E' difficile fare un discorso generale, ci sono tante situazioni in cui il paziente deve stare a riposo e altre in cui deve alzarsi obbligatoriamente dopo un intervento chirurgico.

Ma con tutte le situazioni possibili che ci sono riusciamo ad avere il controllo e a valutarle correttamente? 

 Vorrei riportare un caso semplice ma che forse è più frequente di quello che non si crede.

Anziano 75 anni, deambula con bastone ed è autonomo, ma di poche parole con gli estranei, viene ricoverato per ematuria, la degenza dovrebbe essere di alcuni giorni per accertamenti.

Non viene alzato per nulla tanto ci pensano i familiari, il letto è sotto la finestra e sviluppa un focolaio.

Dopo 2 settimane è allettato la polmonite è passata e va a casa dove riprende a camminare dopo 1 mese di paziente riabilitazione, grazie alla cura dei propri familiari.

Un caso come tanti che è capitato al mio povero nonno.

Ma la domanda è, riusciamo a distinguere fra il limite della necessità per il paziente e quella che viene dettata dalle esigenze organizzative.

Quando ci viene detto che un paziente è a rischio caduta, è allettato d'ufficio con catetere vescicale?

La mancanza di personale o di organizzazione è sempre vera o una scusa per non assumersi la responsabilità di alzare un paziente che vuoi mai essere poi chiamato demansionato.

Al lavoro abbiamo limiti e possibilità, facciamo scelte professionali o di comodo.

Alzare un paziente è demansionante se lo fa un infermiere, mentre se lo fa il fisioterapista è professionale, la differenza è che il fisioterapista sa quello che fa e conosce un termine specifico per ogni movimento.

La differenza è un linguaggio professionale che il fisioterapista ha e l'infermiere si rifiuta di avere, così può fare spallucce e non alzare il paziente... perchè non è formato o perchè lo deve fare solo l'OSS.

Riusciamo a lavorare secondo le nostre possibilità o abbiamo definito limiti che ci sono/siamo imposti e il lavoro diventa ogni giorno più stretto?

 

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