master online infermieri

Sentenze e leggi

L'infermiere è responsabile dell'assistenza erogata, l'attività infermieristica è sempre più complessa ed espone a rischi di errore, l'aumento della complessità assistenziale e la presenza di casi con comorbilità complesse espone l'infermiere a ricorsi da parte dei pazienti.

  Il cambio della divisa degli infermieri in ambito lavorativo è equivalente al cambio della tuta di lavoro che in pratica vuol dire, si timbra la presenza e si è in orario di servizio, quindi ci si cambia e si va a lavorare. Adesso invece, tutti gli infermieri, timbrano anche 15 minuti prima, si cambiano e sono in reparto dall'orario che viene considerato lavorativo.

Se ci fosse stato tolto un diritto che fare?

AADI ha fatto ricorso e ha vinto, vi ripropongo il comunicato AADI a cura del Dott. Carlo Pisaniello...

E' di questi giorni nel web alcuni titoli di solidarietà verso due colleghe ritenute colpevoli di lesioni gravi per la fuoriuscita di un farmaco durante l'infusione con pompa infusionale in una vena periferica.

Non sono d'accordo mi sembra solo una situazione equivoca di negligenza e/o superficialità o di errata valutazione visto forse l'orario. Alcune premesse...

IL DL 8 aprile 2003, n. 66 è un attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro. (GU n.87 del 14-4-2003 - Suppl. Ordinario n. 61 ).

L'articolo 5 riporta indicazioni e limiti del lavoro straordinario.

 

Innanzitutto Buon'Anno, ma cosa c'entra una legge per i giornalisti con gli infermieri?

La legge del 31 dicembre 233 titolata "equo compenso nel settore giornalistico" è l'ultimo atto di questo governo e dei nostri politici incapaci di vedere i problemi reali e di fare solo leggi di settore a favore di qualcuno, in questo caso i giornalisti.

La legge Bersani del 2007 ha vietato ad ordini e collegi di stabilire dei minimi, causando una gara al ribasso delle tariffe che per gli infermieri si aggirano a pochi euro/ora...

Come comportarsi quanto un ricoverato chiede informazioni sul suo stato di salute, esiste una normativa di riferimento che giustifica un comportamento corretto?

Si la normativa di riferimento è quella della privacy Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nello specifico l'articolo 84.