Il presidente del collegio IPASVI di Roma Gennaro Rocco rompe gli indugi e dice basta, basta, lo sfruttamento della precarietà sul posto di lavoro, basta, compensare le carenze per ridurre le criticità sui cittadini.

dopo le dimissioni della Polverini una riflessione è d'obbligo e quale credibilità ha la regione lazio a chiedere tagli e precariato in sanità per risparmiare soldi che poi sono letteralmente  buttati nel cesso e comunque fanno aumenti di tasse, e Gennaro Rocco si fa sentire, speriamo non sia solo...

 

 

Se è noto che noi infermieri siamo una parte importante del sistema sanità.

Se è noto che la dirigenza infermieristica ha contribuito ad ammodernare la sanità italiana portandola nel XXI secolo.

Se è noto che gli infermieri sono un traino per i sigg.ri medici nell'organizzazione sanitaria.

Se è noto che non esiste un bravo medico o chirurgo senza un equipe valida.

Se è noto che un infermiere formato, esperto, motivato può migliorare la qualità delle cure.

Perchè le organizzazioni sanitarie tirano ad avere precari, a non fare concorsi, ad utilizzare agenzie interinali, coop e tempi determinati?

Per risparmiare qualche euro che forse ... Col cavolo il forse, il caso Polverini insegna i soldi sono stati usati per spese inutili la burocrazia ha solo generato altra burocrazia inutile per giustificare costi inutili e tasse in aumento.

Sul sito del collegio di Roma le dichiarazioni del presidente del 28 settembre:

Gennaro Rocco: "ORA BASTA"

“Non vogliamo fare facile demagogia, né cavalcare la pericolosa onda dell’anti-politica, ma non possiamo più tacere”.
Con questa dichiarazione Gennaro Rocco commenta lo scandalo che ha coinvolto la nostra Regione.
Nel corso del 2011, mentre il deficit di bilancio costringeva a tagli dei posti letto e dei finanziamenti alla cultura, ad aumenti dei biglietti dei mezzi pubblici, dell’Irpef e del bollo auto, gli eletti del Consiglio regionale del Lazio si sono distribuiti 13,9 milioni.
In settembre la delibera 90/2010 portava i contribuiti ai gruppi da 1 a 5,4 milioni, tagliando contemporaneamente, a causa dei debiti della gestione sanitaria, 2.800 posti letto.
In aprile (delibera 33) si autorizzavano altri 3 milioni di spesa. In luglio una nuova variazione di bilancio alzava la spesa di altri 3 milioni di euro.
Infine, in novembre la delibera 72 aumentava la spesa di altri 2,5 milioni. In totale, quindi, quasi 14 milioni di euro.

La giustizia farà il suo corso per accertare responsabilità e connivenze, ma la credibilità delle istituzioni risulta fortemente compromessa dall’ennesimo scandalo, che hanno portato alle dimissioni di Renata Polverini .
Il presidente del Collegio di Roma, dichiarandosi molto preoccupato sottolinea che “non è possibile invitare i cittadini e i lavoratori a fare ulteriori sacrifici. Per primi noi infermieri ci siamo rimboccati le maniche con grande senso di responsabilità, ma ora diciamo basta.
Non possiamo tollerare tagli a servizi essenziali, riduzione del personale, condizioni di lavoro proibitive e precarie, una pressione gravosissima sul personale infermieristico quando dilagano corruzione, sprechi e malcostume proprio tra coloro che chiamati a gestire il bene pubblico dovrebbero dare il buon esempio”.

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Speriamo che altri collegi si associno alla protesta e facciano fronte unico con il collegio di Roma.

E chissà forse potrebbero comparire i sindacati per chiedere che per gli infermieri sia rispettato il diritto alle ferie che non sono solo quelle estive ed ai permessi che non devono essere scaricati sugli straordinari fatti per un favore dei colleghi, oppure  agli straordinari pagati in modo dignitoso e superiore alla media oraria del turno.

Se in questi giorni si è alzata una voce, possiamo parlarne e può fare un brusio che arriva in alto e forse qualcosa cambierà.

 

infermiere

 

 

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