coronavirus aifa

L’idrossiclorochina (Plaquenil® cp da 200mg o corrispondente generico) è utilizzato ampiamente cotro il COVID-19, l'utilizzo è considerato off-label perchè è un farmaco utilizzato al di fuori delle indicazioni ufficialmente registrate.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), insieme alla sua Commissione Tecnico Scientifica in considerazione dell’assenza di terapie di provata efficacia per COVID-19, ritiene indispensabile fornire ai clinici elementi utili ad orientare la prescrizione e a definire un rapporto fra i benefici attesi e i rischi sul singolo paziente.

L’uso off-label è consentito unicamente nell’ambito del piano nazionale di gestione dell’emergenza COVID-19 e nel rispetto degli elementi di seguito riportati.

Il documento è strutturato con le domande frequenti e risposte chiare.

Perché alcune fonti indicano l’idrossiclorochina come un farmaco utile nella cura di COVID-19?

L'Idrossiclorochina (HCQ) e clorochina (CQ) (ed i loro metaboliti attivi) hanno dimostrato in vitro o in modelli animali di possedere un effetto antivirale attraverso l’alterazione (aumento) del pH endosomiale che è determinante per la fusione virus-cellula.

Tali farmaci inoltre interferiscono sulla glicosilazione dei recettori cellulari di SARS-COV-2. Dati in vitro riportano che la CQ è in grado di bloccare la replicazione virale di SARS-COV-2 a dosi utilizzate nella pratica clinica.

Oltre all’azione antivirale, entrambi i farmaci hanno un’attività immunomodulante che potrebbe sinergisticamente potenziare l’effetto antivirale in vivo. Da studi in vitro sembra inoltre che gli effetti sulle cellule sono osservabili sia quando il farmaco è presente prima sia quando è presente dopo l’inoculo virale. CQ e HCQ si distribuiscono in tutto il corpo incluso il polmone dove sembrano concentrarsi.

La scelta di HCQ deriva da una maggiore efficacia in vitro; secondo uno studio recente, l’HCQ potrebbe essere attiva contro SARS-COV-2 a concentrazioni minori rispetto alla CQ.

Il documento ha una sezione che è molto utile per comprendere perchè il farmaco deve essere somministrato sotto controllo medico e non da soli a casa improvvisando.

Quali sono i maggiori rischi in termini di reazioni avverse? 

Prolungamento dell’intervallo QT congenito o acquisito e/o con fattori di rischio noti che possono prolungare tale intervallo come: scompenso cardiaco, IMA, bradicardia (<50 bpm), precedenti aritmie ventricolari, ipokaliemia e/o ipomagnesemia non corrette.

Ipoglicemia anche in assenza di terapia ipoglicemizzante (avvisare i pazienti di tale rischio) Insufficienza epatica o renale Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), porfiria, psoriasi.

Per quanto riguarda l’uso in gravidanza, la scheda tecnica conclude lasciando al clinico il bilancio fra i benefici e i rischi, pur riportando che i dati disponibili derivanti dall'ampio impiego nel trattamento di malattie autoimmuni, non mostrano un aumento del rischio di malformazioni congenite.

Può essere prescritto o meno insieme ad altri farmaci?

Principali Interazioni (da scheda tecnica) con:

‐ digossina (aumenta le concentrazioni plasmatiche)

‐ ipoglicemizzanti (diminuisce la glicemia)

‐ farmaci che prolungano il QT ( in particolare antiaritmici, antidepressivi triciclici, antipsicotici, alcuni antinfettivi)

‐ antiepilettici

‐ ciclosporina

Per approfondimenti sulle interazioni consultare il sito: https://www.covid19-druginteractions.org/

Scarica il documento: Idrossiclorochina nella terapia dei pazienti adulti con COVID-19

La pagina web: Schede informative sui farmaci utilizzati per emergenza COVID-19 e relative modalità di prescrizione

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