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stop violence

Quando si parla di violenza normalmente si pensa alla violenza sulle donne, ma in realtà può essere anche sull'uomo o fra partner dello stesso sesso, la distinzione principale fra la violenza criminale come una rapina, un omicidio o il femminicidio è che il fenomeno è entro le relazioni e spesso dentro la sfera famigliare.

La violenza sulla donna è molto diversificata e può essere sia fisica che psicologica, arrivare a minacce e persecuzioni fino all'atto estremo del femminicidio.

Qualche giorno fa ho partecipato ad un corso indetto dal Policlinico Sant'Orsola sul tema "contrasto alla violenza sulle donne" e le 4 ore sono volate perchè il tema è veramente complesso ed articolato.

Che cos'è la violenza di genere?

La violenza la vediamo tutti i giorni al TG, e può capitare che un atto criminale finisca con un omicidio, ma non c'era intenzione di colpire una donna, la violenza di genere ha come bersaglio specifico la donna o il partner anche se dello stesso sesso.

La violenza più efferata e drammatica culmina con lo stupro e l'omicidio (femminicidio) e a queste si aggiungono tante altre forme di violenza fra i partner e quasi sempre è l'uomo verso la donna appartenente all'ambito famigliare.

In Italia le associazioni lavorano da decenni, il consiglio d'Europa nel 2011 ha deliberato il primo strumento giuridicamente vincolante e dà delle definizioni e delle indicazioni comuni per tutti gli stati europei.

Le definizioni presenti nella Convenzione di Istanbul sono:

a. con l'espressione «violenza nei confronti delle donne» si intende designare una violazione dei diritti dell'uomo e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata;

b. l'espressione «violenza domestica» designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all'interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l'autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima;

c. con il termine «genere» ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini;

d. l'espressione «violenza contro le donne basata sul genere» designa qualsiasi violenza diretta contro una donna in quanto tale, o che colpisce le donne in modo sproporzionato;

e. per «vittima» si intende qualsiasi persona fisica che subisce gli atti o i comportamenti di cui alle lettere a e b;f.con il termine «donne» sono da intendersi anche le ragazze di meno di 18 anni.

La convenzione di Instambul entra anche nel diritto sostanziale con gli articoli:

31-Custodia dei figli, diritti di visita e sicurezza
32-Conseguenze civili dei matrimoni forzati
33-Violenza psicologica
34-Atti persecutori (stalking)
35-Violenza fisica
36-Violenza sessuale, compreso lo stupro
37-Matrimonio forzato
38-Mutilazioni genitali femminili
39-Aborto forzato e sterilizzazione forzata
40-Molestie sessuali
41-Favoreggiamento o complicità e tentativo
42-Giustificazione inaccettabile dei reati, compresi quelli commessi in nome del cosiddetto «onore»

Il passo successivo ad una convenzione è la sua ratifica da parte degli stati membri e in Italia un tassello importante è stato fatto in area sanitaria con le "Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza", che prevedono un percorso formativo a livello regionale e poi di azienda sanitaria, ma anche dei cambiamenti strutturali ed organizzativi che consentano non solo di assistere le vittime di violenza, ma di proteggerle immediatamente.

Protezione e ambiente confortevole

La donna vittima di violenza accede ad un PS, che sia generale o ginecologico, l'estrema fragilità della donna vittima di violenza richiede un percorso rapido e la donna deve essere posta in un ambiente protetto, come un ambulatorio, prima possibile, non può restare in sala d'attesa con altre persone, i dubbi, l'imbarazzo potrebbero portalrla a fuggire, a tornare sui suoi passi e rinunciare alla richiesta di aiuto.

Il personale, infermieri e oss, devono essere attenti a come si pongono, come parlano e non giudicanti, perchè può essere sufficiente una domanda che fa emergere dubbi nella donna.

L'organizzazione sanitaria è determinante nel redigere le procedure che sono indispensabili per la raccolta delle prove a difesa della donna, ma serve anche la formazione degli operatori, infermieri e OSS.

Il motivo è il contesto emozionale di una moglie che deve ammettere che ha scelto la persona sbagliata, che deve riorganizzare tutta la sua vita ed anche quella dei figli, e confrontarsi con gli altri familiari, la prospettiva di un futuro si contrappone alla violenza subita. In questa situazione di fragilità anche la parola sbagliata di un operatore sanitario (ma è sicura? pensi ai suoi figli, cosa sarà di suo marito, cosa penseranno i suoi genitori) può portarla a scappare e a tornare al suo mondo di violenza.

L'organizzazione sanitaria si muove, il cambiamento sta arrivando ma anche l'attenzione dell'infermiere di triage può essere molto utile, scrivendo anche l'animo della persona che si trova di fronte, è spaventata, tesa, tremante e tutto quanto è visibile perchè se ci sarà una ricostruzione dell'accaduto tutto quanto scritto è utile. Il momento del ricovero consente agli operatori sanitari di osservare i comportamenti in un contesto "più libero" nei rapporti familiari e possono emergere motivi per ulteriori indagini.

Attivare prima possibile il medico del PS o del reparto quando c'è un dubbio è il primo passo che un infermiere può fare.

La donna che ha subito violenza non è sola

Il supporto dei servizi sociali, delle associazioni, dei gruppi di aiuto e il punto di riferimento per avere le informazioni ufficiali è telefonare al 1522.

Una donna che subisce violenza deve intraprendere un percorso lungo per tornare alla normalità e l'ospedale è solo un momento di passaggio, spesso determinante per la risoluzione di una vita violentata.

 

Risorse:

2011 Consiglio d'Europa, Convenzione Instambul violenza di genere

Gazzetta Ufficiale Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza

Slide casa delle donne

Dati ISTAT feminicidio  

Pagina web ISTAT Feminicidio

Convenzione Instambul Documentazione per le Commissioni RIUNIONI INTERPARLAMENTARI

Libri sulla violenza di genere

 

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