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careggi L'afflusso delle persone al PS non è sempre costante ci sono date critiche che già adesso possiamo vedere sfogliando il calendario, i ponti lunghi, la gente non ha il medico curante e ci si rivolge al PS, unico punto di riferimento.

Spesso facciamo discorsi copia incolla di cose che abbiamo sentito dire, ma un analisi seria richiede tempo, ancora di più scrivere un idea e farla diventare un progetto realizzabile.

Il collega dott.Antonio Di Nardo ha scritto un bel progetto, chiaro e semplice.

Tratto dal documento, scaricabile dal link a piè di pagina:

Analisi del contesto e riferimenti storici:

All’esame del mio studio, e non a caso prendo come punto di riferimento l’Azienda Ospedaliera più grande del Sud, l'Azienda Cardarelli di Napoli.

Dall’analisi oggettiva vengono fuori dati legali ai notevoli flussi di ingresso al pronto soccorso (dai tre/quattrocento al giorno) a cui sono inevitabilmente legati gli aumenti di lettighe/barelle. Non c’è ombra di dubbio che il commissariamento passato con i vari decreti (ammazza sanità) Zuccatelli, Morlacco, hanno privato il Cardarelli di circa cento posti letto in meno, oltre che ai vari accorpamenti e/o soppressioni di reparto, basti pensare al completo smantellamento del polo pediatrico che ha portato un risparmio di circa tre milioni di euro ma per finire dove?

Analizzando contestualmente l’Azienda Cardarelli, che vuoi o non vuoi è sempre al centro di polemiche, quando si tratta di barelle, si è visto che per i motivi sopra esposti inevitabilmente per carenze materiali/strutturali si ricorre a “compensare” la carenza dei posti letto con barelle. Pur non essendo costituzionalmente prevista perché viola il diritto alla salute, la barella continua ad esistere nonostante tutto.
Tale situazione è dovuta alla carenza di un organizzazione centrale che non possiede un filtro necessario a garantire lo smistamento dei pazienti dal Cardarelli verso altre strutture campane, nonostante accordi (mai rispettati) tra gli istituti federiciani, ospedale dei colli e cardarelli (protocollo di intesa con governo Caldoro).
Bene quindi il “bed manager” ma solo se contestualizzato in un’Azienda che presenta un organizzazione interna ben strutturata con posti letto in organico di fatto, tali da permettere la distribuzione dei pazienti, senza ricorrere alle barelle.
E’ inaccettabile che una struttura come il Cardarelli, con posti letto in organico di fatto pari a circa novecento, possa ospitare ad esempio circa milletrecento pazienti, che inevitabilmente saranno ricoverati in barella.
La soluzione è la creazione di un filtro centrale che in comunicazione con tutte le strutture ospedaliere campane, permette la distribuzione dei pazienti in base alla disponibilità dei posti letto. Tale soluzione eviterebbe che fenomeni come “barellopoli” possano coesistere con fenomeni “reparti vuoti” riuscendo a garantire così a ciascun cittadino il posto letto per trascorrere il suo periodo di degenza.

Obiettivi generali

Intendere la barella come veicolo di trasporto dell’infermo
Ridistribuzione dei pazienti presso altre strutture
Risparmio spesa sanitaria

Obiettivi specifici
Eliminare le barelle intese come posti letto

Scarica il documento (LINK) del dott.Antonio Di Nardo 

Ringrazio il dott.Antonio Di Nardo per aver autorizzato la divulgazione del suo progetto.

 

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