hospice 1761276 640OSS è l’acronimo di operatore socio sanitario, è una figura professionale che si occupa di diverse mansioni in ambito sanitario, fra queste la più importante è la cura della persona anziana.

Chiunque potrebbe essere in grado di svolgere quelle attività, ma se la nostra società apprezza chi ha cura di un cane, non ha le stesse attenzioni per gli anziani.

L'OSS lavora in due settori principali, sociale e sanitario.

L'ambito sanitario è quello ospedaliero e a seconda del settore si deve adattare a lavorare integrandosi in procedure complesse, in ambienti ad alta tecnologia come ad esempio le sale operatorie dove si effettuano i trapianti.

Nell'ambito sociale il settore più rappresentativo è quello della cura degli anziani e spesso per garantire una qualità di vità dignitosa e degna è necessario curare scrupolosamente l'igiene personale dell'anziano stesso.

L'aspetto legato alla cura della persona è veramente importante, se pensate ad una persona che non è in grado di pulirsi e di pulire il proprio ambiente dai propri escrementi, quella persona sia essa anziano, adulto o bambino, potrebbe anche morire per piaghe ed infezioni, una cosa inaudita per una società civile.

La società civile ha il grande paradosso  di prestare un maggiore rispetto alle persone che si dedicano a gestire gli animali domestici che i propri familiari e le persone in difficoltà.

La cura e l'attenzione che l'OSS può offrire durante la sua attività può essere insegnata durante il corso, ma aver cura del proprio assistito è una questione innata, vero che per diventare OSS è necessario fare un corso regionale di 1000 ore suddivise tra teoria (450 ore), tirocinio (450 ore), e 100 ore di esercitazioni pratiche, con un esame finale, ma l'umanità come elemento interiore è l'elemento portante.

Le competenze dell'OSS sono di tipo tecnico, tra i suoi compiti rientrano le piccole medicazioni, la sterilizzazione e sanificazione, svolgere interventi di primo soccorso, da supporto al paziente per l’assunzione di farmaci e prevenire le ulcere da decubito, ma l'attenzione, quello sguardo in più non può essere programmato a richiesta, deve essere stimolato con il rispetto.

Ci sono realtà lavorative molto stressanti ed anomale, come nel caso di Rimini o in tutti quei casi dove la violenza viene considerata normale, ma poi tutto si ferma, davanti ad una persona di buon cuore che denuncia.

L'OSS in molte realtà lavorative sta diventando la figura più vicina al paziente, non solo nell'ambito sociale ma anche in quello sanitario, questo perchè l'infermiere è sempre più impegnato a compilare frettolosamente check list, mentre l'OSS è a contatto con il paziente nei vari momenti della giornata e della malattia. Questo comporta anche una maggiore responsabilità, con l'acquisizione di maggiori conoscenze e capacità di muoversi in un ambiente sempre più a rischio di infezione, determinerà un ruolo attivo nella prevenzione delle infezioni ospedaliere.

L'OSS come infermiere non lavorano da soli e non lavorano alla pari, paradossalmente è l'infermiere che deve essere a disposizione dell'OSS, non è uno scherzo, l'attività lavorativa dell'OSS può essere pianificata e scandita, ma quando un OSS attento nota qualcosa al di fuori degli schemi chiede all'infermiere che deve "essere a disposizione", usando un linguaggio appropriato che vuol dire tecnico, ma anche rispettoso per agire insieme per le decisioni assistenziali, l'effetto è una maggiore consapevolezza dell'infermiere dell'assistenza erogata in reparto.

La complessità tecnologica e relazionale con il paziente e fra gli operatori sanitari rende l'ambiente di lavoro complesso e richiede si un coordinatore e risorse, ma anche una forte volontà individuale che può nascere dalla consapevolezza che lavorare insieme è obbligatorio.

 

 

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