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Sopra

Linee guida, procedure, protocolli

Materiali sulla metodologia di realizzazione dei documenti.

Raccomandazioni terapia farmacologica

Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione di errori gravi in terapia.

Manuale metodologico LG

Il manuale metodologico è stato pubblicato nel 2002 ma è ancora uno dei volumi di riferimento per chi vuole addentrarsi nella comprensione delle dinamiche dell'implementazione di linee guida.

 

Delirium: diagnosi, prevenzione e trattamento

 

Tratto dall'introduzione della linea guida:

Il delirium (definito anche “stato confusionale acuto”) è una sindrome clinica caratterizzata da alterazioni dello stato di coscienza, delle funzioni cognitive o della percezione. Ha esordio acuto (uno o due giorni) e decorso fluttuante. È una condizione grave, a volte con esito avverso, che riguarda il 20-30% dei ricoverati nei reparti ospedalieri ordinari, il 20% dei ricoverati nelle lungo degenze e tra il 10 e il 50% dei pazienti trattati chirurgicamente.

I soggetti anziani, quelli affetti da demenza, quelli con gravi patologie e quanti vengono ricoverati per fratture dell’anca, sono particolarmente a rischio di sviluppare un delirium.
Di solito le situazioni di delirium sono scarsamente rilevate e poco registrate nella documentazione clinica.

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Il delirium può essere già presente all’ingresso in ospedale o può svilupparsi nel corso del ricovero. Può essere ipoattivo o iperattivo, o avere contemporaneamente entrambi gli aspetti (forme miste). I pazienti con forma iperattiva sono irrequieti, agitati o anche aggressivi. I pazienti con quella ipoattiva appaiono sonnolenti e troppo tranquilli. Le forme di delirium ipoattivo e quelle miste sono di diagnosi più difficile. Può essere anche difficile distinguerlo dalla demenza e non è raro che le due condizioni siano contemporanee: in questa incertezza diagnostica, la prima da trattare è il delirium perché può avere conseguenze rilevanti.

Nei pazienti ricoverati può essere ragione di:
• degenza prolungata;
• evoluzione in demenza;
• complicanze, come cadute e ulcere da decubito;
• trasferimento in struttura protetta;
• exitus.

Questa linea guida indica i metodi per la prevenzione, l’identificazione, la diagnosi e il trattamento del delirium in soggetti adulti in situazione di ricovero in ospedale o in residenza protetta. Non riguarda il delirium nei pazienti terminali, nei casi d’intossicazione e nelle crisi da astinenza.

 

Prevenzione primaria del fumo di tabacco

 

Tratto dall'introduzione della linea guida:

Il fumo di tabacco è responsabile di circa 71.500 morti all’anno in Italia, pari al 12,5% della mortalità totale (Gallus 2011). Il fumo è dannoso a ogni età, e il rischio di contrarre una patologia a esso correlata (cardiovascolare, oncologica, pneumologica) è strettamente dipendente dall’età di inizio: un ragazzo che comincia a fumare a 15 anni ha una probabilità tre volte superiore di ammalarsi di tumore rispetto a un individuo che inizia a fumare a 20 anni (Simonato 2001, McCarron 2001).
Inoltre, è stato dimostrato che l’uso precoce di tabacco è in grado di modificare lo sviluppo polmonare nell’adolescenza con un’induzione precoce della crescita neoplastica (Wiencke 2002).

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Il tabagismo è considerato una dipendenza patologica in quanto l’uso di tabacco determina una modificazione definitiva del cervello che rende molto difficile l‘astinenza e, nel caso di cessazioni, esiste un’elevata probabilità di recidive (Leshner 1997). Questa considerazione fisiopatologica ha due conseguenze: la prima è che la prevenzione dell’uso deve essere considerata una strategia prioritaria di contrasto rispetto alla cessazione, la seconda è che essa deve essere realizzata il più precocemente possibile, prima cioè che siano avvenute le prime sperimentazioni.
Anche dal punto di vista economico è conveniente prevenire il tabagismo. Alcuni studi italiani (Russo 2002, Sgambato 2001) hanno quantificato i costi economici
del tabagismo: le spese derivanti dall’assistenza ospedaliera per i fumatori eccedono del 40% quelle dei non fumatori, il che equivale a una spesa di circa 5 miliardi di euro all’anno, pari all’8,3% della spesa sanitaria pubblica totale del 1999 e allo 0,4% del prodotto interno lordo (PIL). Queste stime non considerano il costo derivante dal precoce pensionamento o dalla morte prematura. In base ad analoghe ricerche americane i costi totali del fumo di tabacco ammonterebbero annualmente a circa 15 miliardi di euro, superiori ai circa 10 miliardi di euro ricavati dalla vendita di tabacco in Italia negli anni passati (Garattini 2002), mentre sono allineati ai ricavi dalla manovra economica del 2012.
Queste sono le basi razionali di «Guadagnare salute»,...

 

La fragilità nell'anziano

Tratto dalla linea guida:

Definizione
Il concetto di fragilità è stato oggetto di crescente interesse nell’ultimo trentennio, anche in relazione al fenomeno della “transizione demografica” (Thompson 1929) e, benché ampio spazio vi sia stato dedicato dalla letteratura scientifica, non è stato raggiunto ancora un pieno accordo circa i criteri più corretti per identificarlo (Hogan 2003, Bergman 2007, Karunananthan 2009). Esiste, invece, accordo nel ritenere la fragilità uno stato biologico età-dipendente caratterizzato da
ridotta resistenza agli stress, secondario al declino cumulativo di più sistemi fisiologici (Fried 2001) e correlato a pluripatologia, disabilità, rischio di istituzionalizzazione e mortalità (Fried 2004).

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Due sono essenzialmente i paradigmi che definiscono la fragilità:
• il paradigma biomedico, secondo il quale la fragilità è una sindrome fisiologica caratterizzata dalla riduzione delle riserve funzionali e dalla diminuita resistenza agli stressor, risultante dal declino cumulativo di sistemi fisiologici multipli che causano vulnerabilità e conseguenze avverse (Fried 2004);
• il paradigma bio-psico-sociale, secondo il quale la fragilità è uno stato dinamico che colpisce un individuo che sperimenta perdite in uno o più domini funzionali (fisico, psichico, sociale), causate dall’influenza di più variabili che aumentano il rischio di risultati avversi per la salute (Gobbens 2010).

Un’oggettivazione alternativa della fragilità è stata proposta da Rockwood (2007) con il Frailty Index (FI), costruito contando il numero di deficit accumulati nel tempo, all’interno di una lista molto ampia (vedi a pagina 10). Questa definizione è basata sull’idea che la fragilità sia uno stato di disorganizzazione caotica dei sistemi fisiologici, che può essere stimato valutando lo stato funzionale, le malattie, i deficit fisici e cognitivi, i fattori di rischio psicosociali e le sindromi geriatriche, nell’ottica di costruire un quadro il più possibile completo della situazione di rischio di eventi avversi.

A prescindere dalla definizione operativa, il concetto di fragilità è comunque molto utilizzato e ritenuto clinicamente utile dalla maggior parte dei professionisti socio-sanitari (medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali) (Kaethler 2003) e ha avuto il merito di contribuire, tra l’altro, a spostare l’ottica da un approccio al paziente anziano centrato sulla malattia o sull’organo a una visione più integrata della salute nei suoi diversi aspetti (Bergman 2007).

E’ doverosa una considerazione di natura etica: la comunicazione e l’informazione finalizzate all’ottenimento del consenso informato per percorsi terapeutici, presentano specifiche criticità nella persona anziana, in larga parte riconducibili a una sua ridotta competenza cognitiva e alle sue relazioni con la famiglia, spesso presente e protagonista nella relazioni con i curanti.

I criteri di accertamento della morte

I criteri di accertamento della morte è un documento edito dal Comitato Nazionale per la Bioetica nel 2010.

Il documento di circa 30 pagine fa un analisi delle domande attorno alla constatazione di decesso.

Un aggiornamento al precedente documento del 1991 (LINK)

 

Linea guida HIV-1

Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1

Edita 18 dicembre 2014

Un approfondimento utile per gli infermieri, link min salute.

Protocollo di Gestione clinica della Tubercolosi

Revisione del protocollo del maggio 2014

Un documento di 84 pagine.

Manuale prelevatore campioni biologici

Il manuale del prelevatore presenta brevemente le tecniche di prelievo di tutti i campioni.

La presenza di un iconografia semplice ma efficace rende questo documento molto utile.

Tratto dal sito web CDI (LINK)

Manuale campioni biologici Area Vasta

Un procedura tecnica più che un manuale.

Piano Assistenziale Integrato Sclerosi multipla
Linea guida sul Tabagismo

Linea Guida della Regione Toscana

Introduzione

Le linee guida toscane sul tabagismo del 2009 sono l’aggiornamento di linee guida prodotte nel 2002 e forniscono raccomandazioni ancora valide circa quello che si può fare per limitare l’epidemia da tabacco in Toscana. Sono scaricabili presso questo sito: http://www.snlg-iss.it/lgr_toscana_tabagismo_2009

Per questo secondo aggiornamento si è ritenuto utile fornire agli operatori sanitari toscani un quadro dettagliato degli interventi per il contrasto al tabagismo che sono stati messi in atto in Toscana negli ultimi anni, perché siano conosciuti e utilizzati dal personale sanitario cui queste linee guida sono rivolte.

Negli ultimi anni, oltre agli interventi e alle politiche per il contrasto del fumo di sigaretta, sono emersi lo screening per il tumore del polmone con la TC a basso dosaggio e la sigaretta elettronica come due nuovi fenomeni con importanti implicazioni sul contrasto al tabagismo e sulla prevenzione di malattie fumo-correlate. E’ stato quindi deciso di presentare approfondimenti specifici, in modo che il personale sanitario possa formarsi adeguatamente su questi temi. Nel paragrafo introduttivo è presentato sinteticamente l’impegno di Regione Toscana nel contrasto al tabagismo e in appendice del volume è possibile trovare l’elenco delle principali norme e dei più significativi provvedimenti da essa adottati, con indicazione sintetica del loro contenuto. Un capitolo specifico è riservato alle politiche regionali che dovrebbero essere ulteriormente sostenute e implementate per ridurre il carico di malattie fumo-correlate.

Queste politiche erano in parte già state suggerite nel volume precedente del 2009.

 

Linee guida di prevenzione oncologica Alimentazione, obesità e attività fisica

Linea guida della Regione Toscana aggiornamento 2015

Prevenzione:

linee guida e valutazione degli interventi Nel 2001, su mandato del Consiglio sanitario regionale toscano, furono predisposte linee guida sulla prevenzione oncologica, come materiale di formazione agli operatori del Sistema sanitario regionale.

Nel maggio 2004 fu pubblicato dall’ITT un volume di raccomandazioni di prevenzione primaria in oncologia.

Il Consiglio sanitario regionale e l’ITT hanno richiesto di aggiornare tali documenti di interesse per l’intero Sistema sanitario regionale. L’argomento è la prevenzione: screening per i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon retto, prevenzione del tabagismo e promozione di stili di vita salutari (alimentazione, attività fisica e prevenzione dell’obesità). E’ stata, inoltre, preparata una linea guida relativa ai cancerogeni professionali. Sono stati coinvolti, dal gruppo iniziale di coordinamento, colleghi che operano nella Regione Toscana ed esprimono le competenze del Servizio sanitario regionale. I testi sono un aggiornamento sia del motivo di interesse sia delle valutazioni su specifiche questioni e affrontano anche temi non esaminati precedemente. Gli estensori hanno discusso le bozze di ciascuna linea guida, sottoponendole poi ad altri operatori che hanno aderito al testo proposto. Per la formulazione della valutazione di specifiche pratiche o interventi, pur avendo ogni estensore la possibilità di utilizzare la metodologia ritenuta più adeguata, è stato suggerito il sistema GRADE sotto descritto, punto di più elevata condivisione finora disponibile della valutazione delle prove scientifiche.

Questo sistema valutativo ha il suo principale uso nelle questioni medico cliniche e non è sempre adeguato ai temi di tipo preventivo: nelle linee guida sugli stili di vita e sulla cancerogenesi professionale si è dovuto quindi fare riferimento a sistemi valutativi validati internazionalmente per lo specifico argomento.

Linee guida Mal di Schiena

Linea guida Regione Toscana 2015

 

Presentazione

In un quadro socioeconomico regionale di particolare complessità quale quello attuale, la realizzazione di linee-guida per la pratica clinica continua a costituire uno dei più validi approcci esistenti per contribuire a ridurre forme inappropriate di assistenza, migliorare le prestazioni sanitarie sotto il profilo del miglior rapporto costi/benefici, migliorare lo stato di salute dei cittadini.

Nell’ambito dei contesti sanitari nei quali sono state già diffuse, le linee guida hanno rappresentato anche un valido strumento per favorire l’aggiornamento dei professionisti sanitari; aggiornamento inteso come acquisizione di nuove conoscenze derivanti dal progresso della medicina e soprattutto come formazione permanente, intesa come modificazione attiva dei comportamenti nella pratica clinica corrente. Ultimo elemento, ma non certo per importanza, di rilievo nell’introduzione delle linee-guida nella pratica clinica, è il forte impulso nella programmazione di nuove ricerche clinico scientifiche.

L’Assessore al Diritto alla Salute

Luigi Marroni

Linee guida Menopausa

Linea guida della regione Toscana 2015

Presentazione

L’esigenza di indirizzare i comportamenti medici attraverso linee guida e indirizzi diagnosticoterapeutici nasce da molteplici ragioni, tra le quali il fenomeno della variabilità della pratica clinica, la crisi di credibilità della professione medica e dei servizi sanitari in genere, la forte necessità di miglioramento della qualità dell’assistenza e la razionalizzazione delle risorse disponibili per la spesa sanitaria, in uno scenario di spesa in costante crescita.

Tuttavia, affinché le linee guida possano realmente migliorare la qualità dell’assistenza (in un’equilibrata integrazione tra l’imperativo dell’efficacia e le esigenze di autonomia professionale), è necessario che siano utilizzate quali strumenti di governo clinico adeguatamente calati nei diversi contesti assistenziali e tesi a valutare, a mezzo di adeguate strategie, la qualità delle prestazioni erogate dai servizi.

L’elaborazione, l’aggiornamento e l’implementazione delle linee guida diventano, pertanto, i punti chiave dell’impegno della Regione Toscana nel percorso di miglioramento dell’efficienza nell’uso di risorse scarse, senza compromettere la qualità professionale dell’assistenza.

L’Assessore al Diritto alla Salute

Stefania Saccard

2015 Raccomandazioni per la diagnosi e cura dell’insufficienza respiratoria e disturbi respiratori sonno correlati

Aggiornamento 2015 linee guida Regione Toscana

Ventilazione meccanica non invasiva (NIV) nell’insufficienza respiratoria acuta

La ventilazione meccanica non invasiva è stata messa a punto allo scopo di evitare le complicazioni legate all’impiego della ventilazione meccanica (VM) invasiva, assicurando un grado simile di efficacia. L’efficacia della NIV con entrambe le modalità a pressione positiva (NPPV) e a pressione negativa (NPV) dipende dallo stretto controllo clinico del paziente da parte di personale infermieristico e di fisioterapisti ben addestrati all’impiego di queste tecniche ventilatorie e con esperienza consolidata per questo genere di pazienti.

La revisione della letteratura dal 1989 al 2002 mostra che la NIV, sia NPPV sia NPV...

Linea guida demenza

Sindrome demenza: diagnosi e trattamento - 2015

 

REGIONE TOSCANA

Linea guida

Indice

Presentazione

Guida ai livelli di prova e forza delle raccomandazioni

Epidemiologia

Pianificazione dell’assistenza sanitaria

Prevenzione primaria e secondaria della demenza: i nuovi studi europei

Diagnosi

  • Il sospetto diagnostico
  • Depressione e deficit cognitivo
  • Delirium
  • Cause di demenza
  • Esami di laboratorio
  • Esami per immagini e biomarcatori
  • Ricorso alle strutture di secondo livello

Trattamento

  • Terapia farmacologica
  • Sintomi core
  • Inibitori dell’acetilcolinesterasi
  • Memantina
  • Farmaci biologici
  • Tecniche non invasive di stimolazione cerebrale
  • Sintomi associati
  • Antidepressivi
  • Antipsicotici
  • Stabilizzatori dell’umore
  • Benzodiazepine
  • Terapie non farmacologiche
  • La cura dei disturbi del comportamento

Bibliografia

Data di prima pubblicazione: 2011
Data di aggiornamento: 2015

2015 Mal di Schiena, linea guida regione Toscana

La linea Guida consente di avere una panoramica sulla complessità del mal di schiena, sembra uguale per tutti ma ha dietro situazioni e patologie molto diverse.

2011 Come produrre, diffondere e aggiornare linee guida per la salute pubblica

Questo manuale, elaborato dal Network per la ricerca dell’efficacia dei programmi di prevenzione, si inserisce nell’ambito delle attività del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG).

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