Il numero 2 della  nostra rivista L'infermiere è solo online, viene ospitata nel sito ipasvi con uno spazio approssimativo e non dignitoso.

L'illusione che il web abbia milioni di lettori è una balla che usano i venditori del web, internet è alta tecnologia e capacità di comunicare con l'utente adattandosi ad esso. Il giornale cartaceo è una cosa e il giornale online un altra, vi spiego il disastro fatto con la nostra rivista...

Il sito IPASVI è rinnovato e nelle intenzioni dei progettisti c'è di ospitare la rivista l'infermiere.

In home page e in tutte le pagine del sito c'è l'iconda del numero 2 della rivista cliccando sul link dell'icona si apre la pagina con l'ultimo numero.


page rivista ipasvi

 

Subito si nota che la rivista non ha uno spazio suo ma è compenetrato con il sito web e questo causa confusione in chi naviga che potrebbe non distinguere i contenuti del sito dalla rivista. 
Ad esempio c'è il box "cosa c'è di nuovo" che riporta news del sito, articoletti brevi buoni per il web ma possono solo distrarre il lettore.
La rivista non ha un menù proprio in evidenza nella sua pagina ma in 5 posizione sotto 1-ECM, 2-percorsi guidati, 3-metodi e strumenti, 4-convegni e congressi e questo può lasciar pensare al navigante che i link siano associati alla rivista ma non è così.

Una rivista nel web è utile se ci consente di recuperare le informazioni in modo agevole e sicuro.

Quindi potrebbe essere che non ci interessi l'ultimo numero, allora andiamo a vedere archivio.
Cliccando su archivio compare l'elenco dalle riviste  2002... ad oggi e poi?
Non esiste una suddivisione degli articoli per categorie o parole chiave detti anche TAG, non ci hanno pensato, bene uso il motore di ricerca LINK e per avere la certezza di un risultato che arrivi nell'archivio scelgo un articolo a caso e metto il titolo nel motore di ricerca del sito 0 risultati, forse il titolo è troppo lungo, lo accorcio e 0 risultati, potete provare.

 

La mancanza di un motore di ricerca che riesca trovarmi gli articoli della rivista è un danno enorme è come avere centinaia di giornali davanti ed essere miopi e senza occhiali, non è possibile.

Forse i risultati non sono stati indicizzati ma proviamo google, lui arriva all'articolo dato che ho scelto bene, con argomenti generici google non arriva alla rivista IPASVI e comunque non è il motore di ricerca adatto.

Nel sito vecchio erano presenti i quaderni dell'infermiere che sviluppavano un argomento ben approfondito, vado a cercare queste monografie allegate alla rivista.
Non trovo il link sul sito, uso il motore di ricerca dell'ipasvi ma non ci sono, uso google e arrivo ai blog che li hanno linkati ma ho la conferma che il vecchio sito è definitivamente cancellato ed anche tutte le risorse ed i collegamenti di altri blog adesso sono inutili.

Non so perchè tutto il vecchio sito sia stato cancellato, di solito lo si lascia online con scritto vecchio sito, proprio per consentire di recuperare i contenuti che erano noti e familiari ed anche per capire i gusti dei naviganti.

OK allora mettiamo che voglia cercare tutti gli articoli sulle lesioni da decubito.
Non ho un motore di ricerca valido, non ho un archivio per categorie, non mi resta che sfogliare la rivista, l'ultimo numero è scaricabile per intero forse anche gli altri, in questo modo potrei usare la ricerca in acrobat reader, No sono scaricabili solo gli articoli, quindi devo sfogliare tutte le pagine delle rivista a mano e usare il motore di ricerca del browser per cercare se nella pagina ci sono le parole chiave che mi interessano.

Direi che da un punto di vista informatico tutto ciò che poteva essere fatto per rendere inutile una rivista è stato fatto.

I contenuti espressi nel cartaceo sono una cosa e nel web sono un altra, lo sanno bene le testate giornalistiche che articoli a 8 colonne sono trasformati in paginette web, sintetiche e chiare.

Io non so se è stato un peccato di ingenuità o una precisa volontà di distruggere la rivista l'infermiere e quello che rappresenta per la professione.
Ingemuità enorme, perchè internet, grandi numeri grande pubblico è però uno strumento tecnologico avanzato ed in continua evoluzione e per  essere usato al meglio richiede un enorme attenzione al pubblico.

Cosa avrei fatto io signor nessuno del web.

Un dominio di terzo livello del tipo infermiere.ipasvi.it costa 10 euro all'anno con aruba, oppure installato uno sito in una cartella dedicata.

In questo modo l'indirizzo su explorer identifica un sito ben preciso che riguarda la rivista e poi un sito dedicato, ma quanto costa un sito online per una rivista?
Niente ci sono programmi opensource http://pkp.sfu.ca/?q=ojs utilizzati per riviste scientifiche  http://ejour-fup.unifi.it/index.php/ah/index anche le lucertole sono scientifiche...


Un sito a se consente al navigante di identificare immediatamente che tutti i contenuti riguardano la rivista e di restarci in contatto, essere informati tramite newsletter delle novità della rivista e basta.

 

Concludendo, mi scusi la Presidente Annalisa Silvestro se non condivido il suo entusiasmo per la rivista online ma il risultato è un prodotto commerciale che avete acquistato senza metterlo in prova, e siamo difronte ad un decadimento professionale e culturale che non riuscite ad arrestare.

Se nel 2010 è stato speso 1.000.000 di euro per la rivista, con una spesa di meno di 3 euro a infermiere con 4 numeri inviati a casa, per il 2011 avete una previsione di spesa di 800.000 euro con una spesa di 2 euro a infermiere per 2 numeri inviati a casa.... (link alle fonti).

Se da un lato i vertici della professione sono saliti, abbandonando gli investimenti sulla la rivista abbiamo ricevuto il colpo di grazia, la rivista scienze infermieristiche è stato il primo segnale, pochi gli abbonati, per una rivista con 2-3 articoli, quindi inserirla nell'infermiere è stato un passo obbligato.

Adesso avete disinvestito 200.000 euro dalla rivista, chissa forse saranno investiti in progetti utili per i 400.000 infermieri che erogano assistenza ogni giorno.

Ma se 400.000 infermieri non fanno pubblicazioni vi siete chiesti perchè?
Forse si ma non avete trovato risposta a cui porre rimedio.

Allora la suggerisco io.

Ci sono due categorie di problemi:

il primo è tecnologico, tanti infermieri si lanciano a fare ricerche con studi che hanno paroloni che fanno in, randomizzato, doppio cieco, ma richiedono competenze tecnologiche e scientifiche che non sono nel nostro bagaglio culturale e richiedono staff complessi. Tenti fanno confusione fare EBN non vuol dire fare ricerca scientifica, ma bibliografica e fare EBN in settori di cui non si conosce nulla è pericoloso.

Come infermiere avrei bisogno di certezze sulle tecniche, il perchè, e che sbagli posso commettere e come evitarli.

La seconda categoria di problemi è individuale, pubblicare non paga, costa a chi fa un articolo almeno un anno di tempo e lavoro e risorse proprie, salvo che non si partecipi a progetti finanziati, ma in questo caso i risultati sono già destinati a pubblicazioni.

Come rimediare, era semplice siete la Federazione nazionale potevate fare rete fra collegi, programmare degli eventi ECM dove gli autori presentavano i propri lavori e svolgevano funzione di docenza, questo dava un rimborso economico a chi fa ricerca, possibilità di fare divulgazione e vedere se ciò che ha fatto piace e magari proseguire nelle loro idee.

Comunque come diceva qualcuno "solo alla morte non c'è rimedio" il problema è se c'è la volontà di far vivere ancora "l'infermiere".


Franco Ognibene
Infermiere

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