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In ospedale

Non è un controsenso parlare di salute in ospedale proprio perchè in ospedale ci sono le persone più fragili.

Di recente è morto un grande Autore di libri, film, una persona importante per l'Italia ma se la sua vita è stata straordinaria, la sua morte è avvenuta fra ricorsi e speranze di un vivere che forse per poco si chiama vità.

Mettiamo per ipotesi sia un nostro assistito, cardiopatico, soggetto ad infezione multiresistente, allettato da quasi 1 anno, con lesioni da pressione, quindi decede per scompenso multiorgano.

Si nasce e si muore due costanti universali, possiamo solo decidere nel mezzo come vivere, ma alla sanità si può chiedere di non morire? E se si muore la sanità sbaglia sempre?

La segnalazione non arriva da ospedali di qualche nazione disastrata, per il semplice motivo che serve un impianto di dati statistici seri, ma arriva dal Regno Unito e dall'Australia.

Paesi che hanno un sistema sanitario è avanzato fanno outing ed ammettono che fra le cause di decesso in ospedale c'è la fame e la sete...

In ospedale il lavoro dell'equipe di reparto è organizzato sul ricoverato e le sue problematiche, ci sono tantissime persone che ci lavorano, il medico, il coordinatore, l'infermiere, l'oss, l'ausiliario e tante persone e servizi che ruotano attorno al reparto.

Chi si trova ricoverato o chi visita un familiare e vede dell'attività ha voglia di provare ad interagire ma per evitare che questo sia un esperienza inutile è necessario usare alcuni accorgimenti...

La febbre o iperpiressia è un rialzo della temperatura corporea è un evento importante che si manifesta inaspettatamente durante il ricovero ma è tutto lì solo un numero in una scala, possiamo dire qualcosa di più?

Penso di si, premetto che non ho la verità a portata di mano e che non possiamo fare tutti gli esempi, però possiamo scrivere di una chiacchierata sulla febbre.

E' la notizia dell'Estate 2011 l'infermiere è un essere umano e si può ammalare, un evento senza precedenti, distrutta definitivamente l'aura protettiva che si credeva circondasse gli infermieri e tutti gli operatori sanitari e li rendesse immuni a qualsiasi cosa.

E adesso il panico e controlli a tappeto per gli operatori ma i visitatori e i parenti?