musica e cervelloAssistere i malati nel fine vita ci pone di fronte alla difficoltà di prendere in carico gli aspetti psicologici, emotivi e fisici correlati alla malattia, cioè di prendere in carico globalmente il malato e tutti quei fattori che concorrono a determinare un livello accettabile di qualità di vita.

La Musicoterapia si colloca tra quegli interventi di carattere terapeutico che possono rafforzare gli aspetti intrapsichici e interpersonali indeboliti dalla presenza della malattia e possono ridurre i sintomi ad essa correlati (dolore, ansia, depressione, isolamento sociale, etc.).
Le cure palliative affrontano tutti gli aspetti della sofferenza umana e, per questo, prevedono un supporto di tipo fisico psicologico, sociale e spirituale per il malato e per le persone che lo accompagnano, siano essi parenti o no.


Alleggerendo i sintomi fisici e psicologici associati alla malattia, le cure palliative svolgono un ruolo fondamentale nella cura multifattoriale dei malati nel fine vita. Sintomi comuni come dolore, ansia e disturbi dell’umore possono essere difficili da gestire con le opzioni farmacologiche standard e possono interferire in modo significativo sulla qualità della vita (Smith EM, Gomm SA, 2003).

L’attività di Musicoterapia può essere descritta come l’utilizzo professionale, consapevole e creativo della musica all’interno di una relazione terapeutica con persone identificate come bisognose di un aiuto psicologico, fisico e spirituale, o desiderose di una maggiore consapevolezza di se stessi, permettendo così un miglioramento della propria qualità di vita (O’Callaghan, 2009).

L’utilizzo della musicoterapia in Hospice ha l’obiettivo, da un lato, di gestire emozioni, paure, ansie e angosce della malattia, e dall’altro, di contribuire ad una migliore accettazione e sopportazione, anche fisica, della malattia e del suo trattamento.
Il bisogno di essere ascoltato, riconosciuto, compreso e accettato risulta prevalente rispetto ad altri bisogni. In conclusione essere trattato come persona fino alla morte.

La musica è un mezzo di comunicazione che produce emozioni ed assume un significato ancora più profondo nel fine vita e nella gestione del lutto; il suo utilizzo a scopo terapeutico è stato riconosciuto a livello internazionale: il neurologo Oliver Sacks in un suo libro scrive che “il potere della musica di integrare e curare… è un elemento essenziale. (è) il più completo farmaco non chimico (Sacks O., 2014).

Proprio per questa ragione la musicoterapia, inserita all’interno di programmi di cura palliativa, sta progressivamente entrando nei reparti dei paesi più all’avanguardia in questo settore sanitario.

Musicoterapia e dolore

Il dolore è un sintomo complesso da trattare perché è aggravato dallo stato di fragilità psicologica del paziente e coinvolge tutte le dimensioni della persona, non soltanto quella somatica. In questi condizioni si parla di dolore totale e “appare chiaro che esso non possa essere affrontato con la sola terapia farmacologica” (Lora Aprile et al., 2010). Si rende necessario un approccio multidimensionale, che tenga conto anche dei bisogni psicologici, spirituali e sociali, che devono essere considerati con attenzione e affrontati contemporaneamente alla cura del dolore fisico.

Nell’articolo “The effectiveness of music in relieving pain in cancer patients: A randomized controlled trial” è stato fatto uno studio sperimentale in due centri nel sud di Taiwan con 126 persone con dolore oncologico. È stata data la possibilità ai pazienti esposti alla ricerca di scegliere tra quattro tipi di musiche
da ascoltare per 30 minuti. Sulla base dei risultati ottenuti, gli autori hanno concluso che ascoltare musica può essere molto utile ad alleviare le sofferenze dei pazienti affetti da cancro. (Huang, Good, Zauszniewski, 2010).

Come afferma Manarolo, l’ascolto di brani musicali può essere il punto di partenza per discutere una serie di argomenti difficili e dolorosi connessi alla malattia e alla morte (Manarolo, 2011).

Musicoterapia nella dimensione spirituale

Molte sono le domande che devono essere affrontate nel contesto di questioni spirituali e cure di fine vita. Molteplici sono gli sforzi per comprendere più pienamente i costrutti del benessere spirituale, della trascendenza, della speranza, del significato e della dignità, e di correlare tali concetti con variabili e risultati come la qualità della vita, il controllo del dolore, la gestione della perdita e l’accettazione del fine vita.

Il benessere spirituale può essere supportato con la musica. Quando i pazienti sono coinvolti in esperienze musicali, si risveglia in loro la parte più intima, il loro bagaglio sonoro/musicale può favorire il miglioramento della qualità di vita soggettiva e preservare la dignità della persona di fronte alla malattia, alla sofferenza e alla morte. Inoltre, tiene conto della biografia e del sistema personale di valori e credenze della persona (Binder, von Wartburg, 2011).

Wlodarczyk (2007) ha studiato l’effetto della musicoterapia sulla spiritualità dei pazienti in hospice. I risultati hanno indicato che la musicoterapia ha stimolato più discussioni su questioni spirituali e il punteggio sul benessere spirituale dei pazienti è aumentato significativamente.

Come definisce il codice deontologico degli infermieri, la professione infermieristica si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa.
Come si evince da questo scritto, l’infermiere e il musicoterapista sono due professioni diverse che utilizzano approcci e metodi differenti, ma che hanno, spesso, obiettivi comuni.

Scritto da:

De Vita Antonino Infermiere/Musicoterapista

Pin It
Accedi per commentare