Gruppi sangue

La trasfusione di emazie concentrate o di emocomponenti è normata in tutti i suoi passaggi, dalla donazione alla trasfusione, tutti i passaggi che sono indispensabili per evitare errori sono previsti da una legge.

Il DECRETO 2 novembre 2015 "Disposizioni relative ai requisiti di qualita' e sicurezza del sangue e degli emocomponenti" è vincolante sia nella fase di preparazione del sangue e degli emocomponenti da infondere, ma anche per i medici e gli infermieri che devono fare la trasfusione.

Il sangue non è una risorsa illimitata che si produce in fabbrica, forse un giorno ci sarà, ma oggi quello che c'è deve essere gestito con cura.

Ogni ospedale fa riferimento ad un Comitato di buon uso del sangue, che propone le strategie al medico e al chirurgo per favorire altri metodi alla trasfusione, come ad esempio:

1) ottimizzare l’eritropoiesi

2) contenere le perdite ematiche

3) ottimizzare la tolleranza all’anemia nel pre-operatorio, intra-operatorio e post-operatorio.

Inoltre in casi selezionati viene favorita l'autotrasfusione, ad esempio per:

1) per pazienti con gruppo sanguigno raro, difficilmente reperibile nella popolazione di donatori di riferimento

2) per pazienti con allo-anticorpi eritrocitari diretti a antigeni rari, poco rappresentati nella popolazione di donatori

3) per donatori candidati alla donazione di midollo osseo

4) per pazienti (adolescenti/giovani adulti) candidati al interventi di stabilizzazione vertebrale.

Il sangue è una risorsa importante e il suo utilizzo deve essere motivato e se possibile si utilizzano altre risorse.

Il sangue non può essere fabbricato e può solo essere donato da volontari, il sangue riceve numerosi controlli e sono sempre il massimo che la tecnologia attuale può offrire.

Quando un paziente ha bisogno di sangue viene fatto un prelievo ematico di compatibilità che utilizzerà il centro trasfusionale per verificare appunto la compatibilità fra il sangue del donatore e quello del ricevente.

Il motivo è che il sangue del donatore potrebbe avere anticorpi di superficie o circolanti che possono portare a reazioni.

I globuli rossi hanno antigeni di superficie che sono ereditari e determinano la possibilità di ricevere o meno sangue da un donatore (LINK).

Secondo il sistema di gruppo AB0

Gruppo AB0

del ricevente

Gruppo AB0 delle unità di

globuli rossi compatibili

A

B

0

A B

A, 0

B, 0

0, A, B, AB

 

Compatibilità delle unità di globuli rossi concentrati Secondo il sistema Rh

Gruppo Rh (D) del ricevente Gruppo Rh (D) delle unità di globuli rossi

POSITIVO

POSITIVO O NEGATIVO

NEGATIVO

NEGATIVO

POSITIVO (solo in caso di carenza di scorte ed in assenza di alloanticorpi eritrocitari)

Le donne negative in età fertile devono tassativamente ricevere unità negative

 

 Anche l'infusione di plasma e piatrine segue regole di compatibilità, più articolate, ma la situazione più pericolosa è il caso di incompatibilità AB0.

Gli ospedali pubblici e privati adottano procedure di buon uso del sangue che prevedono standard e controlli rigorosi proprio per evitare gli errori.

La complicanza più grave si verifica quando c'è un errore di persona e la sacca viene infusa al paziente sbagliato, quello che si crea se c'è un incompatibilità dei gruppi, ad esempio paziente A che riceve sangue di gruppo B e si verifica una reazione emolitica acuta.

Questa reazione sarà più grave con più sangue viene infuso, per questo l'attenzione deve essere massima nei primi 15 minuti della trasfusione, che deve inizia re lentamente a 20 gtt minuto.

La reazione emolitica acuta (in genere da incompatibilità ABO)

L'esordio è entro i primi 10-15 minuti dall’ inizio della trasfusione, la causa è l'incompatibilità AB0 quasi sempre dovuta ad un errore di identificazione del paziente o ad un errore di esecuzione della prova crociata.

I sintomi sono:

-Febbre,

-brivido,

-shock,

-dolore oppressivo al torace,

-dispnea

-Emoglobinemia

-emoglobinuria

-oliguria

-DIC (coagulazione intravasale disseminata)

La reazione emolitica acuta se riconosciuta tempestivamente può non essere fatale, ma è necessario essere presenti.

Esistono altre possibili reazioni alla trasfusione abbastanza rare.

Febbrile non emolitica

In genere si presenta durante, ma anche qualche ora dopo la trasfusione. La causa è dovuta ad anticorpi del ricevente nei confronti di globuli bianchi e piastrine.

I sintomi sono:

-Brividi e/o febbre (>1,50C)

-Cefalea

-Mialgie

-Nausea e/o vomito

Reazione allergica orticariode

In genere si verifica poco dopo l’inizio della trasfusione, la causa è dovuta ad anticorpi del ricevente contro proteine plasmatiche

I sintomi sono variabili:

-orticaria localizzata

-prurito e rash cutaneo

-raramente anafilassi

Reazione anafilattica

L'evento è rapido e spesso si presenta immediatamente dopo l’inizio della trasfusione, la causa spesso è dovuta ad anticorpi anti IgA in pazienti geneticamente privi.

I sintomi sono:

-severa crisi respiratoria,

-collasso cardiovascolare.

TRALI (Transfusion related acute lung injury)

Una complicanza che può essere immediata o accadere fino ad alcune ore dopo, le cause sono dovute ad un alto titolo di anticorpi antileucociti nel plasma del donatore.

I sintomi sono ipossia severa e dispnea.

Sovraccarico circolatorio TACO

Complicanza che accade durante o immediatamente dopo la trasfusione, la causa è l'eccessiva velocità di trasfusione in rapporto alla riserva cardiovascolare.

I sintomi sono dati da tachicardia, dispnea, congestione polmonare e cefalea.

Sepsi

Insorgenza molto rapida per contaminazione batterica dell’emocomponente trasfuso (spesso piastrine).

Sintomi sono dati da febbre alta (>20C), brividi, vomito, diarrea e ipotensione.

Intossicazione da citrato

Durante la trasfusione il citrato presente nell’emocomponente abbassa il Ca++ i sintomi sono dati da formicolio attorno la bocca e segni di ipocalcemia.

Reazioni avverse da albumina

Seppur raramente possono manifestarsi con :

- allergia (febbre, brividi, nausea, vomito, orticaria, ipotensione, scialorrea) ;

- collasso cardiocircolatorio per infusione troppo rapida (20-50mL/min) da Precallicreina e frammenti di fattore di Hageman ;

- insufficienza cardiaca congestizia in pazienti anziani e cardiopatici .

E’ ipotizzabile teoricamente anche il rischio di trasmissione della malattia di Creutzfeld-Jacob.

 

La trasfusione di sangue o emocomponenti generalmente non dà origine a complicanze, ma quando accadono è necessario riconoscere tempestivamente cosa sta accadendo ed agire:

IN CASO DI SOSPETTA REAZIONE TRASFUSIONALE

► L’Infermiere:

- sospende la trasfusione e mantiene l’accesso venoso - avverte immediatamente il Medico

► Il Medico:

- effettua gli opportuni interventi terapeutici (vedi algoritmo gestione reazioni trasfusionali presente in cartella clinica);

- contatta il medico del servizio trasfusionale;

- dà istruzioni per la raccolta di eventuali campioni biologici per le indagini del caso

- compila la relazione di reazione trasfusionale obbligatoria per legge.

La richiesta è segnalare tempestivamente ogni sintomatologia che possa far sospettare una reazione trasfusionale.

Il primo che può avere un sospetto non è l'infermiere o l'OSS, ma il paziente stesso, che deve essere informato che l'obiettivo della trasfusione è di farlo star meglio e che deve segnalare immediatamente qualsiasi sensazione nuova o sintomi, poi magari chiama per niente, ma è meglio rispondere ad un campanello in più che non serve, che non avere una chiamata in ritardo quando serve per un'urgenza sottovalutata.

Nella sezione documenti scaricabili una raccolta da consultare per approfondimenti LINK

LINK Banca dati normative e procedure trasfusionali

Foto di 200 Degrees da Pixabay