Il film "Dallas Buyers Club" affronta un argomento importante come la libertà di cura quando la medicina ufficiale ha valutato e deciso che non può fare più nulla.

Un film ispirato ad una storia vera che ho visto di recente con Sky cinema on demand e da un punto di vista infermieristico il rapporto paziente/terapia è interessante.

La storia in estrema sintesi è quella di Ron Woodroof un texano che sviene a casa propria e portato in ospedale gli comunicano che ha l'AIDS, 30 giorni di vita e non ci sono terapie. Erano gli anni 80 le sperimentazioni agli inizi e fra questi erano in atto i trial per l'AZT.

Il texano non entra nella sperimentazione ma non molla si procura dei farmaci prima illegalmente in America poi in Messico da un medico radiato dall'albo, dopo 3 mesi visto che è ancora vivo cerca di aiutare gli altri nelle sue stesse condizioni.

Il personaggio viene presentato e visto come elegante mascolino o eroico, per niente l'attore è bravissimo nell'interpretare un ammalato, nelle sue crisi di demenza nei suoi gesti o quando ha un infarto e per questo l'attore Matthew David McConaughey si è davvero meritato l'oscar come migliore attore.

Comunque Ron è estremamente omofobo ma davanti alla possibilità di fare un commenrcio utile per se ma anche per gli altri supera i suoi pregiudizi e assieme a Rayon fonda il Dallas Buyers Club dove i soci pagando una quota di mensile ricevevano la terapia.

Una bella recensione si trova su wikipedia (LINK) non voglio raccontarvi tutto.

Ma vorrei testimoniare che il film è molto realista duro concreto ben fatto e mette al centro uno spaccato drammatico di una malattia che colpisce non solo l'uomo ma la società.

Nel film non ci sono clisce scontati ma il vissuto di Ron che reagisce che va nei gruppi di ascolto, cerca di capire ma anche proporre le sue idee è il momento della nascità dei club di autoaiuto in tutta l'America come alternativa all'impotenza degli ospedali nell'offrire una cura adeguata.

Quindi lo scontro, Ron che vuole una cura e l'ospedale che non la può offrire anzi che accetta di andare avanti anche se fa male.

Un altro aspetto è che Ron si aggiorna cerca gli ultimi studi sul Lancet e dalle riviste scientifiche anche se non è un dottore sa leggere e sceglie, quindi parte e va ad acquistare gli ultimi farmaci usciti direttamente nei paesi di produzione per riproporli a suo rischio e pericolo, prima li prova su se stesso poi li propone agli iscritti.

Tutto questo nei 30 giorni di vita?

No con i suoi rimedi ed intrugli passano 7 anni in cui vive e da speranza a chi come lui era ammalato.

Quindi Ron è un eroe del suo tempo?

No la FDA americana lo controlla e lo ostacola non gli importa se raccoglie tutti i dati e può dimostrare e misurare gli effetti di ciò che propone, il problema è che fanno fare brutta figura al famoso AZT che stava per essere messo in commercio.

Ma Ron non accetta e porta la FDA in tribunale in fondo se è un malato terminale perchè non si può curare con quello che preferisce a proprie spese.

Non vado oltre è un film sull'AIDS quando non c'era una cura, un film sulla speranza e su come una persona possa cambiare restando se stessa, consigliato.

 

 

dallas

 

 

 

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