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aranIl ccnl sanità 2016-2018 entra nel merito per la formazione degli operatori sanitari del comparto, tutti inclusi senza differenze tra OSS e infermieri.

In particolare il ccnl riporta il blocco alla partecipazione delle selezioni interne per chi è soggetto all'obbligo dei crediti ECM, in pratica viene definita la prima vera sanzione in mancanza di questi crediti.

Attenzione, questo implica che se una selezione interna non valuta i corsi ECM, visto che è un criterio di esclusione di un partecipante, un ricorrente o i sindacati attenti potrebbero impugnare la selezione e farla annullare.

Sono tre gli articoli del CCNL il 53, 54 e 55 in poche pagine danno delle indicazioni molto chiare.

L'articolo 53 ci restituisce un quadro generale di cosa deve rappresentare la formazione nelle aziende sanitarie e per il lavoratore, ma bisogna tener presente  che la formazione di cui si scrive non è solo quella ECM ma viene intesa per tutti gli operatori sanitari. 

L'articolo 54 definisce meglio i destinatari della formazione (tutta non solo quella ECM) e quanti soldi può spendere l'azienda sanitaria, ovvero l'1% del monte salari del comparto questo vuol dire una media di circa 200-300 euro a dipendente.

La spesa dell'1% sembra tanto, ma la partecipazione ad un evento ECM del dipendente è in orario di servizio e l'orario di lavoro ha un costo perciò alla fine è il maggior costo che l'azienda deve sostenere, quindi va pianificata bene.

Come ridurre la spesa? Proponendo corsi FAD che il dipendente può fare a casa propria fuori orario.

L'articolo specifico per la formazione ECM è il 55 e ci dice che l'azienda sanitaria si deve impegnare a fare formazione ECM, per chi a l'obbligo degli ECM ma questo non toglie che deve fare formazione anche per gli altri dipendenti.

Molto interessante è il comma 4 che introduce una "sanzione" in caso di non acquisizione dei crediti ECM e riporta che se un dipendente nel triennio non ha i crediti, non può partecipare alle selezioni interne per il triennio successivo.

Gli articoli offrono delle opportunità agli operatori sanitari che si vogliono formare; le aziende sanitarie che investono delle risorse economiche se non utilizzate non si accumuleranno negli anni successivi, ma anzi saranno solo un occasione sprecata.

 

Capo VI Formazione del personale

Art. 53 Principi generali e finalità della formazione

Nel quadro dei processi di riforma e modernizzazione della pubblica amministrazione, la formazione del personale svolge un ruolo primario nelle strategie di cambiamento dirette a conseguire una maggiore qualità ed efficacia dell’attività delle Aziende ed Enti.

2. Per sostenere una efficace politica di sviluppo delle risorse umane, le Aziende ed Enti assumono la formazione quale leva strategica per l’evoluzione professionale e per l’acquisizione e la condivisione degli obiettivi prioritari della modernizzazione e 55 del cambiamento organizzativo, da cui consegue la necessità di dare ulteriore impulso all’investimento in attività formative.

3. Le attività di formazione sono in particolare rivolte a:

  • valorizzare il patrimonio professionale presente nelle Aziende ed Enti;
  • assicurare il supporto conoscitivo al fine di assicurare l’operatività dei servizi migliorandone la qualità e l’efficienza;
  • garantire l’aggiornamento professionale in relazione all’utilizzo di nuove metodologie lavorative ovvero di nuove tecnologie, nonché il costante adeguamento delle prassi lavorative alle eventuali innovazioni intervenute, anche per effetto di nuove disposizioni legislative;
  • favorire la crescita professionale del lavoratore e lo sviluppo delle potenzialità dei dipendenti in funzione dell’affidamento di incarichi diversi e della costituzione di figure professionali polivalenti;
  • incentivare comportamenti innovativi che consentano l’ottimizzazione dei livelli di qualità ed efficienza dei servizi pubblici, nell’ottica di sostenere i processi di cambiamento organizzativo.

Art. 54 Destinatari e processi della formazione

1.Le attività formative sono programmate nei piani della formazione del personale. I suddetti piani individuano le risorse finanziarie da destinare alla formazione, ivi comprese quelle attivabili attraverso canali di finanziamento esterni, comunitari, nazionali o regionali.

2. Le iniziative di formazione del presente articolo riguardano tutti i dipendenti, compreso il personale in distacco sindacale. Il personale in assegnazione temporanea presso altre amministrazioni effettua la propria formazione nelle amministrazioni di destinazione, salvo per le attività di cui al comma3.

3. Nell’ambito dei piani di formazione sono individuate attività di formazione che si concludono con l’accertamento dell’avvenuto accrescimento della professionalità del singolo dipendente, attestato attraverso certificazione finale delle competenze acquisite, da parte dei soggetti che l’hanno attuata.

4. I piani di formazione possono definire anche metodologie innovative quali formazione a distanza, formazione sul posto di lavoro, formazione mista (sia in aula che sul posto di lavoro), comunità di apprendimento, comunità di pratica.

5. Le Aziende ed Enti possono assumere iniziative di collaborazione con altre aziende, enti o amministrazioni finalizzate a realizzare percorsi di formazione comuni ed integrati.

6. Il personale che partecipa alle attività di formazione organizzate dall’Azienda o Ente è considerato in servizio a tutti gli effetti. I relativi oneri sono a carico della stessa Azienda o Ente.

7. Le attività sono tenute, di norma, durante l’orario ordinario di lavoro. Qualora le attività si svolgano fuori dalla sede di servizio al personale spetta il rimborso delle spese di viaggio, ove ne sussistano i presupposti.

8. Le Aziende ed Enti individuano i dipendenti che partecipano alle attività di formazione sulla base dei fabbisogni formativi, garantendo comunque pari opportunità di partecipazione. In sede di organismo paritetico di cui all’art. 7, possono essere formulate proposte di criteri per la partecipazione del personale, in coerenza con il presente comma.

9. Le Aziende ed Enti curano, per ciascun dipendente, la raccolta di informazioni sulla partecipazione alle iniziative formative attivate in attuazione del presente articolo, concluse con accertamento finale delle competenze acquisite.

10. Nell’ambito dell’Organismo paritetico di cui all’art. 7:

a) possono essere acquisiti elementi di conoscenza relativi ai fabbisogni formativi del personale;

b) possono essere formulate proposte all’Azienda o Ente, per la realizzazione delle finalità di cui al presente articolo; c) possono essere realizzate iniziative di monitoraggio sulla attuazione dei piani di formazione e sull’utilizzo delle risorse stanziate.

11. Nell’ambito dei piani di formazione, possono essere individuate anche iniziative formative destinate al personale iscritto ad albi professionali, in relazione agli obblighi formativi previsti per l’esercizio della professione.

12. Al finanziamento delle attività di formazione si provvede utilizzando una quota annua non inferiore all’1% del monte salari relativo al personale destinatario del presente CCNL, comunque nel rispetto dei vincoli previsti dalle vigenti disposizioni di legge in materie. Ulteriori risorse possono essere individuate considerando i risparmi derivanti dai piani di razionalizzazione e i canali di finanziamento esterni, comunitari, nazionali o regionali.

Art. 55 Formazione continua ed ECM

1. Ferma restando la formazione obbligatoria e facoltativa di cui al precedente articolo, la formazione continua di cui all’art. 16 bis e segg. del D.Lgs. n 502/1992 è da svolgersi sulla base delle linee generali di indirizzo dei programmi annuali e pluriennali individuati dalle Regioni e concordati in appositi progetti formativi presso l’Azienda o Ente.

2. L’Azienda e l’Ente garantiscono l’acquisizione dei crediti formativi previsti dalle vigenti disposizioni da parte del personale interessato nell’ambito della formazione obbligatoria. Il personale che vi partecipa è considerato in servizio a tutti gli effetti ed i relativi oneri sono a carico dell’Azienda o Ente. La relativa disciplina è, in particolare riportata nei commi 8 e seguenti del precedente articolo (Destinatari e processi della formazione) come integrata dalle norme derivanti dalla disciplina di sistema adottate a livello regionale.

3. Le parti concordano che - nel caso di mancato rispetto della garanzia prevista dal comma 2 circa l’ acquisizione nel triennio del minimo di crediti formativi da parte del personale interessato - non trova applicazione la specifica disciplina prevista dall’art. 16 quater del D.Lgs. 502 del 1992. Ne consegue che, in tali casi, le Aziende ed Enti non possono intraprendere iniziative unilaterali per la durata del presente contratto.

4. Ove, viceversa la garanzia del comma 2 venga rispettata, il dipendente che senza giustificato motivo non partecipi alla formazione continua e non acquisisca i crediti previsti nel triennio, non potrà partecipare per il triennio successivo alle selezioni interne a qualsiasi titolo previste.

5. Sono considerate cause di sospensione dell’obbligo di acquisizione dei crediti formativi il periodo di gravidanza e puerperio, le aspettative a qualsiasi titolo usufruite, ivi compresi i distacchi per motivi sindacali. Il triennio riprende a decorrere dal rientro in servizio del dipendente.

6. Al fine di ottimizzare le risorse disponibili per garantire la formazione continua a tutto il personale del ruolo sanitario destinatario dell’art. 16 bis citato al comma 1 e, comunque, la formazione in genere al personale degli altri ruoli, nelle linee di indirizzo sono privilegiate le strategie e le metodologie coerenti con la necessità di implementare l’attività di formazione in ambito aziendale ed interaziendale, favorendo metodi di formazione che facciano ricorso a mezzi multimediali ove non sia possibile assicurarla a livello interno.

7. La formazione deve, inoltre, essere coerente con l’obiettivo di migliorare le prestazioni professionali del personale e, quindi, strettamente correlata alle attività di competenza in base ai piani di cui al comma 1. Ove il dipendente prescelga corsi di formazione non rientranti nei piani suddetti ovvero corsi che non corrispondano alle suddette caratteristiche, la formazione - anche quella continua - rientra nell’ambito della formazione facoltativa per la quale sono utilizzabili gli istituti del “Diritto allo studio” e dei “Congedi per la formazione”.

Art. 56 Decorrenza e disapplicazioni

1.Con l’entrata in vigore del presente capo ai sensi dell’art.2, comma 2, del presente CCNL (Durata, decorrenza, tempi e procedure di applicazione del contratto), cessano di avere efficacia i seguenti articoli: 58 - art. 29 del CCNL del 7.4.1999, ad eccezione dei commi 14, 15, 16 e 17, e art. 20 del CCNL del 19.4.2004, ad eccezione del comma 8 (Formazione e aggiornamento professionale ed ECM).

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Avatar di nino
nino ha risposto alla discussione #1457 4 Mesi 3 Settimane fa
Mi è parso di capire in riferimento all'art. 55 comma 2 che l'azienda garantisce l'acquisizione dei crediti ma se non lo fà decade ciò che è previsto nell' art 16 quater dlgs 502/92 ( requisito indispensabile per svolgere l'attività professionale. ) Quindi se l'azienda ti organizza i corsi ma sei tu che non ti interessi non puoi partecipare alle selezioni interne? oppure l'azienda è responsabile in qualche modo per la mancata formazione?
Avatar di Ognibene Franco
Ognibene Franco ha risposto alla discussione #1433 5 Mesi 6 Giorni fa
Il ccnl non ha tenuto presente e che ci possono essere situazioni in cui si é esenti o esonerati dai crediti ecm.
Il non avere i crediti per un master, non implica che in caso di selezione il master faccia punteggio utile.