Tecniche e tecnologie

 salute tecnologiaLe tecnologie in sanità hanno un eterogeneicità incredibile, infatti si parla di tecnologia quando si ha a che fare con un modello teorico o statistico matematico che consente un analisi, ma anche quando si ha la robotica più avanzata che opera in telemedicina.

 

La risposta è sicuramente affermativa. La vera domanda è come implementare la simulazione nel curriculum formativo degli infermieri italiani. 
Gli esempi citati all'inizio di questo post mostrano che in Italia sono già presenti diversi Pionieri della Simulazione, vale a dire dei veri e propri innovatori, che si sono assunti il rischio di introdurre questa tecnica d'insegnamento all'interno dei loro corsi.

fiala miniCi sono diverse fiale di vetro più o meno grandi, la forma è simile quello che cambia è la presenza di un punto di rottura facilitato, quelle che hanno un punto di rottura facilitata si riconoscono perchè presentano un puntino o un orletto disegnato in bianco.

Spesso si vedono due modi di aprire una fiala, chi è insicuro, spesso per brutte esperienze, usa una garza, chi è troppo sicuro, apre la fiala con il solito gesto, velocissimo, ripetuto centinaia di volte in automatico, senza pensarci.

Ma essendo esseri umani ad un certo punto capita che le fiale si rompono male e per prima cosa pensiamo ad una partita/lotto difettoso, ma forse la spiegazione è più semplice, ci siamo dimenticati.

Il PICC tipo Groshong® è quello con cui ho avuto modo di fare esperienza fino al 2005, un catetere centrale ad inserzione periferica dove l'utilizzo che ho avuto modo di mettere in pratica era per le chemioterapie ma ha un utilizzo anche per antibioticoterapie prolungate.

La riflessione in quegli anni era semplice, se il catetere entra da un accesso periferico nulla vieta che sia impiantato da infermieri, opportunamente formati ed in piena autonomia e dopo qualche anno quello che sembrava fantasia è diventato realtà,

Il prelievo ematico è una delle procedure più praticate in ambito ospedaliero e/o domiciliare, rientra nelle competenze dell’infermiere e, saper eseguire un prelievo ematico, rappresenta uno dei prerequisiti fondamentali per l’esercizio della professione.

Per prelievo ematico si intende la raccolta di una quantità limitata di sangue attraverso la puntura di una vena, un’arteria o un capillare. Pertanto il prelievo ematico si suddivide in : prelievo venoso, arterioso e capillare.

Il collegio IPASVI di Bologna ha emesso un bando rivolto agli infermieri che volessero realizzare un progetto di ricerca. Il referente del progetto deve essere iscritto al collegio IPSVI di Bologna.

L'invio del progetto deve essere inviato entro il 31 agosto 2017 tramite PEC all'indirizzo di posta elettronica bologna@ipasvi.legalmail.it.

La somministrazione della terapia spesso viene insegnata come un processo che deve essere fatto in modo rigoroso, corretto e deve essere tutto giusto.

La regola delle G che a seconda delle versioni sono 5-6 o 7, è un punto di partenza, ma non completa tutto il processo, perchè l'infermiere è un essere umano e sbaglia.

L'effetto di un errore di terapia può non avere effetti sul paziente, ma può essere causa di danni ed abbiamo la prima vittima dell'errore, la seconda è l'infermiere coscienzioso che non è preparato a riconoscere e comprendere l'errore accaduto.

corto maltese EBN27 maggio 2017, si è tenuto oggi il convegno dal titolo Evidence Based Practice passato, presente e futuro, la data di oggi è poi anche il compleanno del centro studi EBN che compie 18 anni di attività.

La lista infinita di persone che negli ultimi 18 anni hanno fatto uno o più corsi EBN/EBP scorreva veloce, mentre c'erano gli ultimi preparativi.

Tanti i nomi che hanno partecipato ed in fondo è solo una mattina.