La rivista professione infermiere del collegio di Bologna, riporta:

... la sanità privata non ha il vincolo di esclusività esso prevede la possibilità di svolgere una seconda attività lavorativa retribuita, come unico limite...non fare concorrenza..

Ma siamo così sicuri...

 

IL CCNL sanità dell'AIOP (link) a cui fanno capo quasi tutti gli ospedali e le case di cura private riporta:

 

NORME COMPORTAMENTALI E DISCIPLINARI

Art. 38 - Comportamento in servizio

Il lavoratore, in relazione alle particolari esigenze dell’assistenza sanitaria, deve improntare il proprio comportamento al rispetto ed alla comprensione dell’assistito, ispirandosi ai principi della solidarietà umana e subordinando ogni propria azione alla consapevole necessità e responsabilità della sua assistenza.

Il lavoratore deve rispettare l’impostazione e la fisionomia propria della struttura ove opera ed attenersi alle disposizioni impartite dall’Amministrazione

secondo la struttura organizzativa interna in cui opera ed osservare in modo corretto i propri doveri.

E’ fatto divieto al lavoratore di prestare la propria attività al di fuori delle strutture di appartenenza anche in caso di sospensione cautelativa.

La prestazione di lavoro a carattere continuativo esplicata al di fuori del rapporto di lavoro, con esclusione dei dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale, costituisce giustificato motivo per la risoluzione del rapporto di lavoro.

 

Un documento del sito Nursind Ancona sul Doppio Lavoro (link) riporta:

 

3. Relativamente, invece, all'infermiere che ha un rapporto di lavoro con una amministrazione privata, le limitazioni allo svolgimento di una seconda attività retribuita, che sia essa svolta in regime di dipendenza o in autonomia, sono determinate da due elementi, il primo è rappresentato dalla impossibilità di trattare affari per conto proprio o di terzi in concorrenza con l'impresa nella quale svolge la sua attività principale, il secondo limite è rappresentato dal fatto che l'attività aggiuntiva non pregiudichi in alcun modo il rendimento del lavoratore nello svolgimento della sua attività principale. Inoltre nei contratti di lavoro di diritto privato è necessario porre attenzione ad eventuali clausole aggiuntive che si possono richiedere l'esclusività del rapporto di lavoro. Tuttavia, al fine di evitare incomprensioni e l'insorgenza di eventuali vertenze, si consiglia sempre di inoltrare formale informazione al datore di lavoro per eventuali nuove attività aggiuntive che si intendano intraprendere.

 

Con il datore di lavoro esistono anche degli obblighi di segretezza e fedeltà.

Però il nocciolo è come lavorare nel privato e avere la partita iva o altri contratti?

Secondo me la procedura corretta la suggerisce il  Nursind, quindi sondare il parere dei dirigenti e fare una richiesta scritta chiedendo l'autorizzazione ad intraprendere un ulteriore attività lavorativa.

Tutelarsi con una comunicazione scritta non guasta.

 

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