cemetery 1029768 1920Il lavoro dell'infermiere non termina con il decesso dell'assistito, ma continua anche dopo, l'argomento è delicato e se ne scrive poco, questo comporta che chi è al di fuori dei reparti, direzioni comprese, hanno idee molto diverse fra loro, come si può notare dalle procedure condivise online.

E' necessario fare un esempio pratico, le analisi teoriche sono inefficaci nello spiegare l'agire professionale.

 

L'operatore sanitario, il medico, l' infermiere, l' OSS possono avere diversi contesti dove applicare le procedure sulle salme, che capiti in ambulanza, in PS o in reparto.

La differenza di descrizione delle procedure di gestione della salma è fortissima soprattutto nella parte riguardante l'igiene e ne riporto alcuni estratti:

Roma LINK

Nel massimo del rispetto e decoro isolare la salma dagli altri degenti con i mezzi a disposizione

Rimuovere dispositivi medici esterni quali:catetere vescicale, SNG, ago cannula ecc..

Mettere la salma in posizione supina, con gli arti allineati, provvedendo in modo che la bocca e gli occhi restino chiusi

Compilare il cartellino di riconoscimento che accompagna la salma

Coprire la salma con un lenzuolo

Ferrara (LINK)

Prestare le ultime cure al cadavere:

Allineare correttamente il corpo, togliere e conservare la protesi dentaria, togliere qualsiasi oggetto esterno che provochi compressione o lesione della cute (es.: fissatori e tutori gessati), togliere eventuali tubi, drenaggi, linee di monitoraggio, fissare o sostituire le medicazioni, chiudere gli occhi, se necessario, aiutandosi con compresse di garza od altro. Se la rimozione di particolari dispositivi medici risultasse difficoltosa il personale richiede l’intervento del medico;

Coprire il deceduto con un lenzuolo pulito;

Cuneo LINK

Il personale infermieristico deve:

• predisporre il materiale occorrente;

• sospendere le terapie, rimuovere le vie infusionali, CVC, CV, drenaggi ecc..;

• procedere al lavaggio sociale delle mani, indossare camici monouso protettivi e guanti in vinile;

• eseguire l’igiene della salma compresa la rasatura della barba (in caso di crescita di barba per scelta della persona deceduta chiedere autorizzazione ai parenti), posizionare il pannolone e coprire con un lenzuolo la salma;

• eseguire tamponamento, con garze e cerotti, delle ferite e di tutti gli orifizi (naturali e non) in caso di perdite di liquidi biologici;

• eseguire l’inventario degli effetti personali del defunto presenti dell’armadietto e nel comodino e consegnarli ai parenti possibilmente con firma di un operatore e di un familiare;

• permettere alle persone significative di potersi accomiatare dalla salma

• allontanare la salma, con il dovuto decoro, dalla sala di degenza per la sistemazione nell’apposito catafalco in locale adeguato della S.O.C..

• fornire sostegno ai parenti e/o alle persone significative per la persona deceduta;

• informare i parenti che presso la S.O.C., i locali delle camere mortuarie è presente un elenco completo di tutte le ditte di onoranze funebri operanti nell’ambito della provincia; presso i locali delle camere mortuarie sono inoltre esposte le informazioni relative al servizio di cremazione;

• predisporre per la sanificazione/sanitizzazione dell’unità della persona deceduta e dell’intera camera di degenza;

 

Le procedure esistono perchè previste da un processo di accreditamento, dove chi fa le attività dovrebbe scriverle e modificarle se necessario.

 

Quindi per spiegare perchè la procedura di Cuneo è sbagliata bisogna ripensare a cosa accade quando il nostro assistito è appena deceduto.

L'evento morte è molto diverso da persona a persona, da operatore ad operatore, da parente a parente a volte è un momento atteso, a volte è improvviso ed inaspettato.

L'infermiere deve attivarsi in diverse situazioni, può accadere in reparto, al domicilio o in pronto soccorso, ripercorro un esempio di un decesso in reparto.

L'infermiere deve gestire 3 macroaree documentale, relazionale e la preparazione della salma.

Documentale:

la parte amministrativa, i certificati, l'ECG e si lavora insieme al medico e all'OSS, di solito è presente in reparto il materiale in carpette dedicate.

Relazionale:

la parte più difficile per l'infermiere perchè non c'è replica, perchè fa male soprattutto quando si conosce il paziente da tempo e per migliorarsi è necessario ricordare le precedenti esperienze e pensare ad una modalità comunicativa professionale. Comunicazione professionale che è completa se si cura la postura, la faccia, il tono di voce e le parole misurate. I familiari vanno informati, è necessario capire subito cosa sanno per definire di cosa si può parlare e cosa deve essere delegato al medico, questo è un momento cruciale, non c'è replica e mi ripeto ci si deve mettere la faccia.

I familiari vanno informati che possono vedere il corpo in reparto e poi sarà trasferito in osservazione nella camera mortuaria dove sarà poi preso in carico dalle pompe funebri di loro scelta (non si possono consigliare servizi vedi il caso di Bologna LINK).

Necessario tenere presente che i familiari vivono una crisi affettiva ed economica se il deceduto era l'unica fonte di reddito familiare questo si traduce in un dramma ed una mancanza di prospettiva per il futuro, quando si ha uno psicologo in reparto deve essere coinvolto.

Preparazione della salma:

per l'ultimo saluto dai familiari in reparto e poi il trasporto in camera mortuaria dove il paziente sarà preso in carico dai servizi funerari.

Il corpo del defunto è in reparto, spesso è in una camera con altri pazienti separato da un sottile paravento e bisogna agire in rapidamente nelle diverse fasi.

il corpo ha un rilasciamento degli sfinteri, lo si pulisce se sporco poi spesso si posiziona un pannolone.

NON lo si può lavare in reparto perchè è nella stessa camera con altri pazienti che loro malgrado assisterebbero ad una procedura che richiede tempo e bloccherebbe ulteriormente l'attività di reparto facendo tardare le terapie ai pazienti, procedura inutile perchè nel muovere il paziente stesso si favorirebbe la continua fuoriuscita di materiale corporeo. Servono ambienti e strumenti adatti.

La barba della procedura di Cuneo è una "cavolata pazzesca" (cit. Fantozzi), dato che continua a crescere e il giorno successivo sarebbe comunque da rifare, quindi se ne prenderà cura il servizio funerario.

In reparto il paziente viene posto supino con le braccia lungo i fianchi senza protesi mobili o presidi, viene apposto un cartellino identificativo e quindi coperto con un lenzuolo, poi con una barella apposita il paziente viene posto in camera mortuaria per l'osservazione, dove avrà un campanello vicino o in prossimità, spesso appoggiato sopra il corpo.

L'eventuale ispezione del medico necroscopico conclude la parte "sanitaria " del decesso ed autorizza le successive attività funerarie, compreso l'igiene e la vestizione del paziente.

Il defunto è in camera mortuaria ed è quì che interviene l'infermiere libero professionista in collaborazione con le pompe funebri per la toilette della salma e la successiva vestizione, questa attività è prevista dal tariffario dell'infermiere libero professionista alla voce 045 T Toilette e vestizione funebre.

L'infermiere, inteso come professione segue il paziente in vità e prima dell'ultimo saluto dei suoi cari.

Attualmente il tema dell'igiene della salma e la sua vestizione crea polemica, ma non è un'attività sanitaria a carico dell'ospedale in quanto espletata da liberi professionisti e dobbiamo tenere presente che se le attività del tariffario sono "vincolanti" siamo gli unici professionisti autorizzati a preparare il defunto e questo aspetto estraneo a tanti colleghi non deve essere banalizzato perchè fa parte del nostro ruolo professionale verso la società.

Vero anche che è ora di comprendere che non è che tutti gli infermieri possono fare tutto, ci sono momenti e modi, nessuno chiederebbe ad un infermiere di inventarsi strumentista e operare a cuore aperto un paziente al letto, allo stesso modo ci sono attività in luoghi preposti e tali devono restare.

Il cavillare sui termini che AADI intraprende è importante, perchè quando questi termini sono usati in modo improprio e usati in modo generico decontestualizzati possono portare ad effetti di disinformazione a lungo termine.

Le OPI o la FNOPI dovrebbe fare chiarezza sull'attivtà "045 T Toilette e vestizione funebre" che ha un' importanza sociale altissima ed anche economica per l'infermiere libero professionista che dovrebbe essere sempre coinvolto dalle pompe funebri e se questo non avviene è fra le loro funzioni una verifica che è veramente banale dato che per ogni defunto dovrebbe corrispondere una prestazione fatturata ad un professionista (anche se dopo Bologna sono dubbioso LINK).

Per approfondimenti, scarica le procedure deceduto

 

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