Non è successo in Italia.

Un infermiera (questa è la traduzione di google) si è fatta fotografare con una salma e ha messo le foto sul suo profilo facebook, all'insaputa dei familiari che si sono trovati il parente taggato.

E come dice il detto, se l'intelligenza umana ha dei limiti difficili da superare, l'ignoranza è infinita...

L'infermiera di origine russa stava lavorando in una casa di riposo svizzera.

Capita il decesso e lei ritiene la cosa naturale e quindi si fa una foto e la condivide con gli amici su facebook.

I familiari vistasi la foto, con nome e cognome, si sono rivolti alle autorità ed in svizzera hanno avviato un procedimento penale.

Ma visto che poi la casa di cura ha chiuso forse l'infermiera è già a casa sua o in un altro stato.

 

 

 

Potremmo far finta di nulla e definire questa infermiera come disturbata un caso isolato e unico che non accadrà più.

Oppure riflettere su come la nostra società considera la morte anche se naturale è e deve essere considerato un momento importante della vita di tante persone.

Ricordiamoci che quando una persona muore lascia un segno importante nei familiari e negli amici e quindi la superficialità dell'infermiera è allarmante.

Non sono per fare paternali o altro ma mi piacerebbe lasciare delle domande.

Che importanza ha la morte di un paziente fra i colleghi, nell'organizzazione del reparto, o nell'ospedale?

Una domanda semplice che se non ha una risposta immediata richiede una riflessione.

 

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