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2.5 Quadro normativo prima della legge 180/1978


Le leggi manicomiali sono principalmente tre: la prima è la "legge Giolitti", che prevedeva l'istituzione dei manicomi, la seconda è il R.D. 16 agosto 1909, n.615, ovvero il regolamento per l'esecuzione della legge 36/1904 sui manicomi e sugli alienati e la terza è la "legge Mariotti". La "legge Giolitti è una legge custodialistica. Infatti il motivo per cui essa prevedeva che il ricovero dell'infermo mentale nei manicomi non stava nella cura, ma lo scopo era proteggere la societa dall'alienato in quanto egli era ritenuto pericoloso e di pubblico scandalo. Quindi il ricovero era prettamente un provvedimento di polizia ed era solo obbligatorio. A capo del manicomio vi era un direttore generale che godeva di una buona autonomia; l'internato era un interdetto, gli venivano negati i diritti civili, doveva avere un tutore e una volta ricoverato veniva iscritto al casello giudiziario. La legge n°615 è un regolamento applicativo della "legge Giolitti". In essa viene specificata l'attività degli infermieri nei manicomi, che era di custodia. Gli infermieri erano segregati nei manicomi, insieme ai malati; privi di qualsiasi autonomia, con obblighi di rilevanza penale più simili ai secondini di vigilanza in un carcere. La dimissione del paziente psichiatrico era quasi impossibile, e se lo era, il direttore ne era direttamente responsabile. Con la terza legge manicomiale, la "legge Mariotti", si cominciano ad avere delle importanti novità: il ricovero può anche essere volontario e su richiesta del malato, riformulazione della struttura interna dei manicomi, possibilità di dimissione, istituzione di centri di igiene
34 Muller D , Schirmbeck F , de Haan L .(2016). [Recommendations regarding diagnosis and treatment of obsessive-compulsive symptoms in schizophrenia]. Tjdschrift voor psychiatrie. 7: 529-534.
Positivi
Negativi
Cognitivi Allucinazioni Appiattimento della risposta emotiva Difficoltà a mantenere l’attenzione
Disturbi del pensiero
Povertà del linguaggio
Bassa prontezza Deliri di persecuzione di grandezza di controllo Anedonia Deficit di apprendimento
Ritiro sociale
Scarsa capacità di
problem solving. Mancanza di iniziativa

mentale destinati alla cura e all'assistenza dei pazienti, decadimento del ricovero psichiatrico come intervento di natura giudiziaria. Nel 1978 viene istituita la "legge Basaglia". I principi cardine di questa legge sono: la chiusura dei manicomi, l'abolizione del ricovero coatto sostenuto dal concetto di pericolosità a sé e agli altri o dal pubblico scandalo, istituzione degli SPDC negli ospedali generali; il trasferimento alle regioni in materia di assistenza ospedaliera psichiatrica, TSO e TSV. La legge Basaglia è stata successivamente assorbita dalla legge 833/1978, agli artt. 33, 34, 35 e 64, che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale. Nonostante le indicazioni della legge 180/1978 e della legge 833/1978, l'organizzazione dei Servizi di salute mentale si è sviluppata in modo disomogeneo sul territorio nazionale. Di conseguenza, con il Piano sanitario nazionale 1994-1996, che ha introdotto uno specifico Progetto Obiettivo Tutela della Salute Mentale, il legislatore ha definito a livello nazionale standard e le tipologie dei Servizi per l'assistenza psichiatrica. Il Progetto obiettivo indicava, per ogni Azienda sanitaria locale, la necessità di organizzare un Dipartimento di salute mentale. Il DSM poteva a sua volta articolarsi in una o due unità modulari, ognuna delle quali comprendeva ed era costituita dalle seguenti strutture: Centro di Salute Mentale (CSM), Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), strutture residenziali e semiresidenziali (day hospital e centri diurni).

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