Viene ricoverato d'urgenza un Senatore della Repubblica Italiana e il primario da personalmente disposizioni per adibire una camera singola per il ricovero eccellente.

Ma ad una studentessa sorge un dubbio, quindi la lettera al primario, però consapevole che forse la avrebbe ignorata la posta su facebook e in breve tempo diventa virale....

La studentessa è Roberta Cristofani (LINK) e il testo della lettera che ha postato su facebook è:

Gentile primario,
le rubo qualche istante del suo tempo per raccontarle una breve storia. Sono una studentessa di Infermieristica del primo anno e al mio secondo tirocinio mi sono trovata a lavorare nel suo reparto di Medicina Interna. Una sera, verso le 20, ho notato una certa agitazione da parte del personale. Due pazienti, senza ricevere alcuna spiegazione, sono stati spostati in stanze in cui erano presenti già altri quattro letti, mentre quella in cui si trovavano loro è rimasta vuota. Lo stato di agitazione continuava: apriamo le finestre, spruzziamo un deodorante, il nuovo letto deve essere perfetto. IL nuovo letto. Uno solo.


Io non ho molta esperienza, per questo mi è sembrato naturale chiedere lumi. “Domani arriva il senatore. Deve stare in una stanza singola, disposizioni del primario.”
Di primo acchito, non ho capito molto di ciò che mi era stato comunicato. Perché mai il senatore dovrebbe stare in una stanza singola? Con la penuria di letti che abbiamo, tra l’altro? E perché avremmo dovuto scomodare altri due pazienti per permettere a una persona di stare in una stanza singola?
Riesce minimamente a percepire la mia incredulità?
Incredulità che non ha fatto che aumentare, notando che al paziente venivano concesse visite a qualsiasi ora, nonché qualsiasi tipo di trattamento di favore. Altre “disposizioni del primario”, immagino.
Caro professore, le scrivo per dirle che mi sento profondamente offesa.
Dal momento in cui varca la soglia del reparto, il paziente per me è semplicemente una persona, ovviamente con pari dignità e diritti rispetto a tutte le altre. Cosa mi importa che nella vita faccia lo spazzino, il salumiere, l’insegnante o il senatore? Mi trovo di fronte, sempre e comunque, una PERSONA: spesso spaventata, con mille dubbi e incertezze, turbata, fuori dall’ambiente rassicurante della sua casa. E non è forse questo uno dei doveri dell’infermiere? Far sì che la persona che entra in reparto si senta accolta, rassicurata, ascoltata, al di là di chi è, cosa fa di mestiere o del suo status sociale?
Può anche solo lontanamente immaginare l’umiliazione che ho provato nel comunicare ai due pazienti che occupavano la stanza sgomberata per far posto al senatore che avrebbero dovuto spostarsi? “Voi siete malati di serie B, dovete far spazio al malato di serie A.”
Quel compito ingrato, me lo lasci dire, sarebbe toccato a lei, professore. Non a una studentessa che non riesce a farsi una ragione di episodi del genere.
E sì, mi sento offesa. Sento che, rendendomi strumento di questo tipo di ingiustizie, lei ha sminuito la mia professionalità, l’impegno che metto ogni giorno per migliorarmi e diventare una brava infermiera.
Così come, e questo è un mio modesto parere, ha sminuitola professionalità e il duro lavoro della caposala e di tutti gli infermieri che giorno per giorno si impegnano per dare al paziente, ad OGNI paziente, le migliori cure possibili e l’accoglienza di cui parlavo.
La prego, per il futuro, di non mettermi più in una situazione tanto imbarazzante e umiliante.
La prego, con tutto il cuore, di non lasciarmi con la sensazione amara che “tutti i pazienti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.”
Cordialmente,

R. Cristofani


Dove accade, non è rilevante, però è importante cosa accade e perchè.

La visibilità la viralità del post mi è sembrata aiutata dal fatto che ci fosse un senatore coinvolto ma il problema sollevato da Roberta secondo me va oltre a quella giornata e riguarda tutti.

Il policlinico non asserisce che c'è una differenza perchè è una camera a pagamento, ma accenna a motivazioni generiche di salute (LINK) che sono in contraddizione con quanto riporta Roberta data l'accesso libero dei visitatori.

La necessità di una privacy particolare potrebbe trovarmi d'accordo con la camera singola, pensate se fosse stato ricoverato d'urgenza Totti o Balotelli, pensate che sarebbero finiti in camera quadrupla con noi comuni mortali?

Non credo proprio e gli sarebbe stata riservata una camera singola.

Allora mi sorge una domanda, è giusto che una persona cittadino italiano che gode dello status di personaggio pubblico stia in camera singola?

Direi di si, così a pelle, subito, sono infermiere tutela della privacy nel mio DNA c'è un senso di protezione ... di me stesso, per non aver grane lo metti da solo.

 

Però lo snodo è la chiave di lettura casca sempre sui soldi.


Il personaggio pubblico è uno che sulla propria immagine guadagna, quindi se non si sente tutelato potrebbe chiedere milioni in risarcimento.

Quindi il personaggio pubblico che può avere uno o più avvocati ha la camera singola d'ufficio ed è giusto?

Restiamo sul lato economico due cittadini italiani che pagano due DRG sono stati spostati e messi in una camera a 5, mentre un cittadino italiano è stato messo da solo perchè personaggio pubblico e paga 1 DRG.

Un dubbio... il DRG che paga la regione è sufficente per giustificare una camera singola?

Forse è una fissa da padre di famiglia che deve arrivare a fine mese, ma secondo me il punto sono e restano i soldi pagati con il DRG del ricovero ospedaliero.

Se il DRG non copre il costo della camera singola allora il primario ha usato un bene pubblico in rimessa, non credo sia giusto.


Se il DRG copre i costi della stanza singola allora perchè ci sono cittadini italiani in camere doppie triple, quadruple o oltre?

Nel 2010 si parlava di tagliare fisicamente 30000 posti letto, ma a questi tagli non è seguito un miglioramento con la degenza in camere singole, non è seguito un miglioramento in merito alla privacy e riservatezza di tutti i cittadini italiani.

Che un Senatore o un personaggio pubblico abbia da parte dell'ospedale un riguardo in più non è giusto, ma è ad autotutela per eventuali cause, forse lo si può capire, ma l'ingiustizia più grande come dice Roberta è che ci sono cittadini di serie A e di serie B.

Nell'essere cittadino italiano di serie B io non ci vedo un problema nel fatto che c'è stato lo spostamento, ma in quello che non hanno/abbiamo diritto alla camera singola.

Grazie a Roberta e al momento di riflessione che ha scatenato ho la certezza di essere cittadino di serie B che se un giorno mi faranno la prostata e sarò in urologia nella giornata delle prostate in camera da 4 o da 6, tutti i visitatori in con un minimo di intelletto sapranno i fatti miei e non è giusto.

Oggi Roberta in caso di contenziosi ha nell'AADI un aiuto importante (LINK) ma sarei davvero curioso di sapere dalle associazioni di tutela dei consumatori se il DRG paga per una stanza o meno perchè avrei la certezza di essere un cittadino di serie B che paga per una cosa a cui non ha accesso e in milioni avrebbero diritto ad una class action con i controfiocchi.

 

Franco Ognibene

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