Il corso di laurea sembra non finire mai, ma 3 anni volano e arriva la laurea, Aletheiai su foruminfermieri.it ha posto questa domanda, Terzo anno.. e poi? .

Nel forum si crea una domanda pubblica, che sarà poi letta e rivista nel tempo, i giovani hanno dubbi e perplessità che sono meritevoli di risposte approfondite.

Dopo la laurea lo studio non finisce, ma inizia per comprendere come arrivare al posto di lavoro desiderato in un percorso a ostacoli oggi sempre più complesso.

 

Il giorno della laurea segna la fine dei tre anni di studi, il primo percorso è finito, quello successivo inizia con l'esame di abilitazione e l'iscrizione al collegio degli Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d'infanzia (IPASVI).

L'iscrizione all'IPASVI e il superamento dell'esame, autorizzano ad esercitare come infermieri.

Quindi si inizia la ricerca del lavoro.

Pubblico, privato o misto?

L'infermiere può lavorare nel pubblico a tempo indeterminato si accede tramite i concorso pubblico, oppure a tempo determinato con gli avvisi pubblici.

Il concorso pubblico ha un format tipico e non cambia, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (GU) segna l'inizio dei 30 giorni in cui è possibile inviare la domanda.

L'avviso pubblico per il tempo determinato, non viene pubblicato in (GU) salvo rari casi di RSA del Veneto, di solito ha 15 giorni dalla data di pubblicazione sul Bollettino REgionale, ma a volte arriva a 30 giorni il periodo in cui si può inviare la domanda.

L'avviso a tempo determinato può avere diverse prove come il concorso, può essere solo per titoli o solo per esame, decide l'ASL che lo emette.

I concorsi per infermieri possono essere di più tipi e troverete scritto:

cps infermiere livello D, questa è una descrizione del CCNL Sanità pubblica, dove cps vuol dire Collaboratore Professionale Sanitario,

infermiere cat.D, controllate il CCNL del bando, potrebbe essere di un AIOP o altro, diritti e doveri simili al CCNL sanità ma non si può fare la mobilità con il pubblico,

infermiere cat.C, questi concorsi sono di RSA e case di riposo, la denominazione nasce da CCNL regionali.

Il settore privato è complicato dalle agevolazioni fiscali, il libero mercato del lavoro non esiste, il governo lo influenza regolarmente per favorire un costo più basso, ma prima di preoccuparsi è meglio fare un elenco delle possibilità:

Contratto a tempo indeterminato, adesso a tutele crescenti o job acts,

contratto a tempo determinato,

contratto a tempo determinato per sostituzione di maternità.

Queste tre modalità contrattuali si trovano quando si lavora per un ospedale privato accreditato, un ospedale privato puro o una coop, l'importo dello stipendio sarà variabile a seconda del CCNL e delle indennita, figli o cogniuge a carico ecc.

La libera professione non uguale per tutti perchè ci sono diversi regimi fiscali che creano differenze enormi:

Partita iva a regime ordinario, scarica le spese, paga le tasse secondo le aliquote irpef.

Partita iva a regime forfait, non scarica spese, ma paga un irpef fissa.

Studio associato, ci si unisce e si lavora con la partita iva dello studio, la gestione è complessa, ma tanti colleghi la preferiscono per la sicurezza contrattuale che offre.

Regime misto me lo sono inventato perchè non sapevo come classificarlo, ma in pratica il pubblico che usa assumere a p.iva o subappalta a coop, o le borse di studio date con una scusa e poi ti fanno lavorare o i bandi per contratti a p.iva aperti da onlus che poi ti fanno lavorare nel pubblico, o lo stesso ospedale pubblico che indice bandi dove da un importo orario.

 

 

In un contesto lavorativo così complesso ha senso proseguire dopo i 3 anni e fare i due di laurea magistrale?

Si certo, se nel frattempo si lavora, ma non lavorare per altri 2 anni e rischiare di perdere quel poco di manualità e di capacità che si avevano non ha senso, dato che al termine non si sarebbe infermieri competitivi.

 

Quanto è importante il peso del curriculum per il pubblico e per il privato?

Per il pubblico, nei concorsi hanno più peso le prove, negli avvisi, il curriculum è più importante, basta iniziare a fare le sostituzioni che dopo accumuli anzianità.

Il fatto di fare i primi avvisi nel pubblico a tempo determinato, questi danno punteggio e dopo è più facile venir chiamati per gli avvisi successivi.

Cosa mettere nel curriculum?

Corsi ECM FAD, corsi ed eventi in aula, volontariato in ambulanza (se gratis non fatene troppo), master, quelli online hanno un costo ragionevole ed alcuni non richiedono un tirocinio.

Quindi si struttura il curriculum con tutto quello che ritieni utile al tuo colloquio.

Negli ospedali privati vicini casa, ci si propone di persona e potrebbe capitare di fare un colloquio il giorno stesso.

 

 

Il lavoro con p.iva?

E' il futuro, purtroppo hanno pensato ad un Job act per il lavoro autonomo (LINK), quindi nei prossimi anni potrebbero esserci colleghi che lavorano regolarmente, anche se la nostra professione ha dei problemi enormi legati alla mancanza di un tariffario nazionale (siamo una delle poche professioni sanitarie a non averlo, se non l'unica) e che la p.iva forfait ha la necessità di controllare entrate e spese, in quanto si deve pensare da azienda, ci sono dei limiti fiscali nei regimi agevolati fino a 30.000 euro, poi è un problema.

 

Il lavoro non manca, basta scegliere, si trovano datori di lavoro che rispettano il CCNL alla lettera e chi ne approfitta e crea situazioni al limite della decenza, pensando a quelle RSA dove gli operatori fanno regolarmente violenza ai propri assistiti.

La cosa difficile è scegliere, provare e imparare dagli errori e le proposte che non piacciono vanno salutate con un caloroso "no grazie".

 

E la crescita professionale?

Ci sono due aspetti da considerare, quella individuale, che va curata ed approfondita, si devono comprare libri, fare pratica e confrontarsi con i colleghi che offrono stimoli di crescita, è necessario scegliere.

Per quanto riguarda la crescita della professione è un processo a cui si può partecipare ma è più lento, anche il neolaureato può e deve dare un contributo importante la partecipazione alle attività del proprio collegio, o cercando di sostenere i colleghi che relazionano a congressi Medico/Infermieristici, a volte basta un classico "complimenti bella relazione".

La realtà lavorativa è molto diversa da zona a zona, da momento a momento, anche all'interno della stessa città, chi ha la possibilità di spostarsi aumenta di molto le possibilità di lavoro.

Quando ho iniziato a fare l'infermiere nel 1988 e fino al 2007-2009 quando hanno iniziato ad arrivare i tagli, fare l'infermiere voleva dire avere un lavoro stabile e pensare al proprio futuro.

Oggi vedo colleghi che se vogliono fare una famiglia devono spostarsi di città in città o vivere separati dal proprio partner, quando finalmente arriva il concorsi prendi la città che capita.

Se ieri andare all'estero era un partire all'avventura, oggi è una ricerca di stabilità e sicurezza, i tempi sono cambiati.

La risposta alla domanda del forum Terzo anno.. e poi? è stata più breve, spero di aver reso un idea della complessità e che non è tutto grigio.

 

 

 

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