Il detto "la pubblicità è l'anima del commercio" può essere l'incipit per riflessioni semplici, che proprio perchè semplici si trovano in profonda discrepanza con la situazione degli infermieri liberi professionisti.

La pubblicità è l'anima del commercio, senza pubblicità il commercio perde e la nostra società esiste grazie al commercio e gli infermieri che fanno?

I liberi professionisti hanno un ruolo difficilisissimo perchè nel offrire le proprie prestazioni a pagamento sondano e provano sulla loro pelle quello che è il valore in euro, che la società ci dà o che la categoria è riuscita a farsi valere.

I giovani colleghi che si sono messi da poco in gioco con la libera professione o i colleghi più esperti che sono da anni in regime libero professionale lo sanno la visibilità della libera professione è prossima a zero.

L'infermiere libero professionista ha vincoli nazionali dettati da regole decise a livello nazionale dalla FNC, che di fatto non danno un indirizzo ma determinano un obblico dei liberi professionisti ad avere tutti le stesse cose.

Questa non è pubblicità.

Pubblicità, wikipedia la definisce:

Con il termine pubblicità si intende quella forma di comunicazione di massa usata dalle imprese per creare consenso intorno alla propria immagine, con l'obiettivo di conseguire i propri obiettivi di marketing. La caratteristica principale della comunicazione pubblicitaria è di diffondere messaggi preconfezionati a pagamento attraverso i mass-media. L'obiettivo è che il consenso si trasformi in atteggiamenti o comportamenti positivi da parte del pubblico o consumatore che non consistono solo o semplicemente nell'acquisto del prodotto o servizio. La pubblicità informa, persuade, seduce il pubblico ed è ritenuta corretta se fidelizza l'utente finale in base a principi civili e umanizzanti.

(LINK)

Per l'infermiere libero professionista è obbligatorio andare sul proprio collegio e vedere le regole decise su come presentare la propria immagine professionale ad un pubblico sempre più esigente.

L'infermiere libero professionista è obbligato a seguire le indicazioni del suo collegio e ci troverà una sezione che riporta al dovumento con le linee guida della FNC (LINK).

 

Ovviamente se tutti gli infermieri libero professionisti agiscono così, non si tratta di pubblicità.

Se ricordo bene la FNOMCEO è stata sanzionata perchè nel codice deontologico aveva uno o due o tre aricoli che riportano:

sanzione ordine medici

LINK documento

 

L'antitrust (LINK) agisce su segnalazione e propbabilmente alla fine forse a tutti va bene così, il risultato è che oggi i medici si fanno la pubblicità come preferiscono ed avranno un professione che tornerà a crescere come valore economico e di immagine, due aspetti che sono legatissimi in una società consumistica come la nostra.

Ad oggi l'unico modo di farsi pubblicità per un infermiere è associarsi per avere più risorse e meno vincoli, oppure aprirsi una pagina web dato che oggi tutti hanno uno smartphone e l'infermiere se lo cercano nel web.

Nella definizione stessa di pubblicità data da wikipedia c'è una chiave che potrebbe essere l'unica indicazione come linea guida "ritenuta corretta se fidelizza l'utente finale in base a principi civili e umanizzanti" questo farebbe si che ogni infermiere si faccia la pubblicità che vuole.

Pubblicità brutta cosa?

Partendo dal fatto che non mi piace la polemica sterile, vi lascio due domande per capire a che livello è oggi e quanto lavoro c'è da fare:

Una signora che stira o fa le pulizie quanto prende?

Quando vi trovate al mercato e la gente cosa fa, 10 euro per questo, no facciamo 5.

 

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