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acqua.jpgL'acqua agisce da solvente per la maggior parte dei nutrienti (minerali,vitamine, glucosio, aminoacidi, ecc...) svolgendo un ruolo essenziale per la digestione, nell'assorbimento, nel trasporto e nell'utilizzazione degli stessi nutrienti.

L'acqua è il mezzo attraverso il quale si eliminano le scorie metaboliche.

Come tutte le sostanze chimiche che compongono il nostro corpo, l'acqua viene persa e consumata continuamente, e quindi bisogna bere a sufficienza, mediamente 1,5-2 litri di acqua al giorno. Ricordiamo che i bimbi sono maggiormente esposti a disidratazione rispetto gli adulti. Nel neonato ad esempio l'acqua rappresenta il 75% del peso corporeo. Questa percentuale diminuisce fino all'età adulta e nell'anziano.

Anche le persone anziane devono abituarsi a bere frequentemente anche se non avvertono lo stimolo della sete e specie in condizioni patologiche (febbre, diarrea), perchè l'acqua perduta deve essere reintegrata subito. Molti accessi in urgenza in ospedale sono dovuti proprio allo stato di disidratazione nella popolazione anziana.

COME VIENE LA SETE

Il centro della sete si trova nel cervello. Con un meccanismo complesso e sensibile raccoglie ed elabora vari segnali provenienti da diversi tipi di recettori localizzati in varie parti del corpo. In linea di massima il senso della sete è determinato dalla disidratazione delle cellule nervose. Altri fattori che aumentano la sensazione di sete sono la secchezza della bocca e la diminuizione del volume di sangue. Per contro la distensione dello stomaco comporta un minore desiderio di bere.

LA DISIDRATAZIONE

Il primo sintomo della disidratazione è la secchezza della bocca, man mano che la disidratazione aumenta vi è poi la pelle e le mucose comprese quelle dell'occhio che diventano secche e asciutte e compaiono senso di affaticamento, mal di testa, arrossamento della pelle, crampi muscolari, perdita di appetito, apatia, fino nei casi più gravi a vertigini, naudea e vomito, tachicardia, diminuizione dei livelli di attenzione e di concentrazione e sdoppiamento della visione.

Le persone anziane sono spesso disidratate per riduzione del senso della sete, dell'uso di diuretici e della perdita di liquidi dal tratto intestinale o da quello respiratorio. Molti anziani che vengono ricoverati all'ospedale sono disidratati. Circa il 40% degli accessi in ospedale di questi anziani sono disidratati (El Sharkawy et al,2014). Le conseguenze possono peggiorare la qualità di vita: complicanze come decadimento cognitivo, confusione, delirio, cadute e fratture, patologie cardiache, stress termico, stipsi, insufficienza renale, infezioni, tossicità dei farmaci, fino allo shock ipovolemico.

Il riconoscimento della disidratazione nell'anziano è molto complesso perchè alcuni segni tipici possono essere confusi con altri segni di patologie concomitanti, effetti terapeutici o collaterali di farmaci, nonchè alterazioni del corpo legate all'età.

Lo strumento più efficace per effettuare diagnosi è l'osmolarità del siero ovvero approssimativamente e indirettamente si può porre diagnosi attraverso il calcolo delle componenti dell'osmolarità: sodio, potassio,urea e glucosio sierici (Hooper et al,2015), considerando l' eventuale assenza di patologie renali note, farmaci assunti, MBI, stato di idratazione della lingua, Refill capillare sternale, variazione della pressione arteriosa, peso corporeo.

Per quanto riguarda i segni fisici, la letteratura indica che la stima della secchezza della lingua è poco utile per la valutazione dello stato di idratazione (Hooper et al,2015) ma rimane il primo segno alterato e quindi prezioso nella maggior parte dei disidratati. Tale modificazione potrebbe essere dovuta alla fisiologica riduzione delle secrezioni salivari all'avanzare dell'età, alla presenza di ossigeno terapia in atto. Inoltre un alterazione dello stato di idratazione si instaura in tempi molto più rapidi rispetto all'alterazione dello stato nutrizionale che ha un evoluzione più lenta.

Possiamo affermare che gli anziani sono poco informati sull'importanza dell'idratazione e su quale potrebbe essere l'ideale apporto giornaliero di liquidi. Risulta fondamentale il coinvolgimento dei caregivers.

False Credenze

- Non è vero che l'acqua va bevuta fuori dai pasti. Al limite allungherà i tempi di digestione per diluizione dei succhi gastrici ma essa è utile a favorire i processi digestivi.

- Bere molta acqua non provoca ritenzione idrica. La ritenzione idrica dipende dai contenuti nei cibi che consumiamo.

- Non è vero che le acque oligominerali curano la cellulite a differenza di quelle mineralizzate. I sali nell'acqua aiutano ad eliminare quelli in eccesso nell'organismo.

- Non è vero che il calcio nell'acqua favorisce il formarsi dei calcoli renali. Le persone predisposte a formare calcoli renali devono bere abbondantemente e ripetutamente nel corso della giornata cosicchè il calcio possa costituire un fattore protettivo come alcune ricerche hanno dimostrato.

- Non è vero che le saune facciano dimagrire. Le saune eliminano il sudore cosicchè l'organismo provvede a reintegrare le perdite facendo ritornare il peso corporeo come prima.

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