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Il 12 maggio è la giornata internazionale dell'infermiere, iniziativa promossa dall'ICN che coinvolge tutte le 130 organizzazioni infermieristiche.

Oggi fare l'infermiere è diventato più impegnativo per diversi motivi...

 Il primo è che il lavoro è sempre più aziendalizzato ai tempi stretti di una produzione aziendale ed unire umanità ed efficenza è difficile.

L'infermiere di reparto è poi sempre più sfumato, la percezione che ne ha l'assistito e i media è che tutti quelli che non hanno il camice sono infermieri.

Infermieri, uomini e donne, esseri umani con i loro problemi ma che devono essere nascosti e che spesso si sacrificano in prima persona per non creare disagio ai propri assistiti ed ai colleghi.

Oggi fare l'infermiere nelle aziende è impegnativo e sono poche quelle che lasciano spazio alle idee alla possibilità di organizzarsi ma ci sono.

Potremmo fare un elenco interminabile di cose negative e sarebbe tempo perso.

Tempo perso perchè una casa non si costruisce facendo l'elenco di quello che non si ha.

 

Ma che cosa abbiamo per fare l'infermiere?

Non tanto, ma quanto basta, due mani ed una testa.

Due mani che maneggiano cose piccole e cose grandi, cose forti e cose fragili.

Due mani che agiscono da sole o assieme ad altre mani per un bene superiore il prossimo.

Una testa, per capire come agire al meglio, riconoscere che conoscenze asettiche di principi scritti e noti da centinaia di anni sono in azione davanti a me.

Tante teste che devono ricordare che l'agire ha effetto su un corpo e che ciò che facciamo ha un risultato che è tanto più efficace quanto il nostro essere umani è più forte e vede l'essere umano che aiutiamo.

 

Buon 12 maggio a tutti.

 

Franco Ognibene
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