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bara bianca funeraleIl TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) quando viene applicato, comporta una limitazione della libertà individuale e viene applicato solo in condizioni particolari e fino ad ora applicato a pazienti con alterazioni psichiche.

Il caso del focolaio vicentino, dove un paziente si è recato a feste e funerali mettendo in pericolo la vità decine o centinaia di persone ha fatto infuriare il governatore del Veneto Luca Zaia.

L'imprenditore rientrato dalla Serbia invece che restare in quarantena è uscito andando al lavoro, a feste e anche a un funerale, infettando 5 individui e portandone 85 a dover restare in quarantena cautelativa.

La sorveglianza sanitaria è molto attenta e attiva perchè un altro lockdown potrebbe essere ancora più devastante, ma la polemica sul TSO del governatore del Veneto è arrivata al Ministro speranza ed entrambi concordano che si dovrebbe attivare il TSO. Anche il figlio dell'imprenditore concorda e accusa il padre di essere stato irresponsabile uscendo e non curandosi.

Il TSO è una limitazione temporanea della libertà individuale di un soggetto ritenuto pericoloso e da curare secondo la legge 883 del 23 dicembre 1978, articolo 34.

Il TSO si verifica generalmente in ambito psichiatrico con dei ricoveri nei SPDC - Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura ma i medici di altre specialità potrebbero non avere pratica ed esperienza con la procedura da seguire.

Ma nel momento in cui una persona ammalata di covid non ha una malattia psichiatrica e ha capacità di intendere e di volere, avendo una malattia infettiva e pericolosa che necessità obbligatoriamente di cure per sè stessa e per non essere pericolosa per la società; se rifiutasse le cure e mettesse in pericolo gli altri, sarebbe meritevole di TSO?

Qual'è la procedura del TSO?

Il  Trattamento Sanitario Obbligatorio è disposto con provvedimento del Sindaco, nella sua qualità di autorità sanitaria, del Comune di residenza o del Comune dove la persona si trova momentaneamente.

Egli emana l’ordinanza di TSO solo in presenza di due certificazioni mediche che attestino che:

  1. la persona si trova in una situazione di alterazione tale da necessitare urgenti interventi terapeutici;
  2. gli interventi proposti vengono rifiutati;
  3. non è possibile adottare tempestive e idonee misure extraospedaliere.

Tutte e tre le condizioni devono essere presenti contemporaneamente e devono essere certificate da un primo medico, che può essere il medico di famiglia, ma anche un qualsiasi altro medico e convalidate da un secondo medico che deve appartenere alla struttura pubblica (generalmente uno psichiatra della ASL).

Con i tre criteri elencati sopra, a grandi linee potrebbe sembrare che il TSO ipotizzato dal Govenatore del Veneto e dal Ministro della Salute sia semplice da attuare anche per i pazienti covid positivi che rifiutano di essere curati e monitorati.

Nella LEGGE 23 dicembre 1978, n. 833 gli articoli  che prevedono il TSO sono:

Art. 33. (Norme per gli accertamenti ed i trattamenti sanitari volontari e obbligatori)

Art. 34. (Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori per malattia mentale)

Art. 35. (Procedimento relativo agli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera per malattia mentale e tutela giurisdizionale)

Quando il paziente ha una malattia infettiva e contagiosa è implicito l'obbligo di attenersi alle indicazioni sanitarie, perchè la malattia in questione è un pericolo per la persona interessata e per gli altri.

Ma come metterlo in pratica se il paziente che rifiuta il ricovero, assicurando il medico che resterà in quarantena nel suo domicilio, quando subito dopo esce senza nessuna remora perchè forse qualcuno l'ha convinto che il coronavirus è un' invenzione delle multinazionali, o qualsiasi altra assurdità?

Le sanzioni già adesso ci sono, perchè chi non rispetta la quarantena è soggetto al codice penale:

Quarantena, divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione

La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la pena di cui all'articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale (reclusione da uno a cinque anni). 

Il TSO proposto dal governatore Zaia spero resti uno sfogo momentaneo, perchè le leggi ci sono e come riportano i giornali,  l'imprenditore è stato segnalato alla procura di Vicenza come atto dovuto, forse ci potevano essere più controlli prima del focolaio vicentino che richiamassero l'imprenditore ai suoi obblighi.

La pandemia ci ha già costretto ad un' assistenza che ha ridotto molto sia i contatti umani che familiari, aumentando ulteriormente la complessità burocratica, tutto ciò comporta il rischio di perdere di vista il fatto che il TSO è, e deve essere una extrema ratio e non una procedura ordinaria o peggio, di ricatto verso il paziente, perchè in tanti ci stiamo impegnando ogni giorno per contenere la diffusione della pandemia.

Sitografia:

https://www.ilfattoquotidiano.it

https://www.corriere.it

https://www.secoloditalia.it

https://www.ccdu.org/tso/trattamento-sanitario-obbligatorio

https://www.ilfattoquotidiano.it

DIRETTIVA REGIONALE n. 1457/89 IN ORDINE ALLE PROCEDURE PER GLI ACCERTAMENTI E TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI IN PSICHIATRIA

Foto di carolynabooth da Pixabay

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