peso da un punto di vista statistico perchè non consente di prendere decisioni da applicare a tutti ma ci offre delle informazioni cliniche, di quelle preziose che capitano poco di frequente.

Da un punto di vista tecnico l'applicazione di una procedura arbitraria che non si basa sui principi scientifici di anatomia e fisiopatologia è sbagliata e una tecnica che prevedeva di non fare lavaggi salina o eparinati, per un catetere venoso centrale utilizzato per un NPT e per dei prelievi, non è comprensibile.

 

La presenza di un CVC occluso da un coagulo enorme non è stata nascosta, ma condivisa prima all'interno dell'azienda sanitaria che ha deciso di intervenire e di fare un programma di corsi per la gestione degli accessi vascolari, non è chiaro se era presente un percorso di formazione continua, che avrebbe potuto prevedere un comportamento scorretto dato che spesso la formazione è banalizzata, ma chi si presta a fare formazione sugli accessi vascolari è perchè vuole essere al top e sapere l'ultima novità un infermiere così non sarebbe caduto in errore.

L'azienda ospedaliera ha ascoltato il caso e probabilmente hanno un sistema di risk managment che è responsivo ad una situazione, raccontare e condividere, oggi è semplice si condivide di tutto e ci si ripete su cose non vissute ma scritte da altri, un esperienza anche se sbagliata può diventare una risorsa per tutti se e solo se non si ripete.

Il coagulo viste le dimensioni notevoli ha comportato l'occlusione del CVC in questione, ma questa osservazione comporta che in caso di coaguli più piccoli non si abbia la chiusura di PICC o CVC aperti, forse è per questo che gli autori dell'articolo hanno dovuto contattare una rivista dell'India per vedersi pubblicati. Un articolo, che pur povero di generalizzabilità perchè un caso non ne consente una validità statistica, è un case report scomodo, ma è pur vero che tanti grandi studi clinici e tante scoperte sono iniziate da dei case report, ad esempio HIV, H1N1 ecc..

La questione case report può sembrare banale, ma se questo episodio invece ha una frequenza tangibile come lo si può rilevare se nessuno ti pubblica se nemmeno ci immaginiamo che una cosa esista, potrebbe capitare che non riusciamo a vederla.
L'ospedale deve chiudere l'episodio e lo fa con la formazione e i protocolli, ma aggiungo un dubbio, come è fatto quel catetere, che tipo di punta c'è in quel catetere che marca è quali sono le specifiche.

I CVC non sono tutti uguali ed hanno caratteristiche diverse che ne modificano le prestazioni ed i risultati attesi, per evitare una gara che porterebbe a pubblicazioni di articoli promozionali pro o contro la marca non è quasi mai presente, questo è un limite.
 

Il monitoraggio continuo delle complicanze è un tentativo che si sta realizzando un esempio è la Sicilia con il sistema di monitoraggio continuo per arrivare ad infezioni zero (LINK).

 

Per saperne di più vedi gli ultimi articoli sui PICC

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