Il 31 gennaio a Bologna si è tenuto il seminario dal titolo "Il fenomeno delle aggressioni nei sistemi sanitari: quali tutele e strategie per l’Infermiere" un argomento che nella vita professionale prima o poi interesserà tutti gli infermieri.

Aggressioni e violenza verso gli operatori esistono sono sempre esistite, quindi, forse non è più ora di tacere. 

 

Aggressione fisica o verbale, motivata o immotivata, cosa importa un effetto sugli operatori c'è e fa male, altera il clima di lavoro in modo tangibile.

Prima dei racconti di episodi, una breve introduzione teorica e la comunicazione ha un ruolo importantissimo, spesso quelli che sono i luoghi di cura non si comportano come tali, l'unica informazione che offrono al paziente è sta fermo, attendi, non fare nulla, non puoi nulla, sappiamo tutto noi.

Il paziente aggressivo non ha mai ragione, ma ha dietro dei fattori scatenanti che non possiamo immaginare il peso che hanno sulla sua vita, la comunicazione a volte risolve altre volte no.

Lo raccontavano i colleghi che hanno subito aggressioni reali sul posto di lavoro, che si sono trovati ad essere vittime loro malgrado, ascoltando i racconti gli episodi di aggressioni si sono manifestati spesso quando un infermiere è stato preso di sorpresa, o quando c'è stata una rapida escaletion dell'aggressività, mentre la presenza di due infermieri a volte a portato che l'infermiera che non era bersaglio dell'aggressività riuscisse a sdrammatizzare ed a tornare ad un clima civile.

La discussione ha aperto poi il vaso di pandora, da episodi di violenza verbale, che per alcuni servizi sembrano quotidiani, come tipologia di ambulatori, o servizi pericolosi come la consegna del metadone sul territorio, come diceva la collega, nel dubbio, prima mi chiudo dentro, poi ci parlo, perchè i miei pazienti, non sono solo aggressivi ma hanno un vissuto che li ha addestrati a combattere.

Non solo voci di casi, ma anche delle organizzazioni che tiepidamente stanno dando forma al fenomeno consapevoli che esiste e che esistono, come ha riferito la dott.sa Fiamminghi, situazioni tipologiche di superafflusso di pazienti per carenze del territorio che durante i ponti non offre più i servizi di base.

E la direzione?

La direzione è presente, come ha testimoniato la dott.sa Guerrieri, per il grave episodio, ricorrente dove un aggressore si presentava ripetutamente a minacciare l'infermiere del PS, erano presenti in reparto, ma poco hanno potuto fare perchè c'era un diritto di visita di un familiare che consentiva e giustificava l'accesso in ospedale e la polizia non poteva intervenire, di conseguenza per proteggere l'infermiere lo hanno spostato per un breve periodo.

La situazione è complessa nella morfologia delle situazioni che accadono, nei tempi in cui accadono e per le motivazioni, tutti elementi da scoprire, perchè altrimenti un clima aziendale utile ad una crescità professionale non potrà mai instaurarsi.

Un pomeriggio che forse ha gettato le basi per creare qualcosa di più, ma lo vedremo in seguito.

 

 

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