Pochi giorni fa è stato presentato uno studio osservazionale, realizzato negli USA, che mostra un aumento dal 20 al 30% del rischio di sviluppare una BPCO per gli infermieri.

Il rischio non è legato al fumo ma all'uso dei disinfettanti, ce ne sono di molti tipi, sostanze che hanno un attività più o meno intensa spesso usati per pulire strumenti e superfici.

La notizia lho letta prima su QuotidianoSanita.it (LINK), poi sono andato a cercare l'articolo originale del congresso European Respiratory Society che si è tenuto a milano.

In ospedale siamo convinti di lavorare in un ambiente "sano", in fondo è un ambiente dedito alla cura, l'approccio scientifico ci illude di sapere tutto, invece si scoprono collegamenti nuovi con l'ambiente di lavoro ospedaliero e malattie professionali.

 

Il rischio è stato stimato dal 22 al 32%.

I disinfettanti presi in considerazione sono:

glutaraldeide,

ipoclorito di sodio (amuchina),

perossido di idrogeno (H2O2),

alcol (disinfettanti a base alcolice ce ne sono molti clorexidina)

a base di ammonio quaternario.

Una volta usati evaporano e vengono respirati, queste sostanze sono spesso inserite nei detergenti che si usano in ospedale e capita che appena entri in una stanza dove hanno pulito il pavimento l'aria è irrespirabile.

 

La sensibilità è sicuramente individuale lo studio osservazionale del Nurses’ Health Study II (LINK) che segue centinaia di migliaia di infermiere per comprendere i rischi della salute nella professione infermieristica.

Lo studio a coinvolto 55.000 infermieri che hanno decenni di attività sulle spalle, sono stati osservati e le conclusioni sono serie, uno studio di tipo osservazionale abbastanza ampio è indispensabile per iniziare a comprendere i rapporti causa effetto di una malattia.

L'esempio del Nurses’ Health Study II dovrebbe essere ripreso in Italia, soprattutto alla luce che del fatto che l'organizzazione del lavoro è sempre più spinta e intensa con tempi di attività lavorativa che saranno dell'ordine di 35-40 anni e più.

L'articolo "Nurses’ regular use of disinfectants is associated with developing COPD" è al LINK.

L'Italia non è esente da questi rischi, un dosaggio appena superiore può causare problemi, l'articolo riporta l'effetto su infermieri e pazienti esposti per poco tempo, ma un esposizione minima e costante per decenni che effetto avrebbe. (Link)

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