trasfusione emoteca piccolaNel tempo come infermieri abbiamo visto una modifica importante della terapia trasfusionale e la diffusione dell'utilizzo di emocomponenti e di tecniche di emorecupero, ma anche l'utilizzo di fattori di crescita che favoriscono la formazione dei globuli rossi.

La trasfusione di emazie concentrate e di emocomponenti è normata in tutti i suoi passaggi, dalla donazione alla trasfusione, passaggi indispensabili e vincolanti per la delicatezza della procedura e la necessità di evitare errori.

Un decennio fa era sufficiente un valore di emoglobina ed alcuni fattori di rischio per richiedere una trasfuzione di emazie, oggi il medico fa una valutazione più complessa e se possibile favorisce scelte alternative come ad esempio:

 1) ottimizzare l’eritropoiesi

2) contenere le perdite ematiche

3) ottimizzare la tolleranza all’anemia nel pre-operatorio, intra-operatorio e post-operatorio.

Inoltre in casi selezionati viene favorita l'autotrasfusione, ad esempio per:

1) per pazienti con gruppo sanguigno raro, difficilmente reperibile nella popolazione di donatori di riferimento

2) per pazienti con allo-anticorpi eritrocitari diretti a antigeni rari, poco rappresentati nella popolazione di donatori

3) per donatori candidati alla donazione di midollo osseo

4) per pazienti (adolescenti/giovani adulti) candidati al interventi di stabilizzazione vertebrale.

Il sangue è una risorsa importante e il suo utilizzo è motivato e se possibile si utilizzano altre risorse.

Il sangue non può essere fabbricato e può solo essere donato da volontari, il sangue riceve numerosi controlli e sono sempre il massimo che la tecnologia attuale può offrire.

Quando un paziente ha bisogno di sangue viene fatto un prelievo ematico di compatibilità che utilizzerà il centro trasfusionale per verificare appunto la compatibilità fra il sangue del donatore e quello del ricevente.

Il motivo è che il sangue del donatore potrebbe avere anticorpi di superficie o circolanti che possono portare a reazioni.

I globuli rossi hanno antigeni di superficie che sono ereditari e determinano la possibilità di ricevere o meno sangue da un donatore (LINK).

Secondo il sistema di gruppo AB0

Gruppo AB0

del ricevente

Gruppo AB0 delle unità di

globuli rossi compatibili

A

B

0

A B

A, 0

B, 0

0, A, B, AB

 

Compatibilità delle unità di globuli rossi concentrati Secondo il sistema Rh

Gruppo Rh (D) del ricevente Gruppo Rh (D) delle unità di globuli rossi

POSITIVO

POSITIVO O NEGATIVO

NEGATIVO

NEGATIVO

POSITIVO (solo in caso di carenza di scorte ed in assenza di alloanticorpi eritrocitari)

Le donne negative in età fertile devono tassativamente ricevere unità negative

 

 Anche l'infusione di plasma e piatrine segue regole di compatibilità, più articolate, ma la situazione più pericolosa è il caso di incompatibilità AB0.

Gli ospedali pubblici e privati adottano procedure di buon uso del sangue che prevedono standard e controlli rigorosi proprio per evitare gli errori.

 

Il periodo estivo che si sta avvicinando o è il momento dove i media segnalano più errori di compatibilità, errori che potrebbero essere evitati con l'applicazione delle precauzioni, come ad esempio essere in due nel momento del posizionamento della trasfusione.

Le complicanze possono essere immediate o tardive, quelle più gravi sono spesso immediate e purtroppo in alcuni casi c'è l'errore del sanitario che non ha rispettato la procedura aziendale.

Reazione emolitica acuta (in genere da incompatibilità ABO)

L'esordio è entro i primi 10-15 minuti dall’ inizio della trasfusione, la causa è l'incompatibilità AB0 quasi sempre dovuta ad un errore di identificazione del paziente.

I sintomi sono:

-Febbre,

-brivido,

-shock,

-dolore oppressivo al torace,

-dispnea

-Emoglobinemia

-emoglobinuria

-oliguria

-DIC (coagulazione intravasale disseminata)

Febbrile non emolitica

In genere durante ma anche qualche ora dopo la trasfusione. La causa è dovuta ad anticorpi del ricevente nei confronti di globuli bianchi e piastrine.

I sintomi sono:

-Brividi e/o febbre (>1,50C)

-Cefalea

-Mialgie

-Nausea e/o vomito

Reazione allergica orticariode

In genere poco dopo l’inizio della trasfusione la causa è dovuta ad anticorpi del ricevente contro proteine plasmatiche

I sintomi sono variabili:

-orticaria localizzata

-prurito a rash cutaneo

-raramente anafilassi

Reazione anafilattica

L'evento è rapido e spesso immediatamente dopo l’inizio della trasfusione, la causa spesso è dovuta ad anticorpi anti IgA in pazienti geneticamente privi.

I sintomi sono:

-severa crisi respiratoria,

-collasso cardiovascolare.

TRALI (Transfusion related acute lung injury)

Una complicanza che può essere immediata o accadere fino ad alcune ore dopo, le cause sono dovute ad un alto titolo di anticorpi antileucociti nel plasma del donatore.

I sintomi sono ipossia severa e dispnea.

Sovraccarico circolatorio TACO

DComplicanza che accade durante o immediatamente dopo la trasfusione, la causa è l'eccessiva velocità di trasfusione in rapporto alla riserva cardiovascolare.

I sintomi sono dati da tachicardia, dispnea, congestione polmonare e cefalea.

Sepsi

Insorgenza molto rapida per contaminazione batterica dell’emocomponente trasfuso (spesso piastrine).

Sintomi sono dati da febbre alta (>20C), brividi, vomito, diarrea e ipotensione.

Intossicazione da citrato

Durante la trasfusione il citrato presente nell’emocomponente abbassa il Ca++ i sintomi sono dati da formicolio attorno la bocca e segni di ipocalcemia.

Reazioni avverse da albumina

Seppur raramente possono manifestarsi con :

- allergia (febbre, brividi, nausea, vomito, orticaria, ipotensione, scialorrea) ;

- collasso cardiocircolatorio per infusione troppo rapida (20-50mL/min) da Precallicreina e frammenti di fattore di Hageman ;

- insufficienza cardiaca congestizia in pazienti anziani e cardiopatici .

E’ ipotizzabile teoricamente anche il rischio di trasmissione della malattia di Creutzfeld-Jacob.

 

La trasfusione di sangue o emocomponenti generalmente non da origine a complicanze, ma quando accadono è necessario riconoscere tempestivamente cosa sta accadendo ed agire:

IN CASO DI SOSPETTA REAZIONE TRASFUSIONALE

► L’Infermiere:

- sospende la trasfusione e mantiene l’accesso venoso - avverte immediatamente il Medico

► Il Medico:

- effettua gli opportuni interventi terapeutici (vedi algoritmo gestione reazioni trasfusionali presente in cartella clinica);

- contatta il collega del DIMT;

- dà istruzioni per la raccolta di eventuali campioni biologici per le indagini del caso

- compila la relazione di reazione trasfusionale obbligatoria per legge.

La richiesta è in caso di sospetto ed il primo che può avere un sospetto non è l'infermiere o l'OSS che sta passando per altre attività ma il paziente, che deve essere informato che l'obiettivo della trasfusione è di farlo star meglio e che deve segnalare qualsiasi cosa nuova, poi magari chiama per niente, ma è meglio rispondere ad un campanello in più che non serve, che non avere una chiamata quando serve. 

Nella sezione documenti scaricabili una raccolta da consultare per approfondimenti LINK

Accedi per commentare