Tubercolosi e infermieri, periodo estivo più a rischio

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La Tubercolosi (TBC) è una malattia presente nel nostro paese da tempo immemorabile ed è stabile da oltre 20 anni, oggi la sua mortalità è ridotta, ma se non trattata supera il 50%.

Solitamente questa malattia attacca i polmoni per cui ha una diffusione del contagio per via aerea ma può comunque causare lesioni in altri organi con danni importanti. Come infermieri siamo i più esposti e proprio agosto è il mese in cui siamo più a rischio.

Guardando Wikipedia la descrizione che ne fanno è chiara e semplice:

"La tubercolosi o tisi o poriformalicosi, in sigla TBC, è una malattia infettiva causata da vari ceppi di micobatteri, in particolare dal Mycobacterium tuberculosis, chiamato anche Bacillo di Koch.[1]

La tubercolosi attacca solitamente i polmoni, ma può colpire anche altre parti del corpo.  Si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse.[2] I sintomi classici sono una tosse cronica con espettorato striato di sanguefebbre di rado elevata, sudorazionenotturna e perdita di peso."

Quindi, il nostro assistito potrebbe riferirci che la tosse non gli da pace da mesi che ha sudorazioni e che è dimagrito.

Però ad agosto chi da peso a questo fenomeno?

Secondo me una possibile spiegazione è che ad agosto la tosse potrebbe non essere presa in considerazione perchè frequentemente è dovuta all'aria condizionata e gli sbalzi termici.

Essendo le temperature nettamente più alte rispetto al resto dell'anno è normale che sia presente una sudorazione più abbondante. 

Infine, il caldo eccessivo e l'alto tasso di umidità potrebbero ridurre il senso di fame così da far passare inosservato o motivare la perdita di peso corporeo.

Cosa fare se il nostro assistito ha problemi respiratori?

Tutti hanno protocolli per le infezioni respiratorie, però chi dice al proprio assistito: "aspetti un secondo che vado a mettere la mascherina e torno", mentre magari il paziente è in sala d'attesa al PS davanti a tutti, penso nessuno.

(Articolo scritto nel 2014, oggi dopo la pandemia Covid-19 è aumentata molto l'attenzione nei confronti dei sintomi respiratori, in particolare nei PS per tutelare sia gli operatori che gli altri pazienti).

La cosa più semplice è non porsi difronte al paziente, invitarlo ad usare un fazzoletto e a tenerlo davanti alla bocca in un primo momento e subito dopo e proporgli una mascherina.

Cosa si fa quando il medico decide di indagare la presenza della TBC?

La diagnosi si basa sull'esame radiologico (comunemente una radiografia del torace), un test cutaneo alla tubercolina, esami del sangue e l'esame microscopico e coltura microbiologica dei fluidi corporei.

La tempistica di risposta a questi esami non è nell'ordine di ore per cui prendere precauzioni nell'attesa di una risposta negativa è d'obbligo.

Dobbiamo anche verificare che noi stessi non abbiamo quei sintomi senza pensare che siano dei semplici malesseri di stagione o altre ma consultare il medico e fare le analisi il prima possibile.

Con il caldo viene sottovalutata la possibilità di essere affetti da TBC e il problema grosso è che, come operatori sanitari, siamo a contatto con decine di persone ogni giorno.

Il caso di un infermiere affetto da TBC aperta che contagia altri non è nuovo, la profilassi risolve per tempo eventuali epidemie ma siamo noi che possiamo per primi dare l'allarme per la nostra salute e dei nostri cari.

Qual è il trattamento in caso di TBC? 

Il trattamento è difficile e richiede l'assunzione di antibiotici multipli per lungo tempo. La resistenza agli antibiotici è un problema crescente nell'affrontare la malattia.

La prevenzione si basa su programmi di screening e di vaccinazione con il bacillo di Calmette-Guérin.

Una volta negativizzato il torace, il paziente può uscire dal reparto infettivi andare in medicina o al domicilio per perseguire una terapia per via orale e riprendere una vita normale.

Conclusione

Il periodo estivo è forse quello più a rischio, non ne abbiamo la certezza assoluta, potrebbero essere i giornali ad avere meno argomenti di cui parlare date le ferie dei politici e VIP e per questo parlano dei casi, oppure effettivamente è un periodo dell'anno in cui la sintomatologia si confonde con malesseri passeggeri. 

Come infermieri abbiamo accesso alla vaccinazione anche se la TBC come tanti batteri sta sviluppando resistenze e si sta modificando, è utile per essere comunque maggiormente protetti.

Il batterio ottiene la resistenza agli antibiotici a causa di mutazioni geniche che modificano i punti di attacco dell'antibiotico, questi batteri resistenti si moltiplicano per duplicazione ed inoltre trasmettono la propria resistenza ad altri batteri filogeneticamente affini attraverso i plasmidi.

La riduzione del numero di antibiotici efficaci ha determinato un uso mirato degli antibiotici e la formazione del Gruppo Italiano Stewardship Antimicrobica (LINK).

In pratica se il MMG o il dentista consigliano l'amoxicillina come antibiotico ad ampio spettro, non vedrò utilizzato lo stesso antibiotico in sala operatoria come profilassi, si deve usare un prodotto diverso dove la probabilità di incontrare batteri resistenti è bassa. 

I disinfettanti sono sostanze che hanno un'azione biocida ovvero uccidono i microrganismi in diversi modi, ma i batteri si adattano ed acquisiscono resistenza ai disinfettanti modificando il loro DNA presente nei plasmidi e quindi modificano i punti di attacco dell'antibiotico o del disinfettante.

Le soluzioni alcoliche hanno una concentrazione di alcool efficace, ma l'alcol evapora e la presenza di concentrazioni non efficaci seleziona i batteri che producono biofilm, Slany et al., AEM 2017.

Bibliografia

Foto di Semevent da Pixabay