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hospital pazienteL'intervento di protesi di ginocchio consiste nel rimuovere una parte più o meno estesa che non è più funzionale e favorisce il blocco dell'articolazione con un mezzo di sintesi adatto a rimpiazzare quella funzione. L'obiettivo è ripristinare l'articolazione che sia funzionale e non più dolorosa.

L'intervento chirurgico ha un post operatorio che è doloroso e per questo si utilizzano farmaci e tecnologie all'avanguardia, così da consentire una riabilitazione precoce. 

Ho iniziato a valutare il dolore del paziente come tutti: chiedo al paziente da zero a dieci che dolore ha?

E di solito ho come risultato un numero che risponde ad una necessità normativa ed è di poca utilità pratica.

Mi è stata molto d'aiuto la scala PAINAD che ho avuto modo di utilizzare per riconoscere il dolore nel paziente anziano che non era in grado di comunicarlo. L'utilizzo della scala PAINAD collega le espressione del volto, la voce, la postura con il dolore e migliora l'attenzione e la sensibilità dell'infermiere. Il paziente anziano che deve fare la protesi di ginocchio potrebbe non comunicare che ha male perchè per anni gli hanno detto che il dolore dipendeva dall'età e non era evitabile malgrado gli antidolorifici; è necessario intercettare quei pazienti e fargli presente che il dolore di prima non è quello di adesso, provocato dall'intervento e che andrà a ridursi fino a scomparire nel giro di 7-14 giorni.

Quando introdurre delle informazioni?

Il primo momento in cui vengono date informazioni è al ricovero, il chirurgo informa il paziente ma il paziente non può tradurre quel colloquio in qualcosa che non ha mai visto e nemmeno vissuto. Il dolore spesso non viene negato anzi si specifica che ci sarà una copertura mirata per non avere male.

La terapia antalgica post operatoria è molto articolata dal semplice ghiaccio locale, all'infusione continua tramite catetere perinervoso, all'infusione continua endovenosa con elastomero e gli antidolorifici per endovena e orali.

L'infermiere inizia ad introdurre delle informazioni al rientro dalla sala operatoria, informiamo il paziente su cosa deve fare in quella giornata, cosa ha addosso, drenaggi, medicazioni, sondini e come si deve comportare e quando ci deve avvisare.

Il dolore nella chirurgia della protesi di ginocchio

L'intervento di protesi di ginocchio è diverso a seconda dell'entità della protesi da inserire, il dolore invece è molto simile e tenendo presente che l'intervento chirurgico arriva fino all'osso che viene segato/fresato per poterci apporre la protesi. Il dolore dipende anche dal fatto che dopo l'intervento il ginocchio si gonfia creando un'ulteriore tensione sulla ferita.

In teoria la terapia antalgica dovrebbe coprire il dolore che il paziente percepisce, ma non tutti i pazienti sono uguali e non tutti lo elaborano allo stesso modo.

Come viene diminuito il dolore nel post operatorio?

Gli strumenti a disposizione sono:.

-farmaci antidolorifici per via endovenosa sono di due tipi, infusi in continuo, spesso oppioidi che offrono una coperura di base, in flebo o in bolo per avere un effetto rapido quando compaiono dei picchi di dolore,

-anestetico infuso dal catetere perinervoso, localizzato a livello inguinale riduce la sensibilità al dolore di tutta la parte superficiale,

-drenaggi, riducono il gonfiore locale e quindi il dolore locale,

-immobilità dell'arto riduce il dolore,

-ghiaccio che offre un sollievo locale.

Al rientro dalla sala operatoria il paziente e il familiare presente devono essere informati di cosa si sta facendo per ridurre il dolore.

Il paziente viene informato che mentre passa l'effetto dell'anestesia generale dovrà distinguere il dolore dal fastidio o la tensione di eventuali medicazioni, bendaggi o posture della gamba dal dolore in progressione che sta aumentando per non arrivare ad avere un dolore fortissimo.

Quando il dolore è in aumento, deve essere avvisato l'infermiere, non si deve aspettare che il dolore sia insopportabile, perchè l'antidolorifico ha dei tempi per entrare in circolo ed avere la sua massima efficacia, periodo in cui il dolore resterebbe fortissimo. 

Importante rassicurare il paziente e il parente che se chiama per una sciocchezza non succede nulla, meglio un controllo in più per niente che uno in meno quando serve.

Il primo giorno nel post operatorio è necessario che il paziente riceva informazioni che è in grado di comprendere, adattare le informazioni alle sue capacità non è facile.

Il giorno successivo potrebbe vedere la rimozione del drenaggio o l'inizio della ginnastica passiva. L'antidolorifico infuso con la pompa elastomerica nel catetere perinervoso sarà rimosso e in seguito l'elastomero con l'infusione continua.

La terapia antalgica durante la riabilitazione sarà costituita da una base in copertura generale e degli antidolorifici a richiesta per i picchi dolorosi.

Quando l'arto è a riposo il dolore potrebbe essere assente, e quando viene mobilizzato diventare fortissimo o comunque non consentire un'adeguata riabilitazione, per questo la terapia antalgica deve essere assunta agli orari e, se il paziente rifiuta perchè non ha male, chiedergli di piegare il ginocchio.

Il paziente anziano spesso è quello che chiede meno analgesici perchè abituato da tempo a sopportare il dolore, in questo momento che deve fare la fisioterapia deve essere informato che chiedere un antidolorifico è utile perchè gli consente di fare meglio gli esercizi.

Cosa può non funzionare?

Le informazioni che diamo al paziente per rassicurarlo se tutto funziona bene ok, ma se non funziona potrebbero portarlo a chiudersi in se stesso, a non chiamare per paura o timore che qualcosa non funzioni, in questo caso la scala PAINAD è utile.

Nel post operatorio se il paziente ha dolore potrebbe vedersi anche dal volto con un'espressione contratta, in questo caso l'infermiere deve verificare la tipologia di dolore e se è localizzato nella sede dell'intervento perchè potrebbe essere l'infusione perinervosa che non funziona, oppure l'infusione in continuo con l'elastomero.

Quando il paziente, spesso anziano, che ha dolore e non dice nulla, lo si vede quando fa il kinetek che non rispetta il movimento dello strumento e assume posture per ridurre la tensione oppure quando deambula perchè ha una postura di difesa.

Il paziente che si alza avendo dolore è a rischio caduta perchè può collassare più facilmente.

Gli antidolorifici sono farmaci importanti per garantire un adeguato post operatorio, l'infermiere riporta nel foglio di terapia i farmaci somministrati e in questo modo si possono evitare sovradosaggi o sovrapposizioni.

La sovrapposizione di farmaci ad effetto prolungato come gli oppioidi potrebbe non essere utile e portare ad un sovradosaggio che deve essere evitato perchè inutile e favorisce la comparsa di effetti indesiderati. La terapia spesso utilizza farmaci diversi che agiscono su recettori del dolore diversi, a volte l'inefficacia dipende anche dall'uso prolungato di antidolorifici prima del ricovero.

Il controllo del dolore è determinante nel  favorire il benessere del paziente e la riabilitazione e il recupero dell'arto operato

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