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3.6 Alimentazione biologica: i benefici

Attraverso l’alimentazione introduciamo nel nostro organismo tutto quello che ci serve per sopravvivere e che, metabolizzandolo, diventa parte di noi. Il nostro corpo, infatti, ha costantemente bisogno di energia, che consuma in quantità variabile, in funzione del tipo di attività svolta.

Con l’alimentazione non facciamo altro che reintegrare l’energia spesa. Tuttavia, a causa del nostro regime alimentare, spesso non sempre salutare, ingeriamo anche sostanze nocive e in eccesso. Seguire un regime alimentare ipercalorico, ricco di cibi grassi e zuccheri, significa ordinare al nostro corpo di convertire l’eccesso in tessuto adiposo (il nostro grasso).

Ed è proprio qui, nel grasso corporeo, che più facilmente si possono accumulare le sostanze tossiche e si possono innescare i processi dell’infiammazione cronica. Questo tipo di infiammazione di intensità bassa ma persistente nel tempo, non presenta alcun sintomo evidente se non dopo molti anni: essa è stata infatti riconosciuta quale meccanismo patologico in molte patologie cardiovascolari(arteriosclerosi, ictus, infarto), e degenerative (tra cui vari tipi di tumore), metaboliche (diabete), neuropsicologiche (anoressia, bulimia, depressione). Al contrario, frutta e verdura sono poverissime di grassi, ricche di fibre, di vitamine e di antiossidanti, sostanze da cui dipendono le proprietà salutari di molti cibi.

Gli antiossidanti, in particolare neutralizzano l’azione dei radicali liberi (prodotto di scarto della respirazione cellulare), la cui produzione eccessiva – determinata da stress psico-fisico, infiammazione, radiazioni, ozono, luce ultravioletta, fumo di sigaretta, eccessivo consumo di alcool, inquinanti ambientali – provoca danni cellulari e quindi l’insorgenza di tumori, aterosclerosi, patologie degenerative e invecchiamento. Il potere antiossidante di un alimento è misurato dalla scala ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity). Studi clinici consigliano di assicurarsi attraverso l’alimentazione, almeno 5.000 ORAC ogni giorno.

La riduzione dei pesticidi negli alimenti oltre ad essere un obbligo sancito da una dalle normative europee (DIRETTIVA 2009/128/CE), deve essere un preciso intento per il corretto funzionamento del nostro sistema sanitario.

I pesticidi infatti sono ritenuti responsabili della pandemia silenziosa, ovvero di gravi danni neuropsichici e comportamentali che sempre più si verificano nell’infanzia e che vanno dal deficit di attenzione ed iperattività all’autismo, fino alla riduzione del Quoziente Intellettivo. Si pensi che già nel 2006 su Lancet era comparso un allarmante articolo con un elenco di 202 sostanze note per essere tossiche per il cervello umano, ben 90 delle quali erano pesticidi.70 L’eliminazione dei pesticidi negli alimenti ha fatto aumentare l’interesse per gli alimenti biologici è aumentato nel mondo in risposta a preoccupazioni circa le pratiche agricole tradizionali, la sicurezza alimentare, la salute umana, il benessere degli animali e l’ambiente.

Gli alimenti biologici sono prodotti alimentari ottenuti dall’agricoltura biologica la quale applica tecniche produttive che escludono l’uso di prodotti chimici di sintesi nelle varie fasi della coltivazione, trasformazione e stoccaggio.

L’agricoltura biologica nell’Unione Europea è un sistema agricolo e di produzione degli alimenti che coniuga standard positivi sia in tema di ambiente che di benessere degli animali ed è supportato dalla legislazione europea (regolamenti CE n. 834/2007 e 889/2008).

Il metodo di produzione biologico si sforza di interferire il meno possibile con l’equilibrio naturale, assicurando al tempo stesso la produzione di alimenti di alta qualità. Sono vietati perciò diserbanti, insetticidi, funghicidi, fertilizzanti e concimi, coloranti e conservanti non naturali, cioè prodotti sinteticamente in laboratorio; vengono utilizzati prodotti derivati dal mondo naturale(animale, vegetale, minerale).

Le tecniche di produzione biologica sono rispettose dell’ambiente, permettono di salvaguardare e mantenere il territorio senza inquinare e senza compromettere delicati ecosistemi, evitando anche lo spreco di risorse naturali.

Questo tipo di coltivazione ha lo scopo di preservare da una parte l’equilibrio dell’ecosistema in tutte le sue componenti e dall’altra parte quello di garantire la qualità nutrizionale degli alimenti.

Quest’ultimi vengono lavorati, trasformati e confezionati senza l’utilizzo di coloranti, conservanti e additivi a meno che non siano tra quelli autorizzati da una apposita lista dell’Unione Europea (per esempio ossigeno, azoto, pectina, farina di semi di carrube acqua, sale, alcool, ecc.).
E’ vietato sottoporre i prodotti biologici o i suoi ingredienti a trattamenti con radiazioni per aumentarne la conservabilità. Per legge, l’uso di OGM nella produzione di alimenti biologici è vietato (articolo 9 del regolamento CE n. 834/2007).
Per gli animali la filosofia biologica privilegia l’allevamento all’aperto; le norme impongono che gli animali abbiano a disposizione spazi per muoversi liberamente e siano nutriti con mangimi che contengano alimenti di sintesi ridotti al minimo; sono banditi gli antibiotici e i trattamenti artificiali per facilitare la crescita.
Un prodotto Bio può essere definito tale se almeno il 95% dei suoi ingredienti arriva da coltivazioni biologiche; sui prodotti deve comparire il Logo Biologico Europeo, una spiga verde sullo sfondo blù della bandiera dell’Unione e deve comparire il nome di un organismo di controllo autorizzato.
Il controllo delle produzioni biologiche in Italia viene effettuato da appositi organismi riconosciuti e autorizzati dalla CEE( Comunità Economica Europea).
Non basta infatti che un’azienda dichiari di seguire le regole dell’agricoltura e dell’allevamento bio: deve provarlo sottoponendosi a un preciso programma di verifiche.

In Italia la produzione biologica si concentra soprattutto nei settori di frutta, ortaggi, latticini, carni e derivati dei cereali.

A giustificare la conversione verso l’alimentazione biologica ci sono svariate motivazioni: nei prodotti biologici il rischio di contaminazione da sostanze chimiche di sintesi così come quello da organismi geneticamente modificati, è quasi inesistente.

I prodotti biologici sono ottenuti con metodi che rispettano i ritmi della natura in quanto evitano tecniche artificiali che forzano e/o riducono i tempi di crescita e sviluppo, garantendo in tal modo non solo un equilibrato contenuto di sostanze nutrienti, ma anche una elevata qualità organolettica. Sebbene in letteratura siano pochi i dati disponibili circa i residui di pesticidi negli alimenti biologici, le informazioni esistenti indicano una maggiore probabilità che gli alimenti tradizionali contengano residui di pesticidi sintetici (singoli o multipli) rispetto agli alimenti biologici.

Negli ultimi anni il biologico è diventato un prodotto di largo consumo.

Questo è stato possibile grazie a vari canali di commercializzazione che vanno dalla vendita diretta dove generalmente il produttore realizza nella stessa azienda agricola uno spaccio per la vendita dei propri prodotti, a mercati e fiere, a negozi specializzati, a vendita on-line, e naturalmente alla grande distribuzione organizzata.

I prodotti biologici hanno un costo più elevato dei prodotti tradizionali di circa un 20 - 50 per cento in più: tra un prodotto biologico e uno “normale” tuttavia non può e non deve esserci un’enorme differenza di prezzo, perché ciò significa o che la produzione è così complessa che sarebbe impossibile da replicare su larga scala o che chi vende biologico vuole specularci sopra . I consumatori percepiscono gli alimenti prodotti con metodi biologici come più ricchi di nutrienti, tra cui minerali e vitamine, rispetto agli alimenti prodotti con metodi tradizionali ma letteratura manca di una forte evidenza che gli alimenti biologici sono significativamente più nutriente di alimenti convenzionali. Il consumo di alimenti biologici può ridurre l'esposizione a residui di pesticidi e batteri resistenti agli antibiotici John P et al sostengono in uno studio che l’ agricoltura biologica sia la chiave per nutrire il mondo in modo sostenibile.

E 'il primo studio ad analizzare 40 anni di scienza a confronto l'agricoltura biologica e convenzionale attraverso i quattro obiettivi di sostenibilità individuati dalla National Academy of Sciences(NAS) : la produttività, l'economia, l'ambiente e la comunità benessere.

Pertanto si ritiene che l’agricoltura biologica sia in grado di rispondere adeguatamente ai criteri di produttività, redditività, impatto ambientale e benessere delle comunità, suggerendo di eliminare le barriere che si frappongono all’adozione di tali pratiche, ma anche di adottare un mix di pratiche biologiche innovative.

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