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Tecniche e tecnologie per l'assistenza infermieristica

 salute tecnologiaLe tecnologie nell'assistenza infermieristica hanno un eterogeneicità incredibile, infatti si parla di tecnologia quando si ha a che fare con un modello teorico o statistico matematico che consente un analisi, ma anche quando si ha la robotica più avanzata che opera in telemedicina.

Quindi perchè non parlare di tecnologie infermieristiche?

ecg90a contec ippocrateshopECG 90A Contec  è un elettrocardiografo portatile interpretativo, un dispositivo per l'elettrocardiografia a 12 derivazioni e tre canali di stampa, con stampante termica integrata che offre anche la possibilità di inviare il tracciato elettrocardiografico per la lettura e la refertazione in remoto dell'elettrocardiogramma.

Uno strumento ideale per medici e infermieri che necessitano di uno strumento agevole e facile da trasportare per l'assistenza domiciliare.

Oggi 19 novembre a Bologna presso il centro polifunzionale dell'Opificio Golinelli, la seconda giornata del congresso sullo scompenso cardiaco 2016 che si è addendrata sul dopo evento acuto, cosa succede al paziente dalla dimissione.

L'aderenza alla terapia, le condizioni sociali, la fragilità, l'organizzazione gli esiti delle terapie sono lementi che hanno effetto non solo per la stabilità della malattia ma anche per il ricovero successivo o il comparire di nuovi eventi acuti.

White-coat hypertension (ipertensione da camice bianco, WCH) e masked hypertension (ipertensione mascherata (MH) sono due particolari  quadri clinici di ipertensione arteriosa.

I soggetti affetti da WCH presentano un temporaneo innalzamento dei valori della PA che si manifesta quando la pressione viene controllata da un medico (da cui deriva anche il nome della sindrome). Le auto misurazioni eseguite dal paziente stesso, a casa sua indicano valori normali.

Nei risultati a lungo termine: vince la sola compressione toracica.

Dal 2010 le linee guida di ACLS raccomandano al personale non sanitario di iniziare la RCP dell’arresto cardiaco, con le sole compressioni toraciche (chest compression alone, CCA) e non più con le compressioni e la ventilazione polmonare (chest compression plus rescue breathing, CC-RB)...

Nella pratica di tutti i giorni è molto frequente incontrare dei pazienti ipertesi, in terapia medica.

Alcuni di questi richiedono dei farmaci antinfiammatori per dolori di vario tipo e localizzazione, nella stragrande maggioranza per dei dolori artrosici, “reumatici”.

In questi casi ci si pone sempre la domanda sul rischio di insufficienza renale acuta (IRA) che corre un paziente (di solito anziano), in terapia medica antipertensiva che assume degli antinfiammatori non steroidei (FANS).

Nei pazienti con fibrillazione atriale permanente ad alta risposta ventricolare, per il controllo della frequenza cardiaca ed i sintomi a lei attribuibili, le linee guida attuali raccomandano l’uso di farmaci appartenenti alla classe dei calcio-antagonisti oppure ai beta-bloccanti.

Un gruppo di pazienti norvegesi è stato trattato con due farmaci della prima classe (diltiazem, 360mg e Verapamil 240 mg/giorno) e due della seconda classe (Metoprololo 100mg e Carvedilolo 25 mg/giorno).

Ogni farmaco è stato somministrato per 3 settimane per assicurare il raggiungimento dello steady-state della concentrazione plasmatica.

In più, prima di iniziare un nuovo farmaco ed alla fine del suo periodo di assunzione  è stata eseguita una registrazione Holter-ECG su 24 ore per l’analisi della frequenza ventricolare media.

Per ogni farmaco i pazienti hanno anche compilato un modulo che riguardava il ruolo che ogni prodotto, secondo loro abbia avuto nel controllo dei sintomi legati alla tachicardia.

La frequenza ventricolare media / 24ore, partendo da una baseline di 96 battiti al minuto (bpm) è stata ridotta a 84 bpm dal Carvedilolo, a 82 bpm dal Metoprololo, 81 bpm dalla terapia con Verapamil ed è arrivata a 75 bpm in terapia con Diltiazem.

Il Diltiazem ha vinto non solo per avere ridotto in maggiore misura la frequenza ventricolare ma anche perché ha avuto il miglior effetto sulla sintomatologia.

Le alte frequenze ventricolari riscontrate ogni tanto nei pazienti affetti da FA permanente non associata a scompenso cardiaco o cardiopatia ischemica possono essere ben controllate dalla somministrazione di 360mg di Diltiazem, in un'unica soluzione.

Fonte:

Ulimoen SR et al. Comparison of four single-drug regiments on ventricular rate and arrhythmia-relatred symptoms in patients with permanent atrial fibrillation. Am J Cardiol 2013;111:225-30.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23111138

Dott. Vladimir Guluta

cardiologo presso Maria Cecilia Hospital

Cotignola (RA)

Molte persone anziane, soprattutto donne, fanno utilizzo di supplementi di calcio per la prevenzione dell’osteopenia e dell’osteoporosi.

Potrebbe il calcio assunto in questo modo essere un rischio di calcificazione del sistema vascolare e secondariamente di complicanze cardiovascolari ?

La fibrillazione atriale (FA) è uno dei più frequenti disturbi del ritmo del cuore ed il suo rischio principale è quello embolico. Nei pazienti affetti da FA l’incidenza dell’accidente vascolare cerebrale (AVC) è particolarmente alta.

Gli anticoagulanti orali sono una classe di farmaci che mantengono il sangue “meno coagulabile” riducendo il rischio di embolie (cerebrali e periferiche) nei pazienti affetti da FA.

Il farmaco che  si è dimostrato di essere il più efficace nella prevenzione degli accidenti vascolari cerebrali di tipo embolico nei pazienti affetti da fibrillazione atriale è il Warfarin.

Alcune patologia richiedono la scoagulazione dei pazienti affetti da alcune patologie che presentano un aumentato rischio di trombo embolie.

Si tratta della fibrillazione atriale (FA), dei portatori di protesi meccaniche intracardiache , pazienti affetti da TVP che è una malattia cronica per quanto acuta possa presentarsi, pazienti con embolia polmonare, con scompenso cardiaco, ecc...

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Le procedure e i protocolli infermieristici sono la base per un assistenza infermieristica appropriata che sia essa semplice o più complessa.

I documenti trovati online si trovano nella sezione downloads (LINK)

 

La ricerca infermieristica è più complessa di altre perchè si lavora in sistemi complessi, le tecniche che si possono utilizzare sono molto diverse a seconda dell'oggetto in studio.

Le scale di valutazione infermieristiche aiutano a rendere l'assistenza appropriata, ma anche ad adottare nuove strategie basandosi su dati.

Le scale di valutazione utilizzate dai medici possono sono utili anche per una valutazione dell'assistenza infermieristica.

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Le lesioni da pressione sono una complicanza grave dovuta a diversi cofattori sfavorenti che ne favoriscono l'insorgenza.