meningococcoLa meningite è un processo infiammatorio dell’aracnoide e della pia madre, provocato dalla localizzazione diretta di un agente patogeno.

Ogni anno in tutto il mondo le meningiti batteriche sono responsabili di circa 1.200.000 morti, in particolare nella popolazione pediatrica , la mortalità allo stato attuale varia dal 20% al 40%.

La disponibilità di vaccini immunogeni, ben tollerati e sicuri rivolti verso i principali agenti eziologici di meningite batterica (S. pneumoniae, Haemophilus influenzae tipo b e Neisseria meningitidis) ha determinato un enorme cambiamento nell’epidemiologia delle meningiti batteriche.

 

 

Le principale cause di meningite sono le infezioni virali, batteriche e fungine.

Più raramente ci sono casi di meningite non infettiva causata per esempio dalla alla rottura di una cisti cerebrale, da farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e certi antibiotici. Questo tipo di meningite può manifestarsi in persone affette da malattie autoimmuni quali l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico (lupus)

La meningite virale invece, detta anche meningite asettica, è la forma più comune e di solito meno impegnativa dal punto di vista clinico e delle complicanze, perché in genere si risolve in una decina di giorni senza conseguenze.

Tuttavia la meningite di tipo batterico molto più rara è estremamente pericolosa dato che può anche avere conseguenze permanenti o nei casi più gravi portare alla morte.

Gli agenti batterici causali sono numerosi, ma quello più temuto è la Neisseria meningitidis, detto meningococco, per la rapida evoluzione e gravità dei quadri clinici. Altri sottotipi di meningococco che possono produrre un'infiammazione a livello delle meningi, con esiti anche letali, sono: il meningococco A, il meningococco B, il meningococco C, il meningococco W135 e il meningococco Y.

In questa tipologia di meningite, le meningi vengono aggredite da batteri provenienti per via ematica da infezioni di altre parti del corpo, ma questa può svilupparsi anche per contiguità da focolai infettivi vicini, come otiti, mastoiditi, sinusiti; o per via diretta da un’infezione cerebrale derivata da frattura cranica.

L'infezione o setticemia è una grave condizione clinica caratterizzata dalla presenza di batteri nel circolo sanguigno. Un segnale dell'instaurarsi di una condizione di setticemia è la comparsa di un rash cutaneo (o eruzione cutanea o esantema cutaneo), contraddistinto da macchie rosse.

Inoltre può provocare anche encefaliti o mieliti, nel primo caso si ha un processo infiammatorio a carico degli elementi che costituiscono l'encefalo, nel secondo le componenti del midollo spinale.

Encefaliti e mieliti possono avere numerose conseguenze, sia temporanee che permanenti, tra cui: perdita dell'udito, perdita di memoria, mancanza ricorrente di concentrazione, disturbi di equilibro e coordinazione, difficoltà di apprendimento, disturbi comportamentali, epilessia, paralisi cerebrale (nei bambini molto piccoli), difficoltà di linguaggio e perdita della vista.

Sebbene non sia sempre semplice, dati i sitomi generici simili a quelli dell'influenza, la diagnosi dev'essere immediata perché il trattamento deve aver inizio il prima possibile. La terapia varia a seconda delle cause scatenanti.

L’esordio sintomatico è solitamente improvviso, con febbre elevata, cefalea e vomito, sintomi legati all’irritazione meningea e all’ipertensione endocranica, cioè all’aumento della pressione liquorale all’interno del canale spinale e della scatola cranica, causato dal processo infiammatorio in atto.

La sintomatologia varia in base all'agente causale, alla velocità di insorgenza e allo stato del paziente: a volte, nei bambini piccoli possono essere presenti solo alcuni sintomi aspecifici, come irritabilità e sonnolenza.

Il periodo di incubazione dipende dall'agente infettivo che ha provocato l'infiammazione delle meningi.

Le meningiti batteriche compaiono in genere nei 2-10 giorni successivi al contagio; le meningiti virali si manifestano quasi sempre dopo 3-6 giorni dall'infezione; infine, le meningiti fungine possono fare la loro comparsa dopo pochi giorni, ma anche dopo più di un mese.

Inizialmente la diagnosi di meningite trova il suo cardine nell'analisi chimico-fisica e microbiologica del liquido cefalorachidiano, il fluido racchiuso tra le meningi e il sistema nervoso centrale, che può essere prelevato con l'esecuzione di una puntura lombare e l'inserimento di un ago nel canale vertebrale.

Il trattamento usuale per la meningite acuta è la somministrazione precoce di farmaci antibiotici e, talvolta, antivirali. La scelta dell'antibiotico più adatto spetta al medico e dipende dall'agente batterico che ha scatenato l'infiammazione delle meningi.

In alcune situazioni si può anche ricorrere alla somministrazione di corticosteroidi per prevenire i danni derivanti dalla risposta infiammatoria.

Se la cura antibiotica è efficace fin da subito, il ricovero ospedaliero previsto è, in genere, di almeno una settimana.

Se invece la cura antibiotica non risulta efficace, la permanenza in ospedale può durare diverse settimane.

Una meningite batterica non trattata prontamente può essere letale, o può portare a gravi conseguenze permanenti, come sordità, epilessia, idrocefalo e deficit cognitivi.

Invece la maggior parte delle meningiti virali richiede un trattamento alquanto semplice, basato su un periodo di riposo assoluto e sull'assunzione di analgesici (contro la cefalea) e antiemetici (contro il vomito). In genere, la guarigione avviene nel giro di 5-14 giorni e l'infiammazione non lascia tracce del suo passaggio

Alcune forme di meningite, come quelle causate da meningococchi, Haemophilus influenzae di tipo B, pneumococchi o da virus della parotite, possono essere prevenute con le apposite vaccinazioni.

La vaccinazione è indicata per la meningite batterica, essendo la più pericolosa,se si rientra in una categoria a rischio in base all’età (bambini, adolescenti, anziani), a un deficit del sistema immunitario (temporaneo o permanente) o allo stile di vita (frequentazione di luoghi affollati, viaggi in zone a rischio).

In ogni caso, è consigliabile rivolgersi al medico di base o alla Asl di competenza per chiedere informazioni e valutazioni sul caso specifico.

Esistono tre differenti categorie di vaccini che proteggono dal Meningococco (un' efficace per il B, una per il meningococco C e un’altra efficace per i sottotipi A, C, W e Y); vi sono inoltre vaccini che proteggono dall’Emofilo e dallo Pneumococco. Per le categorie a rischio queste vaccinazioni sono generalmente gratuite e vanno effettuate in diversi momenti della vita, secondo il calendario del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019.

Per migliorare il livello di protezione da questa malattia, in molti Paesi del Mondo, medici e patologi stanno collaborando per realizzare nuovi vaccini contro le forme di meningite non ancora manifestate.

Foto di Rachel C da Pixabay

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