Un reparto autogestito dagli infermieri con degli obiettivi dichiarati che vogliono il bene e l'interesse dei propri assistiti, un idea strampalata?

Un reparto senza coordinatore, dove gli infermieri si prendono le loro responsabilità, non infermieri che sanno solo cosa non devono fare, ma infermieri che agiscono con consapevolezza nell'interesse del loro assistito.
E' stato realizzato a Roma.

Il primo reparto ad autogestione infermieristica era un reparto del Santa Maria della Pietà di Roma, il padiglione 25 inizia un progetto nuovo, l'autogestione infermieristica, collettiva, consapevole e responsabile.

Il film documentario padiglione 25 è stato proiettato il 31 maggio a Bologna, attraverso le interviste degli infermieri che ne hanno vissuto l'autogestione e le difficoltà, la voce narrante ci porta dentro due temi molto umani, la barbarie dei manicomi e le umane decisioni di chi sa di essere in un mondo nuovo dove calpesta per la prima volta uno spazio nuovo prendendo ogni volta decisioni che potrebbero far chiudere quell'esperienza.


Non sto delirando, gli infermieri di Padiglione 25 erano uomini e donne circondati da un sistema istituzionale pronto a vederli chiudere, perchè il loro modello di cambiamento era talmente nuovo e umano che spaventava e andava contro interessi economici e culturali forti.

Stiamo parlando del 1975, quando gli infermieri di psichiatria dopo un anno di corso si ritrovavano nei reparti con poche informazioni e tanta paura.

Quegli uomini hanno capito che se per la società i matti erano l'ultimo anello della catena, chi li custodiva era il penultimo, la voglia di riscatto, l'importanza del loro lavoro è incentrata sui loro ospiti il loro benessere, la qualità della vita, hanno sentito l'influenza delle idee dell dott.Basaglia e le hanno messe in pratica con umanità e con decisione.
Hanno agito passando da un concetto del matto violento, sconosciuto, da non conoscere, ad una persona con problemi da capire con cui comunicare e cosa più difficile da reintrodurre nella propria famiglia.

 

Alla fine del film il regista racconta che questo film che parla di infermieri era stato proposto al ministero per un finanziamento, che è stato respinto, quindi si sono autofinanziati, andando per anni alla ricerca di fondi con gli infermieri che raccontavano la loro esperienza.

Concludo:

Il regista Massimiliano Carboni ha riportato alla nostra attenzione una storia umana e professionale intensa il film documentario "Padiglione 25, Diario degli infermieri"  è un capolavoro e dovrebbe essere presentato agli studenti di infermieristica, non per la vecchia e sterile discussione se è nato prima l'uovo o la gallina, ma per vivere nel tono narrato quei giorni, che sono ancora attuali, per la voglia di cambiare, di migliorare e per i pericoli di manicomi come istituzioni che tendono a crescere e diffondersi come un camcro nella nostra società.

Padiglione25 regista

foto, dopo la proiezione 

 

Il libro è appena uscito in una riedizione del volume del 1977 disponibile al (LINK).

PADIGLIONE 25

 

 

 

 

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