Tratto dalla discussione nel forum, autore rimmel

Sinceramente, leggendo la discussione mi è aumentata l'acidità di stomaco.
Spero di essere moderata nel rispondere, giuro che ci proverò.

 


Partendo dal presupposto che ho quasi trentanni, che ho lavorato nella vita e che ho già un'altra laurea, mi trovo dalla parte dell'Università Italiana, a spada tratta se possibile!
Per chi lo ignorasse l'Italia è stata la culla delle Università, quando in Europa c'erano ancora popolazioni quasi del tutto "barbare" (vedi cosa erano gli Inglesi e gli Irlandesi nel 1200 d.C.); il latino è stato per secoli la lingua ufficiale della comunicazione del saper scientifico e delle diplomazie. Fine "lezione di storia" eheh.

Fino ad un po'di tempo fa l'Italia vantava posizioni di prestigio per gli insegnamenti dei propri Atenei; da un po'di tempo a questa parte, è iniziato un lento declino, che mi auguro che non sia inarrestabile. E'innegabile che una laurea presa in Italia abbia un certo valore di prestigio agli occhi di istituzioni estere (per la storia di certi Atenei e per la serietà (prima di tutte le assurde riforme!) dell'insegnamento impartito); ora le cose si stanno mettendo male, non so se lo sapete, ma gli Atenei italiani, nelle classifiche internazionali, stanno scivolando vergognosamente verso il fondo...

Sono dieci anni che sono in università: ho fatto una tesi triennale, che mi è costata due anni di ricerca in polverose biblioteche (parallelamente, come ho detto, ho sempre lavorato: dalla cameriera all'impiegata, di tutto insomma!!!). Ora sono iscritta al corso di Infermieristica, sono entrata (più o meno) felicemente al secondo anno.

Cosa mi sto trovano ad affrontare?
- sono valutata da persone assolutamente non preparate dal punto di vista pedagogico (salvo rarissssssime eccezioni)
- il clima che si respira in aula è quello di una rappresaglia continua, con annesso "livellamento verso il basso": i professori ci insultano in aula, ci minacciano (e d'altronde non posso raccontarvi come si permettono di comportarsi i miei esimi colleghi in aula... mi vergogno io stessa!!!), i tutor ci trattano con diffidenza, anche se devo dire che quelli del secondo anno ci guardano con un occhio diverso dalle arpie, in burn-out del primo anno.
- le mie tutor stanno studiando come me O_O molte di loro al pomeriggio seguono i corsi di specialistica
- Infermieristica è una realtà a sè: è mai possibile che io debba affrontare un percorso NONSTOP di impegno quotidiano, nei feriali, nei festivi, nelle serate e nelle NOTTI??? Che fine ha fatto il sacrosanto "diritto allo studio" che tanto si decanta? Io non posso andare a lavorare, vi rendete conto? Eppure è un mio DIRITTO!!!
- paghiamo fior fiore di tasse ed abbiamo ricevuto delle divise sì, ci sono state fatte provare delle scarpe... mai arrivate!

Che altro posso dire? Vorrei sapere quando posso studiare. Quando trovo il tempo di PREPARARMI adeguatamente.

Sono una persona molto riflessiva, come forse avrete notato :P (e, anzi, sto tagliando il più possibile perché avrei molto da dire!) e la "velocità" non è forse delle mie doti peculiari, ma per lo meno non mi butto come una pazza a fare la "super infermiera", non vado a fare "prove" a muzzo sui pazienti. Ma voi ne sareste felici? Al primo reparto mi hanno messo in mano un'eparina e mi hanno detto: "Vai!"... ma, dico! Vai dove??? Vai a cag... sono pazzi! Mai fatto un'iniezione, non so manco cosa sia l'eparina e mi dici: "Vai"??? Perché ai tuoi tempi (vecchie scuole regionali delle mie balle!!!) ti trattavano come una pezza da scarpe, ora devi farla pagare a me?

Mi spiegate in quale perverso sistema si entra, una volta che si ha il sacrosanto posto di lavoro? Ci si scorda di essere stati studenti? Oppure, ricordandosi di aver passato un periodo difficile, lo dobbiamo far subire agli studenti: che senso ha???

Ho già un sacco di spese eppure, quando avanzano i pasti in reparto, gli infermieri (e... oh oh!!! Anche i Sigg.Medici e Primari, oibò!) si lanciano sulle rimanenze, come avvoltoi! O_O Eppure questi pezzenti, a parte quello che guadagnano, ma vogliamo dire che alla modica cifra di 3 euro, la mensa passa di tutto di più (o forse anche meno... non so!). Eppure li guardo e sto zitta e prego di non essere come loro, un domani.

Il sistema ci sta imponendo il risparmio, i tagli: la mancanza di personale impone l'essere veloce nelle proprie mansioni. Io voglio guardare in faccia le persone cui presto assistenza, voglio stare con loro e, se possibile, dire quelle due parole. Ma quanta gente sola e che soffre, ignoriamo?
Perché perseguire la politica della follia, della velocità? Perché fare le cose alla veloce e fatte male (come buttare le provette in un cassetto e poi perdere tempo a pescarle, perché tutto alla rinfusa, quando basta, dopo aver sistemato il cassetto, non dare strattoni come buoi da soma!).
Ma dico, questo sistema sta collassando, ci sta collassando addosso.

Chi ne fa le spese? Gli studenti!
Io voglio, ESIGO! Di essere adeguatamente istruita e preparata! Non voglio una laurea e poi essere affiancata dei mesi (come succede qui a tutti i neolaureati che si inseriscono)!!! Ma dico, scherziamo?
E poi arrivo in reparto e... "Oh, ninni, per fortuna che ci sono gli studenti" MA VAFF!!! E OSS e Infermieri stanno chiusi nella loro cacchio di cucina, mentre noi corriamo. Ma l'umanità dove l'hanno lasciata? Se ne sbattono talmente che ci si sente uno schifo a pretendere la mezzora di diritto per mangiare!!!

E poi arrivo qui e leggo i soliti discorsi qualunquisti: "Ah, ma a me che frega di sta cosa? Non mi tocca mica". E qui casca l'asino! Cosa non ci tocca? Forse la prima tessera del domino che cade, non tocca DIRETTAMENTE l'ultima, è vero, ma tutto ci tocca.
Chi spavaldamente sostiene queste idee, a discapito dei precari della scuola per esempio, forse un domani, avendo figli, gioirà nel non avere servizi!
Perché non essere solidali con altre categorie? Perché hic et nunc non se ne vede l'utilità. Ecco un'altra parola: l'utilità e l'interesse. Non sono cattolica e men che meno cristiana, a differenza dei molti che fanno finta di esserlo... ecco, mi chiedo, tutti quei camici che portano vistose spille a forma di croce, dove hanno lasciato quella carità cristiana? Dov'è il "disinteresse"?
Ci si può stringere con una classe al momento disagiata, per aiutarla? Perché no? Io dico sì! Si può e si deve fare!!! Si vive in una società, vero? Si hanno delle pretese verso questa? Sì! Si chiama Stato, gente! Viviamo in uno Stato! La così detta Repubblica, "Res publica" la cosa pubblica, di tutti! Lo Stato è di tutti e non è più mio o più tuo! E' di tutti!
L'esempio migliore è il frutto bacato. In poco tempo il frutto marcisce.

Ma vi rendete conto? Con che coraggio si può dire questo problema, che è di concittadini e quindi dell'Italia su più fronti, non mi tocca? Vergogna!

Io sto assistendo ad un crollo generalizzato nella politica: spesso chi protesta non è mosso da ideali politici, perché sia destra che sinistra in questi anni, almeno, per Università e Scuola hanno fatto un bel porcaio!

E' facile dire me ne lavo le mani e me ne frego! Ma è solo vergognoso riuscire a dirlo ad alta voce! Finché gli infermieri saranno dei "pressapochisti", non studieranno e non acquisiranno importanti nozioni in Medicina resteranno solo dei servetti dei Medici e non dei degni collaboratori, per questo bisogna guardare a modelli che funzionano e pretendere! Pretendere alti standard di formazione! Per noi stessi e per le persone cui prestiamo assistenza!

Sono al secondo anno... l'anno scorso la terapia non mi competeva, quest'anno devo iniziare a familiarizzare, eppure, ben sapendolo, sono la str*** che fa che rifare letti e staccare ed attaccare le flebo già pronte all'uso: nessuno ha voglia di darmi due spiegazioni e vengo trattata come un'asina perché non so a cosa corrisponde un determinato medicinale. Detto poi, da gente che, francamente...

Potrei continuare per ore!

Vi dico solo che ho cercato in tutti i modi di sensibilizzare i miei compagni. Le risposte sono le stesse:
- chi se ne frega degli altri, guardo il mio orto
- poi si segnano il mio nome

Il risultato? Andiamo a fare gli inservienti in quasi tutti i reparti, salvo qualche oasi felice, veniamo trattati come bambini dell'asilo; gli oss si arrogano il diritto di dare terapia, di eseguire medicazioni e quant'altro.

Questo non è il posto che sogno. Amo l'Italia, ma non tanto da continuare a farmi prendere per il culo (scusate tanto, ci vuole!) e da essere circondata da disfattisti, menefreghisti, opportunisti, nonché ladri!

Sto imparando molto poco, vengo valutata tramite esami dai criteri assurdi (ragazzi, da noi, prendere 25!!! Prendere 25 ad uno scritto? E'un miraggio, ve lo posso assicurare!).

Quanto potrei continuare? Scusate ma sono proprio incavolata ed amareggiata: sono stufa di questa classe! Le persone non sono motivate e sono qui solo per "mangiare" ecco la prima tessera del dominio che è caduta e che colpisce anche me, purtroppo (anche se potrei dire "Chi se ne frega!")

Ma io penso ad una protesta grandiosa ed efficace: TUTTI A CASA! Nessuno paghi le tasse per un anno! Si paralizzi l'università! Si paralizzi il Paese! Scendere in piazza a prendere manganellate? Ma per cosa? Nono, bisogna aver le balle di essere ASSIEME: non per nulla si dice l'unione fa la forza!

Ma la storia non ci insegna nulla? Mio zio è stato operaio in fabbrica ed ha vissuto gli anni di piombo e gli anni delle grandi proteste! Ragazzi! Ma ci vogliamo dimenticare che queste persone hanno avuto le palle di stare senza stipendio, anche per 3 mesi? Per ottenere diritti, che le leggi degli ultimi anni hanno spazzato? Sono arcistufa di sentire persone che dall'alto del loro UNICO E SOLO LAVORO A TEMPO INDETERMINATO (vedi infermieri vecchie leve od infermieri che hanno fatto solo l'università e poi hanno avuto il posto), dicevo? Ah sì... Sono arcistufa di sentire persone che, dall'alto del loro UNICO E SOLO LAVORO A TEMPO INDETERMINATO, pontificano e pontificano sulla realtà! State zitti se questa realtà non vi ha mai scottati! Cosa ne sapete???

Ma soprattutto i giovani menefreghisti, invece di sbavare tutto il giorno davanti a facebook e trasmissioni idiote, inizino a studiare la storia, inizino a sapere qualcosa di più di educazione civica. Ci stanno bruciano i diritti sotto il naso! Sveglia!

Ok. Mi sta partendo un embolo! Passo e chiudo, con infinita amarezza. E scusate tanto, ma mi sento obbligata a puntare lo sguardo fuori dall'Italia. Perché me ne devo andare da un Paese che amo? Perché devo sentirmi obbligata ad una tale azione?

 

Autore rimmel

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