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L'Emilia Romagna capofila per le nuove competenze infermieristiche a dimostrazione che se si vuole non servono tante parole basta scrivere nero su bianco.

C'è solo un problema la regione ha dato competenze infermieristiche alle badanti, ma nessun problema i collegi dell'Emilia Romagna... ci penseranno... mentre il nursind lancia l'allarme e protesta per primo.

Prima cosa, due premesse importanti:

"Badante" è un termine gergale comune, da un punto di vista lavorativo sono care giver e svolgono un lavoro importantissimo nel mantenere la qualità della vita del loro assistito.

Secondo mi scuso per l'utilizzo del termine nell'intro anche se non lo ritengo professionale acchiappa, e di seguito è sostituito con termini più appropriati, care giver, assistente familiare o meno.

 

Il 27 giugno su quotidiano sanita il segretario del nursind lancia l'allarme a marzo 2014 la Regione Emilia Romagna ha votato per fare corsi ad assistenti o familiari di malati cronici su tecniche di gestione della stomia, tracheoaspirazione, medicazioni e insomma tutto quel che serve.

La delibera regionale è stata pubblicata sul BUR il 26 marzo 2014 il testo integrale è disponibile grazie a quotidiano sanità (LINK).

Le premesse e gli obiettivi della legge sono importanti, garantire e migliorare la qualità della vità di persone con disabilità gravi che vivono al domicilio, ma la scelta è sbagliata.

La scelta fatta dalla regione Emilia Romagna mostra per l'ennesima volta che chi governa la sanità non ha idea di cosa sono e cosa fanno gli infermieri, infatti nel testo non si usa il termine tecniche infermieristiche ma con il generico politichese si parla di "pratiche assistenziali" e la delibera riporta:

Indicazioni sui percorsi relativi alle pratiche assistenziali eseguite a domicilio da personale laico su pazienti con malattie croniche, rare o con necessità assistenziali complesse...

Ma cosa saranno mai queste pratiche assistenziali?

Il BUR riporta:

 

Temi di interesse dell’intervento formativo/educativo

I temi formativi/educativi riguardano le pratiche assistenziali eseguite a domicilio e correlate a eventi patologici dei seguenti apparati:
- Apparato Respiratorio: pratiche assistenziali inerenti: ossigenoterapia, aspirazione secrezioni alte vie respiratorie, aspirazione secrezioni basse vie respiratorie per i pazienti non ospedalizzati che necessitano di tracheobroncoaspirazioni;
- Apparato Cardiovascolare: cateteri venosi centrali / accessi vascolari a medio e a lungo termine, terapia anticoagulante;
- Apparato Gastroenterico: sondino naso gastrico (sng), gastrostomia, colostomia;
- Apparato Urogenitale: cateterismo vescicale intermittente (es. pazienti con vescica neurogena), urostomia, dialisi peritoneale;
- Apparato tegumentario: medicazione delle lesioni cutanee;
- Pratiche assistenziali comuni alle varie situazioni cliniche:
1. contenuti generali di igiene del paziente/caregiver;
2. somministrazione di farmaci (terapia endovenosa, intramuscolare, sottocutanea, intradermica, orale).

 

Quindi si parla di tecniche infermieristiche o no?

 

Ricordo la data 26 MARZO 2014, tempo la regione Sicilia scrisse nel suo BUR delle cavolate sulle competenze infermieristiche i collegi ed i Sindacati in pochi giorni lo fecero ritirare (LINK).

Visto che parliamo di 3 mesi i collegi IPASVI dell'Emilia Romagna avranno attivato campagne di protesta e si saranno attivati, e se fanno un azione per chiedere una rettifica oggi con internet il primo posto dove guardare nei rispettivi siti web... ma non c'è nulla.

Bologna (LINK)

Ferrara (LINK)

Forlì-Cesena (LINK)

Modena (LINK)

Parma (LINK)

Ravenna (LINK)

Reggio Emilia (LINK)

Rimini (LINK)

L'unico che si è accorto che qualcosa non va è Andrea Bottega il segretario nazionale del Nursind (LINK) che su infermieristicamente, vista l'immobilità si interroga su cosa serve l'IPASVI (LINK).

 

Però se la delibera nasce da nobili scopi, la scelta di fare un corso a mio avviso non è la soluzione anzi è pericolosa.

Capisco che chi viene pagato a ore si sfrega le mani sia per la progettazione, direzione e attività di docenza tante ore tanti soldini e si parla di milioni... o no?

Ma la scelta di fare un corso del genere a mio avviso è e resta IRRESPONSABILE, PERICOLOSA e COSTOSA.

IRRESPONSABILE perchè il testo stesso dimostra una non conoscenza, forse voluta o no, e quindi una necessaria incapacità a decidere.

PERICOLOSA, si è una scelta pericolosa perchè si attestano competenze pratiche che non possono essere mantenute nel tempo e il care giver lavora da solo in casa a chi chiede dopo un mese, un anno o due.

Competenze che non possono essere mantenute da un punto di vista teorico dato che proprio nella definizione di EBN/EBM è previsto che le conoscenze cambino nel tempo con l'avvicendarsi di studi nuovi.

Competenze che non possono essere mantenute da un punto di vista pratico, oggi il care giver assiste un allettato, fa il corso e fra 1-2-3 anni ha un pezzo di carta e può aspirare?

COSTOSA, insegnare le tecniche infermieristiche richiede aule di simulazione e di fare pratica sul proprio assistito, la sola teoria è una presa in giro, quindi o per l'aula di simulazione si usa quella dell'università... e mentre gli studenti di infermieristica rifanno il letto arriva il caregiver a maneggiare SNG, PEG, tracheostomie, oppure ne acquistano di nuove e poi il docente si deve spostare al domicilio, e vedere se il care giver sa agire sul proprio assistito, altrimenti si parla di niente.

 

Ipotesi chiacchiere giuste o sbagliate ne possiamo fare tutti ma ci sono 3 elementi importanti.

1) I malati cronici sono già oggi assistiti da familiari e caregiver che fanno di tutto per il benessere del proprio assistito.

2) La delibera non risolve i problemi ma ne crea di nuovi.

3) Si parla sempre di più di competenze specialistiche di essere uniti e quindi spero si vedrà un azione dai collegi dell'Emilia Romagna e con una controproposta che valorizzi i colleghi che lavorano sul territorio.

 

Franco Ognibene

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