L'argomento è stato aperto e gestito da Skyes nell'agosto 2009 e lo ha aggiornato con costanza e meticolosità portanto il post a ben 19 pagine.

Il post iniziava così: N U R S I N G ... E U R O P E O ..........Perchè non raccogliere esperienze, informazioni, indicazioni: relative all'infermieristica negli Stati Europei?

 

 

Chi ha fatto tirocini durante il percorso di studi, tramite il progetto Erasmus o altri progetti: potrebbe raccontarci com'è organizzata diversamente la professione Infermiere.

Anche chi ha colleghi provenienti da altre realtà, o parenti in altri Stati Europei: ove sappiano riferire l'andamento infermieristico, può raccontarlo.

Oppure semplicemente scrivete tutte le informazioni, fondate, di cui siete a conoscenza.

 

Skyes 16 agosto 2009

S p a g n a

Anch'io, come kyrie, quando ero all'Università ho avuto l'opportunità di fare un tirocinio in Spagna, a Madrid.

(Kyrie: tu dov'eri, a Madrid o Barcellona?).

Esperienza intensa di tre mesi e mezzo.

E' visibile il riconoscimento sociale della figura infermieristica, non solo a livello economico, ma soprattutto nel rispetto dei ruoli.

Manca il senso gerarchizzante: il medico non è da più dell'infermiere e quest'ultimo non è da più dell'ausiliario.

Ognuno è responsabile nel proprio specifico

Non esiste l'attribuzione conservando la responsabilità: anche un ausiliario è tenuto a svolgere le proprie mansioni, come da consegna infermieristica, rispondendo in prima persona di quanto fa.

Il Corso di laurea in Infermieristica non dipende dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia: è autonomo da questa e rientra nella Facoltà di Scienze della Salute, dove la maggior parte degli insegnanti sono infermieri.

Curiosità sullo stipendio? A partire da 1500 euro a cui vanno aumentati 200 euro ogni 5 anni fino al raggiungimento del 4° livello, a cui vanno sommate le varie indennità.

La cartella infermieristica è informatizzata in tutti gli ospedali di Madrid, così come le consegne infermieristiche e la terapia: vengono aggiornate a computer.

Viene utilizzato il sistema diagnostico NANDA, con accertamento secondo modelli di differenti teoriche, non solo Gordon, ma anche Henderson e Roy.

L'utilizzo di scale di valutazione: le medesime utilizzate in italia, tradotte dall'inglese, è strettamente legato all'accertamento iniziale svolto dall'infermiere all'ingresso del paziente.

Madrid è molto attiva nel campo della ricerca infermieristica, con studi statistico-epidemiologici gestiti da infermieri.

Il raggio d'azione dell'infermiere è ampio. Un esempio: nel caso di BLSD, l'infermiere si spinge fino all'uso del defibrillatore manuale leggendo l'ecg, e stabilendo se il ritmo sia o meno defibrillabile, quindi somministra adrenalina, amiodarone e bicarbonato, senza pre-valutazione medica.

Una grossa responsabilità.

Anche per questo l'infermieristica in Spagna comincerà con il quadriennio ad ottobre prossimo.

Sindacato: ne esiste uno solo, unico, a cui si iscrivono solamente gl'infermieri. Rappresenta uno dei sindacati spagnoli più forti.

Occupazione: lo studente spagnolo si laurea a fine giugno, non ha l'obbligo di tesi, in luglio comincia a lavorare per i tre mesi estivi: in sostituzione del personale che va in ferie.

Cosa impensabile in Italia!

Dopo i tre mesi, purtroppo, saranno pochi gli studenti a cui verrà rinnovato il contratto....e comincerà la disoccupazione infermieristica.

 

 

Kyrie 17 agosto 2009

 

Cara skyes.... :D

 

La mia esperienza in Spagna si è sviluppata in modo un pò diverso dalla tua. Io ho svolto, grazie al progetto Erasmus, il mio terzo anno di università interamente fuori, quindi ho avuto modo di toccare con mano sia l'aspetto pratico dei tirocini sia le aule di università. Inoltre, diversamente da te, io sono stato in Andalusia, a Granada in un'atmosfera diciamo forse meno all'avanguardia ma di certo un pò più godereccia... :mrgreen:

Comunque, per l'aspetto relativo all'insegnamento ho notato, rispetto alla mia esperienza italiana, una maggior confidenzialità nel rapporto studente-docente con una disponibilità mediamente molto maggiore di questi ultimi ad andare in contro alle richieste degli studenti. Nell'affrontare i programmi del corso, che in linea generale coincidono, devo dire che ho notato un approccio decisamente meno "medicalizzato" rispetto a quello che si vede nelle nostre università. A volte forse, anche un pò troppo superficiale sugli aspetti fisiopatologici, ma per ogni quadro patologico trattato ne vengono discusse le problematiche assistenziali con le rispettive Diagnosi Infermieristiche più importanti.

Questo direi in gran parte dovuto al fatto che la maggior parte del corpo docente del corso di Enfermeria, è formata da infermieri. Un abisso invece ci separa per ciò che riguarda la qualità dei laboratori e delle lezioni teorico-pratiche. Inoltre, per tutte le materie che prevedono una sessione teorico-pratica, a inizio del corso, il docente "mette all'asta" degli argomenti, parte del programma, che dovranno essere studiati ed esposti in classe dagli studenti invece che dal docente, che integrerà l'esposizione laddove necessario e che poi effettuerà una valutazione che farà media con i voti degli esami.

Grazie alla ricchezza di risorse delle aule-laboratorio, la parte pratica può essere un'occasione di reale apprendimento. Nella mia esperienza infatti ho avuto modo di: realizzare un gesso (tra compagni), allestire un tavolo con strumentazione chirurgica di base, dare un seminario sul soccorso al traumatizzato (con parte teorica in powerpoint e poi parte pratica con tavola spinale, collarini, KED, steccobende, manovre di prono-supinazione etc..), fare pratica di intubazione orotracheale sull'apposito manichino; cose che sicuramente, avrei visto solo in diapositiva qua in Italia. Aspetto negativo di cui ebbi l'impressione allora, una certa "elementarietà" nel modo di affrontare il corso... a volte sembrava quasi di essere ancora alle superiori... lezioni dettate, studenti coccolati dai docenti, una familiarità insomma che strideva un pò con la mia esperienza universitaria. Poi, in un anno, feci solo un esame orale, del quale i miei compagni erano terrorizzati perchè pare non fosse abitudine quella dell'esame orale.

Anche nei tirocini ho avuto modo di apprezzare aspetti positivi e negativi. Il giro letti, lo si fa solo e tassativamente durante il primo anno, poi è proibito. Gli infermieri non rispondono ai campanelli. I pazienti stessi non chiedono la padella all'infermiere ma direttamente all'ausilario (il nostro Oss) e se, per sbaglio la chiedessero all'infermiere, non si scandalizzerebbero se questi rispondesse che se ne occuperà un ausiliario.

La collaborazione con i medici, c'è e non c'è... un pò come qua, dipende dai singoli operatori e dal posto... La cartella informatizzata con tp, cartella medica e infermieristica scritta al pc, l'ho trovata solo in un ospedale privato convenzionato di lungodegenza in cui ho svolto il tirocinio. In nessuno dei 3 ospedali pubblici che ho poi frequentato, esisteva la documentazione informatizzata; tutto a mano alla vecchia maniera. Questo si, in tutti i servizi la cartella infermieristica viene compilata usando i NIC/NOC, con tanto di manuale in dotazione dei reparti con DI, NIC e NOC. Per l'aspetto pratico, nel tirocinio, a parte in TI, le igieni vengono effettuate dal personale ausiliario, l'infermiere e gli studenti infermieri svolgono altre funzioni proprie, anche se prevalentemente tecniche. Pessima l'impressione dell'esperienza in pronto soccorso ospedaliero. Diviso in due parti: la visita/accoglienza e la osservazione/cura. I pazienti, una volta visti al triage, vengono poi chiamati per cognome all'altoparlante e indirizzati alla stanza visita in cui un medico li visiterà. Al bisogno poi, il medico chiama per telefono interno il salotto-cucina degli infermieri, che lasceranno poi momentaneamente la loro occupazione per andare nella stanza visita a: rilevare PV, reperire un accesso venoso periferico, effettuare un prelievo ematico, somministrare un antidolorifico. In seguito se il pz ha bisogno di restare in osservazione per un pò o di essere sottopsto a un qualche trattamento viene poi accompagnato o nella sala delle poltrone (tipo le sale della donazione del sangue) oppure nella sala di osservazione cn i lettini. Poi l'infermiere di sala visite, torna in cucina e aspetta la chiamata successiva. Nessuna documentazione, nessuna presa in carico, zero autonomia. L'infermiere di osservazione invece prenderà in carico il pz, somministrerà le tp, compilerà la cartella inf.ca e seguirà il pz fino alla dimissione o ricovero. Ottima l'esperienza in TI e in lungodegenza. A quanto mi dicono, nei presidi di assistenza primaria (una sorta di distretti con posto di primo soccorso) l'infermiere gode della maggiore autonomia possibile.

 

Anche in Spagna comunque, c'è un pò di conflitto tra la vecchia e la nuova generazione in materia di "mansioni". Infatti anche là, la figura dell'infermiere ha subito un cambiamento negli ultimi anni, simile a quello introdotto dal nostro DM739/94. Prima l'infermiere si chiamava ATS (Ayudante Técnico Sanitario), adesso invece è passato ad essere DUE (Diplomado Universitario en Enfermería). Le problematiche insorte sono sovrapponibili, assumersi la responsabilità (come riportavi tu skyes) e sconfinare in professioni altrui o restare limitati tradizionalmente nella propria senza porsi troppi problemi?

 

In Andalusia però, hanno recentemente approvato, e per primi tra le comunità autonome spagnole, la possibilità per il personale infermieristico di prescrivere alcuni farmaci e presidi, con tanto di ricetta! Se poi a proposito volete più informazioni, ho a casa un opuscolo del Colegio de Enfermería che spiega la cosa dettagliatamente, lo posso tradurre.

 

Ultima osservazione, come dice skyes, gli infermieri lavorano molto in estate e restano quasi disoccupati durante l'anno, nonostante le ultime stime dicano che in spagna mancano più di 300mila infermieri. Sembra essere l'unico paese europeo che non dia lavoro ai propri infermieri. Nel nord del paese pare sia diversa la situazione ma nel centro e nel sud, tralasciando le grandi città Madrid e Barcellona, se si vuol lavorare si è costretti a spostarsi molto e ad accettare contratti molto brevi: pensate che ho visto offerte di lavoro per infermieri, di 2 giorni!!! Comunque, se uno lavora, la professione infermieristica in Spagna può senz'altro dare le sue soddisfazioni. :mrgreen:

 

PS

Ma sai skyes che recentemente a Madrid, hanno istituito le ambulanze-sale operatorie mobili? Delle vere e proprie sale operatorie su quattro ruote che raggiungono il luogo di incidenti gravi dove ci sia bisogno immediato di intervenire! Saludos.

 

Skyes 18 agosto 2009

 

S V I Z Z E R A

Lo sapevate?
In Svizzera, attualmente sono presenti due percorsi formativi per lo studente infermiere.
Una scuola superiore specializzata: terminata la quale si è infermieri a tutti gli effetti.
Il corso di laurea in Infermieristica: anche questo sforna infermieri.
Ha un senso tutto ciò?
E' quanto si chiedono i neo-laureati: quest'anno il corso di laurea "sfornerà" i primi neo-laureati svizzeri in Infermieristica.
Nel frattempo, però, gli insegnanti della scuola superiore specializzata non hanno voluto rinunciare alla cattedra: ed ecco due corsi paralleli.
Certo sarà necessario ridefinire i ruoli, o per lo meno il titolo: in quanto la prima scuola non è propedeutica alla seconda.
Cioè anche un maturando ragioniere può iscriversi al Corso di Laurea in Infermieristica in Svizzera.
Dallo Stato in cui l'infermiere ha un alto riconoscimento sociale non ci si spiega questo paradosso.
Staremo a vedere come evolverà la situazione.

 

Skyes 25 agosto 2009

.F I N L A N D I A....

Ho intervistato una studentessa Erasmus di ritorno dalla Finlandia.
Ecco cosa ci racconta del paese delle renne (e di Babbo Natale) :P
Per svolgere tirocinio presso gli ospedali Finlandesi è sufficiente la lingua inglese: conosciuta dalla quasi totalità della popolazione.
Il percorso formativo dello studente di infermieristica Finlandese: dopo gli anni di scuola superiore si può iscrivere al Politecnico di Infermieristica, della durata di tre anni e mezzo, in quanto il tirocinio è molto corposo.
Il principio di auto-responsabilità è visibile: l'Università è aperta 24 ore su 24 per gli studenti. Con l'uso di una tessera magnetica è possibile accedere alle stanze computer a qualsiasi ora.
Il numero di infermieri per unità operativa è molto alto: mi viene citato l'esempio della medicina d'urgenza, in cui ogni 15 pazienti ci sono 6 infermieri.
Il ritmo lavorativo viene percepito come calmo e preciso.
Esistono due tipi di figure di supporto gli ausiliari e gli ausiliari specializzati.
I primi hanno un ruolo marginale all'interno degli ospedali: come la distribuzione dei pasti, i secondi trovano impiego nel territorio.
L'infermiere, nell'ambito dell'assistenza domiciliare, ha solo funzione di coordinamento: dando consegne ed indicazioni agli ausiliari specializzati.
Sistema informatico: diffuso in tutti gli ospedali, ogni figura professionale scrive all'interno del programma, così viene aggiornata la cartella del paziente.
Da tali cartelle informatizzate si ottengono non solo informazioni sulla terapia giornaliera, sulla dieta o la pianificazione assistenziale odierna, ma soprattutto tutta la storia clinica remota del paziente. :shock: (Grandioso!!)
L'infermiere prende il computer portatile se deve aggiornare la cartella facendo il giro con il medico: altrimenti il medico va da solo e aggiorna egli stesso.
Prima di accedere alla visita di un parente all'interno di qualsiasi reparto: si deve utilizzare il gel mani antisettico messo a disposizione di ogni area.
Questo perchè recentemente si è lottato duramente contro la presenza dello stafilococco meticillino resistente.
L'educazione alla salute è priorità dell'infermiere e molto sentita dalla popolazione: l'ordine ed il rispetto delle regole è comune non solo all'ambito ospedaliero ma a tutta l'organizzazione sociale.

 

Skyes 26 agosto 2009

I L...P A R L A M E N T O...E U R O P E O....E...L' I N F E R M I E R E

Rispolvero la prima legge della Comunità Europea: per la regolamentazione della "circolazione" dell'infermiere tra gli Stati membri:

CONSIGLIO
DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
del 27 giugno 1977

concernente il reciproco riconoscimento dei diplomi , certificati ed altri titoli di infermiere responsabile dell ' assistenza generale e comportante misure destinate ad agevolare l ' esercizio effettivo del diritto di stabilimento e di libera prestazione dei servizi

( 77/752/CEE )

IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE (...)


A questa sono seguiti degli aggiornamenti , in particolare la legge del' 89 : stabilisce il triennio come requisito minimo per il riconoscimento del titolo di infermiere in Europa.

Seguono i riferimenti:

Rdir. 1977/452/CEE

Direttiva 77/452/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1977, concernente il reciproco riconoscimento dei diplomi, certificati ed altri titoli di infermiere responsabile dell'assistenza generale e comportante misure destinate ad agevolare l'esercizio effettivo del diritto di stabilimento e di libera prestazione dei servizi


Rdir. 1989/48/CEE
Direttiva 89/48/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988 relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni

Rdir. 1992/51/CEE
Direttiva 92/51/CEE del Consiglio del 18 giugno 1992 relativa ad un secondo sistema generale di riconoscimento della formazione professionale, che integra la direttiva 89/48/CEE

Kdir. 1994/38/EF
Direttiva 94/38/CE della Commissione del 26 luglio 1994 che modifica gli allegati C e D della direttiva 92/51/CEE del Consiglio, relativa ad un secondo sistema generale di riconoscimento della formazione professionale, che integra la direttiva 89/48/CEE


Skyes 28 agosto 2009

B E L G I O

Infermiera Belga mi racconta perchè "è scappata" dagli ospedali del Belgio.
Marie è una ragazza belga, ed ha lavorato i primi anni nella terra natale.
Grazie all'attuale fidanzato spagnolo ora lavora come infermiera in Spagna: dov'è assunta attualmente per sei mesi, e dove ci siamo conosciute.
Racconta con amarezza della situazione infermieristica belga: somigliante ad una catena di montaggio, dove il professionista non è considerato tale.
Vi è una stretta scala gerarchica: al cui vertice troviamo il medico, seguito dal coordinatore infermieristico.
Le informazioni e le mansioni (in quanto di queste si tratta) vengono date dal medico al coordinatore e da quest'ultimo all'infermiere. O viceversa.
Per qualsiasi informazione o segnalazione è necessario rispettare questi passaggi: non si può parlare direttamente con il medico. (peggio delle caste indiane :shock: )
Ovvio: in caso di emergenze o imprevisti: l'intero sistema va in tilt, a spese del paziente.
Autonomia professionale è un termine distante anni luce.
Lavoro per mansioni: una settimana puoi fare solo il giro letti (tutto il santo giorno), la settimana successiva la misurazione delle pressioni (meglio anche della propria), e così via.
Il lavoro per gl'infermieri non manca certo in Belgio: se uno non va si sostituisce.
I più fortunati vivono al confine con l'Olanda: il miraggio infermieristico - dove la situazione del nursing è mooolto migliore - e dove si tuffano come lucci. (ha inizio la diaspora belga).
Faccio tanti auguri a Marie, e spero non mi abbia raccontato un sacco di ... imprecisioni. Ma mi è sembrata piuttosto sincera.


Skyes 21 settembre 2009

.N O R V E G I A
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......................Tirocinio all' Haukeland University Hospital, Bergen, Norvegia

Alessandro ci racconta com'è l'infermieristica nei sei mesi di luce norvegesi: favolosa. ...............(Nei sei mesi di buio: più cupa. :P )

L' ospedale di Haukeland è il secondo per importanza in Norvegia: è composto da più di 50 edifici collegati da 66 tunnel sotterranei, 80 linee di ascensori...

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Nella Hall dell'ospedale troviamo un palco con un grande pianoforte a coda: dove si organizzano le serate per i pazienti acuti. Troviamo, inoltre, salone parrucchiere, cineteca, biblioteca, e molto altro.

Formazione: lo studente norvegese frequenta un politecnico universitario, triennale.
Gli studenti oltre alle ore di tirocinio, se lo desiderano, possono essere assunti dall'ospedale già dal primo anno del corso, con un contratto dedicato.
Questo per dare maggiore competenza tecnica potendo applicare quanto appreso giornalmente a scuola.
L'Infermiere norvegese può decidere il contratto con la percentuale di ore lavorative preferito.
Può, quindi, scegliere se avere un impegno lavorativo del 40%, 80% o 100%.
Gli orari: 7 ore per turno mattutino e pomeridiano. Turno notturno lungo: di 10 ore.
Ogni giorno il personale cambia la divisa.
Tramite un sistema chiuso, simile ad un grande distributore automatico, usando una card: il personale seleziona la taglia ed il tipo di divisa, visualizza nel monitor se la scelta è di suo gradimento: ed oplà: più veloce di un caffè ha in mano la divisa lavata e stirata.
Questo concetto di pulizia è esteso anche alla disinfezione delle stanze di degenza: esistono delle linee di ascensori, una specie di minirotaia, dedicate ai letti.
Ad ogni dimissione il letto va inviato in centrale di sterilizzazione.
Figure di supporto: sono di due tipi, la prima simile al nostro OSS e la seconda è un ausiliario addetto alla distribuzione dei pasti.
Curiosità sullo stipendio: l'infermiere norvegese guadagna 3.500,00 € mensilmente, se è specializzato guadagna circa il 50 % in più, ad entrambi va detratto il 40% di tasse.
L'assistenza sanitaria in norvegia è completamente pubblica.
L'obiettivo dell' assistenza sanitaria è quello di ridurre l'ospedalizzazione il più possibile: questo ha permesso di perfezionare il sistema di assistenza domiciliare: organizzato 24 su 24 e su 7 giorni su 7.
Ad ogni paziente seguito dall' AD viene fornito un letto elettrico, se necessario, e l'occorrente per la propria situazione.
Il medico di base è dotato di un POCT (quanto da noi è un piccolo laboratorio di analisi, rapido): per fare direttamente il prelievo ematico al paziente e vedere subito se i parametri sono nella norma. La cartella infermieristica è informatizzata: c'è pochissimo cartaceo disponibile. Le informazioni registrate sul portale ospedaliero dall' assistenza domiciliare, relative ad un paziente ora ospedalizzato, vengono agilmente visualizzate per confermare l'anamnesi remota.
In reparto ogni infermiere ha in carico al massimo 4 pazienti: seguiti con l'aiuto di Oss e ausiliario. Egli ha la competenza di prendere decisioni relative a determinate problematiche assistenziali, e di segnalarne l'andamento al medico.
Rispetto e discrezione tra le varie figure professionali: principio base. Se lavori bene nessuno pretende di più.
Equipe internazionale: Alessandro mi racconta di essersi trovato con un anestesista australiano, un primario sudanese, un medico finlandese, un' infermiera tedesca, e lui italiano.
L' inglese è molto usato per la comunicazione d' equipe.
La piaga sociale della norvegia: alcolismo, a cui si affiancano le patologie alcool correlate.
Inoltre: è il primo stato europeo per numero di suicidi - verificatisi specialmente durante i 6 mesi di buio -.
Nonostante questo, Alessandro mi riferisce che i norvegesi abbiano una passione sfrenata per lo sport, siano molto attivi, e vadano a correre anche sotto le intemperie.
Inoltre è prevista per tutti i livelli di scolarizzazione: un'ora di educazione fisica ogni giorno.
Alessandro descrive i norvegesi come persone molto "composte", "sulle sue", "poco carnali". Dare un bacio di saluto per loro è una cosa ridicola. Dare la mano è già molto intimo. Tant'è che il nostro amico: salutando un'infermiera con due baci, si è meritato la derisione da tutto il personale presente. :shock: ;)
E' tornato a casa dimagrito: li si sentiva super attivo perchè non c'era mai buio. Andava a dormire a mezzanotte, all'una arrivava il buio : che non era proprio tale, assomigliava piuttosto ad un blu. E poi alle 3.00 già sorgeva l'alba di una nuova giornata di luce.
Grazie di averci resi partecipi della tua esperienza, Alessandro. :D



Skyes 15 ottobre

G E R M A N I A..Immagine


E’ arrivata anche la Germania: Änne ci dà qualche informazione sul percorso dello studente d’Infermieristica tedesco.

In Germania la formazione dura 3 anni. Non è un’educazione Universitaria.

Il titolo di infermiere professionale, tuttavia, è stato cambiato. Il nuovo titolo è “Infermiere Sanitario Ordinario”, che in tedesco corrisponde a “Krankenschwester” per le donne e “Krankenpfleger” per gli uomini.

L’infermiere ha l’opportunità di completare, in Germania, una formazione specializzata; dopo due anni di esperienza professionale e due anni di formazione continua nei seguenti dipartimenti: psichiatria, anestesia, terapia intensiva, endoscopia ed altri.
Inoltre, esiste la possibilità di studiare nursing. Durante il percorso di studi si può scegliere tra diversi rami: la teoria di cura educativa, la gestione e management infermieristico, l’infermieristica basata sulle evidenze scientifiche, e altre.
Gli infermieri che lavorano negli ospedali, che sono perseguiti dalla città o distretto amministrativo, hanno un salario calcolato per scatti. Lo stipendio è classificato, quindi, per anni di servizio e di qualifica.
Un infermiere neo-laureato guadagna circa 1.500,00 euro.
Supponendo che un infermiere si sia diplomato nell’usuale percorso di studi: all'età di 35 anni guadagnerà circa 1.700 € netti. I contributi per l'assicurazione sanitaria vengono trattenuti alla fonte. Änne vive a 60 kilometri da Monaco di Baviera, ad Augusta.
Si diplomerà quest’anno: spera di riuscire a convertire il titolo per lavorare in Gran Bretagna, altre sue colleghe parlano con entusiasmo anche di Svizzera ed Austria. Quest’ultima più vicina e facilmente accessibile.
Come sono stati per loro questi tre anni? Il tirocinio sembra essere stato piuttosto grigio: “Le vecchie infermiere sono molto rigide e non hanno tempo per spiegare le cose a noi studenti, è stata un’ esperienza molto dura, e ci mette voglia di scappare dalla Germania”.
Caspita, quante volte ho sentito la stessa frase pronunciata in italiano.
Il mondo dell’infermieristica ci accomuna più di quanto si possa immaginare.

Grazie delle informazioni Änne, spero tu riesca a realizzare il tuo sogno.

 

Domenico1986 5 marzo 2010

I N F E R M I E R I S T I C A.....
N A V A L E

Io ho fatto un'epserinza un pò atipica: non posso dire di aver lavorato in un paese europeo, ma in italia...l'unico particolare è che ho lavorato su una nave che batteva bandiera italiana, ma che il lavoro era letteralmente differente di un qualsiasi lavoro come infermiere in italia.
la compagnia o armatore dove prestavo servizio è di una nota compagnia di crociere italiana e all'infermiere veniva richiesto di occuoparsi dell'assistenza al medico durante le visite medeiche ai passeggeri e all'equipaggio, allo stoccaggio e conservazione dei farmaci, alla gestione della terapia, alla corretta gestione dell'ospedale di bordo, alla vendida dei farmaci in farmacia, all'uso e manutenzione degli apparecchi medicali, quali strumenti per l'esecuzione degli esami di laboratorio, l'appatrecchio per eseguire le radiografie.
infine l'assistenza e il controllo sanitario a bordo: corretta manipolazione degli alimenti, da parte del personale alimentarista, controllo e monitoraggio delle acque imbarcate, ispezioni delle mani del personale alimentarista.
infine fiumi e fiumi di burocrazie! dulcis in fundo: mantenere i contatti con l'agenzia portuale.



Skyes 27 maggio 2010

Studiare Infermieristica in Inghilterra


In England la qualifica minima per poter esercitare come infermiere è il diploma. I corsi sono tutti di un minimo di 3 anni: 50% di ore accademiche e 50% di tirocinio.
Il livello successivo è "L'Advance diploma" - diploma avanzato, il quale richiede impegno per altri 60 punti accademici corrispondenti ad un monte ore e di tirocinio simile ai CFU Italiani.
Infine vi è la laurea in infermieristica: si ottiene seguendo, nel primo anno, corsi comuni a quelli di diploma di primo livello, e negli anni successivi lo studio nella branca specialistica. Rispetto al diploma di primo grado vi è un impegno accademico e di tirocinio di ulteriori 120 punti - vedi sopra.

Diploma di primo grado:.................,,,.......... 3 anni di studio.

Diploma di primo grado + di grado avanzato: ......3 anni e mezzo di studio.

Laurea in Infermieristica: ........................... 4 anni di studio.

Oltre alle differenze accademiche vi sono anche delle differenze finanziare. Nel Corso di diploma e di diploma avanzato gli studenti possono beneficiare di una borsa di studio completa, non reddito-dipendente. Inoltre i primi hanno un ulteriore possibilità di stipulare un "Prestito per studio", mentre nel corso avanzato non è possibile.
Gli studenti del Corso di Laurea possono solo ottenere una borsa di studio reddito-dipendente.
Avere un diploma o una laurea non fa differenza per le qualifiche.
L'avanzamento di carriera potrebbe entrare in gioco per alcuni tipi di posizioni più manageriali come "Coordinatore Infermieristico" , o per la specializzazione nelle aree "Area Critica", "Area Psichiatrica" ecc... in quanto la specializzazione avviene con la laurea specialistica in tale settore (= 4° anno di studio).
Lo studente inglese deve considerare - qualora voglia fermarsi al solo diploma di primo livello - che tale non è riconosciuto in tutti gli Stati Europei, ed attualmente consente di lavorare negli Stati Uniti solo con alcune convenzioni.

..Immagine Immagine bye bye



Skyes 7 settembre 2010

I R L A N D A

Alessandro, collega infermiere, è stato in Irlanda nel mese di luglio, ecco cosa ci racconta:
"Irlanda ed Uk sono molto diverse riguardo alla formazione ed esercizio della professione infermieristica.
Mi hanno raccontato di quanto siano in difficoltà i neo-infermieri irlandesi : non ci sono posti di lavoro. Parlano già di trasferta negli Stati Uniti, o nella vicina Londra.
Tre anni di Università e poi specializzazioni rassomiglianti ai nostri master.
Non serve una certificazione dell'inglese per lavorare ma c'è un esame composto da 3 parti molto duro: orale, scritto e pratico. Composto da una commissione facente parte del collegio professionale.
Negli anni passati il privato ha preso piede, ora quasi tutti hanno un'assicurazione privata. I tempi di attesa nel pubblico sono allucinanti.
Sono presi peggio di noi: proprio perchè il pubblico è un pò un disastro e spesso la gente non può permettersi un'assicurazione e rimane scoperta.
Come da noi l'Ipasvi in Irlanda esiste il "An board Altranais": ove gli infermieri hanno obbligo di registrazione per esercitare.
Ha le seguenti funzioni:
- provvede alla formazione e tirocinio dello studente d'infermieristica;
- verifica la condotta professionale degli iscritti; indaga su errori gravi, si accerta se questi siano causati da problemi fisici o sopraggiunta disabilità mentale del professionista;
- Guida la professione;
- Gestisce il "Centro per la Carriera Infermieristica", con patto sigliato nel 1998, per facilitare un sistema centralizzato di selezione del personale per l'insermento nel mondo del lavoro. Promuove la carriera infermieristica.


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Aggiungo che il post è aggiornato dai tanti colleghi che hanno indicato siti dato suggerimenti, sfatato miti e leggende.

LINK al forum

 

 

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