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Racc. Regionali

Nella categoria Raccomandazioni Regionali inserisco quei documenti ad uso degli operatori sanitari, analisi, schede tecniche di indirizzo ecc. che sono realizzati da gruppi tecnico scientifici creati da iniziative regionali.

 

 

2015 Raccomandazione regionale n. 4: "Corretta gestione delle forme farmaceutiche orali"

Emilia Romagna Ottobre 2015

Sicurezza nella terapia farmacologica: “CORRETTA GESTIONE DELLE FORME FARMACEUTICHE ORALI”

Il documento fornisce indicazioni per una corretta gestione delle forme farmaceutiche orali quando sia necessario procedere a: divisione, triturazione di compresse, apertura di capsule, somministrazione nascosta.

2015 Rapporto "Lo stato dell'infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna"

Il Rapporto "Lo stato dell'infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna" è un documento ben fatto.

INDICE

1. Il sistema di sorveglianza regionale 

1.1 Osservazioni metodologiche

2. Il contesto internazionale e nazionale

3. Epidemiologia dell’infezione da HIV

3.1 Casi segnalati e residenza 

3.2 Caratteristiche socio-demografiche

3.3 Modalità di trasmissione

3.4 Motivo di esecuzione del test

4. Comportamenti a rischio

4.1 Persone che fanno uso di droghe per via endovenosa - IDU

4.2 Persone che hanno rapporti omo-bisessuali non protetti e MSM

4.3 Persone che hanno rapporti eterosessuali non protetti

4.4 Approfondimento su donne che scoprono la sieropositività in gravidanza

5. Ritardo diagnostico e Late Presenters

6. L’AIDS in Emilia-Romagna

Considerazioni

2013 Raccomandazione regionale: “Sicurezza nella terapia farmacologica. Gestione sicura dei farmaci antineoplastici”

logo Emilia RomagnaRaccomandazione Regionale per la Sicurezza nella terapia farmacologica n. 3 – Novembre 2013

Il presente documento è stato commissionato dalla Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna, coerentemente con le strategie definite nelle Linee di Programmazione 2013 ed è stato realizzato da un gruppo di lavoro multidisciplinare costituito da professionisti delle Aziende sanitarie della regione, del Servizio Politica del Farmaco e dell’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale.

Per eventuali contatti: esapigni@regione.emilia-romagna.it

Il presente documento va citato come: Gruppo Regionale sul Rischio clinico da farmaci e Rete regionale delle farmacie oncologiche. Raccomandazione per la Sicurezza nella terapia farmacologica n.3 “Gestione sicura dei farmaci antineoplastici”. Regione Emilia-Romagna, Novembre 2013.

Premessa

A seguito della pubblicazione, da parte del Ministero della Salute, della RACCOMANDAZIONE PER LA PREVENZIONE DEGLI ERRORI IN TERAPIA CON FARMACI ANTINEOPLASTICI n° 14 del dicembre 2012, la Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna ha conferito mandato a un gruppo di professionisti degli ambiti oncologico e della sicurezza clinica di esaminarne il contenuto e proporre eventuali suggerimenti per una compiuta applicazione nelle Aziende sanitarie, tenuto conto:

- dei modelli organizzativi definiti dalla Regione per lo specifico settore: DGR 199/2013: linee di programmazione e finanziamento delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale per l'anno 2013, capitolo assistenza farmaceutica ospedaliera: rete delle farmacie oncologiche, e dell’elevato livello di centralizzazione dell’allestimento delle terapie oncologiche già realizzato;

- delle discipline regionali in tema di sicurezza clinica, con particolare riguardo alla terapia con farmaci: Linee di indirizzo per la gestione clinica dei farmaci rivolte alle Strutture del Servizio Sanitario Regionale; Raccomandazione Regionale per la Sicurezza nella terapia farmacologica n. 2, Maggio 2011: “Processo di ricognizione e di riconciliazione farmacologica per una prescrizione corretta e sicura”;

- dei vincoli economici esistenti. Nel recepire pienamente la richiamata Raccomandazione ministeriale n° 14, sulla base delle indicazioni dei gruppi di professionisti sopra indicati, si forniscono ulteriori precisazioni e indicazioni utili per una concreta operatività nelle realtà aziendali della regione Emilia-Romagna (evidenziate in specifici box colorati). In particolare le puntualizzazioni, riguardanti aspetti peculiari da presidiare, si riferiscono ai seguenti capitoli:  Acquisizione di medicinali antineoplastici  Stoccaggio, conservazione e gestione delle scorte di medicinali antineoplastici  Prescrizione di farmaci antineoplastici  Preparazione e distribuzione di farmaci antineoplastici  Somministrazione di farmaci antineoplastici  Gestione informatica  Terapie orali considerato:

- che l’allestimento dei farmaci antineoplastici nella Regione Emilia-Romagna è demandato a specifiche Unità Farmaci Antitumorali (UFA), centralizzate sotto la responsabilità delle farmacie ospedaliere; - il livello di avanzamento dei processi di gestione presso le Aziende dotate di UFA in grado di tracciare il percorso di: prescrizione da parte del clinico; allestimento sotto la responsabilità del farmacista; somministrazione da parte dell’infermiere.

E’ demandata alle Aziende sanitarie l’attuazione dei contenuti dell’intera Raccomandazione per la Sicurezza nella terapia farmacologica “Gestione sicura dei farmaci antineoplastici”, adottando apposito provvedimento.

Requisiti autorizzazione e accreditamento, Toscana

LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 16 dicembre 2015, n. 77/R

Modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 24 dicembre 2010, n. 61/R (Regolamento di attuazione della legge regionale 5 agosto 2009, n. 51) e al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 gennaio 2014, n. 1/R (Modifi che al D.PG.R. 24 dicembre 2010, n. 61/R) in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie.

2015 Adempimenti in material di accreditamento

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 26 OTTOBRE 2015, N. 1604

Recepimento Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della Legge 5 giugno 2003, n. 131, tra Governo, le Regioni e le Province autonome in materia di adempimenti relativi all'accreditamento delle strutture sanitarie. Indicazioni operative alle strutture sanitarie accreditate

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

 

2016 Indirizzi per la presa in carico della cronicità e della fragilità in Regione Lombardia

BUR Lombardia Serie Ordinaria n. 1 - Lunedì 04 gennaio 2016

 

Indirizzi per la presa in carico della cronicità e della fragilità in Regione Lombardia

2016-2018

Sommario

PREMESSA EXECUTIVE SUMMARY

1. PERCHÉ FORNIRE INDIRIZZI PER LA CRONICITÀ?

1.1. Cronicità: un fenomeno emergente

1.2. Il percorso regionale e i principi guida

1.3. Struttura generale del documento

2. OBIETTIVI STRATEGICI

3. MODELLI DI INTERVENTO PER AFFRONTARE LA CRONICITÀ

3.1. Cosa intendiamo per “cronicità” e “fragilità”?

3.2. Modelli organizzativi per la gestione del paziente cronico

3.3. Il modello strategico lombardo e il ‘Poligono della cronicità’

4. EVOLUZIONE DELLA CRONICITÀ IN LOMBARDIA

4.1. Scenario epidemiologico attuale della cronicità

4.1.1. Analisi della BDA

4.2. Dinamica di esordio e sviluppo delle malattie croniche

4.3. Analisi della dinamica 2005-2013 delle malattie croniche in Lombardia

4.3.1. Frequenza delle malattie croniche.

4.3.2. Tipologia delle malattie croniche.

4.3.3. Evoluzione clinica delle malattie croniche

4.3.4. Costi 4.4. Gli scenari futuri

4.5. Impatto Sociosanitario delle Malattie Croniche

4.6 Ricadute economiche della cronicità: spesa sanitaria, sociosanitaria, sociale e per le famiglie

5. PROMOZIONE DELLA SALUTE E PREVENZIONE

5.1. I fattori di rischio

5.2. Strategie di prevenzione e diagnosi precoce

6. LA RETE D’OFFERTA PER LA CRONICITÀ

6.1. Introduzione

6.2. Cure primarie

6.3. Specialistica ambulatoriale

6.4. L’offerta ospedaliera

6.5. Cure subacute

6.6. L’offerta sociosanitaria

6.6.1. Lo sviluppo dei servizi sociosanitari

7. NUOVI MODELLI DI CURA PER LA CRONICITÀ

7.1. Introduzione

7.2. Piano Assistenziale Individuale (PAI) ed Elenco Prestazioni Attese (EPA)

7.3. Contact Center: un centro di assistenza e servizi

7.4. Le Cooperative dei MMG

7.5. Presidi Ospedalieri Territoriali (POT) e Presidi Socio-Sanitari Territoriali (PreSST)

7.6. Percorsi ospedalieri per la cronicità

7.7. RSA aperta

8. MODALITÀ DI REMUNERAZIONE

8.1. Metodologia CReG

8.2. Ambiti di applicazione

9. INTERVENTI DI SEMPLIFICAZIONE PER IL PAZIENTE

10. IL RUOLO DELL’ASSOCIAZIONISMO

11. LE RISORSE UMANE

11.1. Fabbisogni Professionali

11.2. Bisogni Formativi

11.2.1. L’evoluzione del sistema: dall’intervento, al bisogno, alla predizione dei bisogni dei cronici

12. FLUSSI E SISTEMA INFORMATIVO PER LA CRONICITÀ

12.1. SISS: evoluzione verso il territorio con attenzione alla cronicità

12.2. Evoluzione della BDA (Banca Dati Assistiti)

13. RICERCA E INNOVAZIONE TECNOLOGICA

13.1. Considerazioni preliminari

13.2. Priorità per la ricerca

13.3. Modelli innovativi di ricerca

14. COMUNICAZIONE

14.1. Patologie croniche e comunicazione

14.2. Azioni di comunicazione sanitaria

14.3. Azioni di comunicazione per la salute

15. INDIRIZZI PER L’IMPLEMENTAZIONE E IL MONITORAGGIO

16. LE RISORSE FINANZIARIE

17. BIBLIOGRAFIA APPENDICE

1. Modelli Organizzativi per la Gestione del Paziente Cronico

APPENDICE 2. Alcune esperienze di presa in carico integrata

 

2011 Prevenzione Cadute documento ReToss

La prevenzione delle cadute in Toscana è attuata utilizzando la scala ReTos che adotta più item con l'obiettivo di essere più predittiva.

Una scala sviluppata e validata a cura dell'Università di Firenze.

 
 
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