Come comportarsi quanto un ricoverato chiede informazioni sul suo stato di salute, esiste una normativa di riferimento che giustifica un comportamento corretto?

Si la normativa di riferimento è quella della privacy Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nello specifico l'articolo 84.

 

Quando un cittadino viene ricoverato firma l'informativa della privacy, un foglio più o meno articolato più o meno scritto in piccolino che nessuno di solito legge e che nemmeno noi operatori leggiamo.

Con una super sintesi i dati sanitari sono tutelati dalla legge e quando un nostro assistito è ricoverato i dati che gli riguardano sono si di sua proprietà ma ha firmato un foglio dove accetta e richiede il rispetto di una specifica procedura di gestione dei dati.

La normativa sulla privacy all'articolo 84 da delle regole chiare sulla comunicazione dei dati.


Art. 84. Comunicazione di dati all'interessato

1. I dati personali idonei a rivelare lo stato di salute possono essere resi noti all'interessato o ai soggetti di cui all'articolo 82, comma 2, lettera a), da parte di esercenti le professioni sanitarie ed organismi sanitari, solo per il tramite di un medico designato dall'interessato o dal titolare. Il presente comma non si applica in riferimento ai dati personali forniti in precedenza dal medesimo interessato.


2. Il titolare o il responsabile possono autorizzare per iscritto esercenti le professioni sanitarie diversi dai medici, che nell'esercizio dei propri compiti intrattengono rapporti diretti con i pazienti e sono incaricati di trattare dati personali idonei a rivelare lo stato di salute, a rendere noti i medesimi dati all'interessato o ai soggetti di cui all'articolo 82, comma 2, lettera a). L'atto di incarico individua appropriate modalità e cautele rapportate al contesto nel quale è effettuato il trattamento di dati.

 

Questo fa si che nello specifico se ci viene chiesto il dato che rileviamo temperatura, pressione ecc. siamo nel contesto di riferire al paziente un dato contestuale.

Però la frase solo per il tramite di un medico designato implica inevitabilmente che non siamo tenuti a dare informazioni al paziente o ai suoi familiari sull'andamento specifico del ricovero salvo che non ci siano espresse procedure aziendali.

 

Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 LINK

 

 

 

 

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