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La sanità è in profonda trasformazione, l'evoluzione delle tecnologie e dei modelli gestionali non si arresta ha un moto turbolento e tortuoso ma l'obiettivo condiviso e prioritario è produrre salute.

La salute è un prodotto vitale per la gente e per una società civile moderna, ma come si può produrre salute senza risorse, fa un analisi puntuale dello smantellamento delle risorse pubbliche il dott.Nino Cartabellotta presidente del GIMBE che nel suo articolo "La politica ha deciso di smantellare la sanità pubblica?" fa un analisi puntuale della progressione dei tagli. 

 La riduzione delle risorse a disposizione per produrre salute ha diversi effetti, non è solo una questione di spendere  meno, ma si arriva ad un efficentismo della produzione che non necessariamente corrisponde ad una qualità del prodotto ma solo alla realizzazione di un prodotto adeguato alla richiesta del cliente, che ha poche idee e confuse su cosa gli serve.

Una sanità che ha dei costi più bassi è quindi più vendibile dato che ha la possibilità di fare utili.

Ricordiamoci che poi gli ospedali sono un polo politico importante e spesso sulla capacità della politica regionale di gestirli si giocano le elezioni, gli ospedali potrebbero essere solo sorvegliati dalle regioni così che problemi e disguidi nell'erogazione della salute non arrecherebbe danni politici.

Vendere gli ospedali, una sanità in mano al privato e alle assicurazioni vedrebbe un non taglio delle tasse e la comparsa di assicurazioni per la nostra salute.

Ma chi si comprerebbe un ospedale pubblico?

Qualcuno ci sarà se c'è un impegno politico enorme nel realizzarci manovre economiche, ma chi?

Da appassionato di telegiornali a fantasia potrei immaginare:

-grandi complessi privati, che hanno capacità manageriali e canali per acquisire linee di credito e possibilità di ridistribuire i debiti,

-i grandi fornitori, che sarebbero nella posizione di influenzare l'acquisto dei propri prodotti, il massimo,

-i politici, che anche essendo con contratto a termine, di sicuro troverebbero linee di credito e poi sarebbero nella posizione dominante di influenzare i pagamenti.

Tutte questi gruppi di interessi possono acquistare un ospedale e racchiuderebbero forse un conflitto di interessi.

Di sicuro non proporranno un azionariato popolare dove chi vuole acquista un pacchetto e non può detenere più di tot azioni.

Fantasie da appassionato di TG, però un esperto attento alla situazione politica e alle sue modificazioni è il dott. Nino Cartabellotta che nel suo articolo ci ripropone l'evoluzione di queste manovre preparatorie (LINK).

Quindi che fare restiamo a guardare o partecipiamo alla campagna, Salviamo il SSN? (LINK)

 

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