dati covid 19 27 ottobre27 ottobre 2020: siamo arrivati a quota 21.994 casi positivi in più rispetto a ieri e il sistema di contact tracing è in affanno in molte regioni. Ma non basta, la situazione preparata da tante chiacchiere inutili è pronta ad esplodere e si manifesta anche con aggressioni alle proprietà degli operatori sanitari.

L'Italia è spaccata e non trova pace, è un momento veramente triste, il lavoro del negazionismo sta traendo i suoi frutti, la gente è confusa, va in piazza e in mezzo dicono che la criminalità si sia infiltrata, vero o risposta di comodo non lo sapremo mai.

Possiamo vedere ogni giorno le due facce, quella di infermieri e medici che di lavoro ne hanno anche troppo e chi che per sopravvivere deve reinventarsi e portare pizze a domicilio, tu lo faresti a 50 anni?

Le manifestazioni violente stanno continuando nel peggiore dei modi come è successo a Rimini, dove un attacco di ignoti ha devastato le macchine di 70 fra oss, infermieri e medici.

L'impegno dei primi mesi della pandemia è sciamato appena abbiamo visto il sole dopo la tempesta, i mesi sono passati ed abbiamo cercato la serenità ignorando che il coronavirus era ancora fra noi.

Adesso i dati dei positivi sono in aumento e le prime 5 regioni con il maggiore incremento di casi sono:

Lombardia: 5035

Campania: 2761

Piemonte: 2458

Lazio: 1993

Toscana: 1823

La situazione delle 5 regioni con il maggior numero di ricoveri:

Lombardia: 20715

Piemonte: 2016

Lazio: 1632

Campania: 1210

Emilia-Romagna: 934

La situazione dei ricoverati in terapia intensiva.

Lombardia: 271

Lazio: 166

Campania: 140

Piemonte: 121

Toscana: 119

Ricordo che i posti in terapia intensiva di solito sono riservati a pazienti critici e che rischiano di morire, sono posti riservati a pazienti che devono essere monitorati perchè operati di trapianto o altro e rischiano di morire se non c'è un monitoraggio tempestivo.

Il sistema sanitario negli ultimi anni si è orientato ad un'ottimizzazione spinta e i letti erano contati, il personale dedicato ai letti in terapia intensiva è specializzato e spostare un infermiere senza formazione si fa, ma non è la scelta migliore.

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covid 19 dati Italia 27 ottobre

La situazione è quella di attesa e di speranza per un virus che potrebbe scomparire o un vaccino che potrebbe arrivare, ma ogni mese che ritarda sono migliaia i morti.

Il virus è fra noi e non offre una protezione permanente ai positivi, dato che dopo 2 mesi l'immunità acquisita scompare, la terapia tarda ad arrivare.

Quando la terapia è difficile se non impossibile la scelta è di investire nella prevenzione, ce lo insegna la lotta contro i tumori, la prevenzione con il sangue occulto, le mammografie o tutti gli esami che possono essere fatti al primo sospetto. 

Il virus sta bloccando il meccanismo della prevenzione che consentiva di operare un paziente e dirgli "guardi l'abbiamo preso in tempo". adesso la gente ha paura e resta chiusa in casa e quando chiede aiuto al medico la malattia è più grave.

Il vaccino è una barriera che fa prevenzione, perchè se chi fa un lavoro a contatto con il pubblico, infermieri, baristi, ristoratori fanno da barriera allora la diffusione si potrebbe davvero arrestare per nostra volontà. Non sarebbe la prima volta, è successo per la poliomielite, il vaiolo e altre malattie.

Il virus non ha solo diviso l'Italia in due fra chi lavora troppo e chi il lavoro lo ha perso, ma ha mostrato i tanti lati dell'Italia:

- quella ignorante, no vax e no masck  che fa disinformazione a livello evoluto,

- della violenza fra professioni, come quel medico che accusa gli infermieri di non essere capaci di fare un tampone covid e anzi farebbero danni,

- della mancanza di solidarietà in chi critica la protezione civile per avere cercato 200 studenti al 3 anno di infermieristica, senza pensare che se c'è un lock down l'università potrebbe prolungarsi e con essa la spesa per la famiglia e un lavoretto da 20 ore settimanali sarebbe un ristoro economico per gli studenti.

Il mondo è cambiato, questo è causa di paure e proteste e noi infermieri non possiamo far altro che rimboccarci le maniche senza badare alle chiacchiere da corridoio.

 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay 

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