FNOPI e gestione dei dati sanitari attraverso i sistemi digitali

codice computer

La FNOPI il 13 febbraio 2024 ha tenuto un'audizione nell’ambito della discussione congiunta delle risoluzioni 7/00183 Loizzo (Lega) e 7/00187 Girelli (PD) sulla raccolta e l'utilizzo dei dati sanitari.

Il relatore era Luigi Pais dei Mori Consigliere del Comitato Centrale e ha proposto molti argomenti nuovi e interessanti, ma si poteva fare meglio.

Potrei sembrare ipercritico come nel mio precedente articolo "L'Audizione della FNOPI, un'occasione mancata" però quando sei nel luogo dove vengono realizzate le leggi che ci governano bisogna esprimere il massimo.

Il Consigliere Luigi Pais dei Mori è stato molto bravo, ha centrato lo stato attuale della realtà di oggi, presentando due categorie di popolazione a rischio:

  • i fragili digitali
  • i proveri digitali

Prospettando una situazione sanitaria diversificata a causa del digital device.

Nel divenire di una sanità che ha una comunicazione con il paziente sempre più digitalizzata ha ripreso la necessità di protezione dei dati e della formazione degli operatori sanitari.

La formazione è chiaramente l'elemento portante e nel video ne viene esaltata l'importanza però manca ancora un elemento che è sotto gli occhi di tutti ma continuiamo ad ignorare.

Nel video al minuto 9 si sente la domanda di un medico che chiede: "qual è lo stato dell'arte e se è omogeneo fra Nord e Sud Italia"; la risposta è standard e ci consente di comprendere come i lavori e l'incertezza sia tanta.

Perchè sono critico e dico che si poteva fare di più?

Alcuni punti non sono stati portati all'attenzione come ad esempio:

Standard informatici condivisi, Google, oggi, è un colosso nei nostri smartphone, sviluppato su un sistema open source Linux che consente la creazione di nuovi programmi. Chi vuole fare software per la sanità dovrebbe avere programmi open source così che possa subentrare un altro gestore senza problemi di organizzazione dei dati o ulteriori oneri per le aziende sanitarie.

Standard iconografici e comunicativi unici, oggi vediamo bambini usare le app nei telefoni dei genitori che diventano entusiasti dei figli, inconsapevoli che stanno usando app pensate e studiate apposta per essere comprese da bambini. In ambito sanitario ci sono schermate inutilmente complesse che richiedono tempo, se il problema è comprendere la leggibilità delle pagine che abbiamo davanti rapidamente, si perde tempo e il tempo è denaro.

Personalizzazioni semplici da parte dell'utilizzatore finale, oggi vediamo programmi aziendali dove per avere delle modifiche o aggiunte è necessario attendere la disponibilità del professionista dedicato, eppure sarebbe possibile fare si che l'utente possa personalizzare la schermata che vede, mettere i pulsanti dove preferisce e chiamarli come vuole. Nel web la chiamano UX User experienxe e ha lo scopo di migliorare il sito stesso questo perchè se il lettore non comprende il sito, è il sito stesso che deve essere migliorato non deve essere cambiato il lettore.

Ora le tecnologie che si utilizzano nel web possono essere applicate anche nelle aziende sanitarie, se un infermiere o un impiegato non riesce ad utilizzare il programma nuovo per fare quello che ha fatto per anni, o si fa formazione  a tutti o bisogna cambiare il programma e renderlo più facile.

La formazione universitaria dell'infermiere in informatica potrebbe beneficiare da quanto scritto precedentemente oppure rischia di essere molto difficile da realizzare per evitare che diventi la solita materia barbosa ritenuta inutile.

Comunque è necessario iniziare ad affrontare il problema e decidere che uniformando il digitale in Sanità si possono eliminare le diseguaglianze.

Bibliografia:

Foto di Markus Spiske

 

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