Lavorare nelle zone difficili perchè in zone disabitate o perchè a rischio di attacchi non è facile perchè il percorso formativo e di selezione del personale passa attraverso un percorso che porta l'infermiere ad essere altamente specializzato.

Ringrazio Mirco che rende l'idea del livello di serietà e di specializzazione richiesto per questa figura.   

Mi chiamo Mirco e sono un infermiere di Melegnano di 44 anni e faccio il Remote Site Medic  dal Novembre 1998.

Da cinque anni a questa parte collaboro con diverse società internazionali, che offrono ai loro clienti (internazionali) personale sanitario per l’assistenza ai dipendenti operanti all’estero presso miniere, cantieri, campi petroliferi, o assistenza a personale operante presso missioni internazionali tipo Nazioni Unite o Comunità Europea. Si è il responsabile sanitario di una specifica zona operativa: responsabile dell’organizzazione della risposta sanitaria di emergenza, della specifica risposta all’emergenza sanitaria, della cura giornaliera al personale operante presso il sito e della formazione dei colleghi locali secondo gli standard internazionali.

 

Come diventare un Remote Site Medic.

Iniziamo dall’inizio: cosa serve per fare l’infermiere all’estero?

-Essere infermiere con un forte background in emergenza e area critica in Italia

-Conoscenza ottima delle lingue straniere, Inglese, Francese, portoghese, ecc.

Mentalità e cultura aperta, esperienza di viaggi, forte capacità di adattamento a nuove situazioni e culture, voglia di mettersi sempre in discussione e in gioco e inevitabilmente la disponibilità a viaggiare e stare molto tempo lontano da casa e dai propri cari.

Cosa può fare un infermiere all’estero?

Remote Site Medic (ALS Paramedic) presso siti remoti, Minerari, Petroliferi Cantieri

Assistenza a personale umanitario (UN, OSCE, ecc.)

Hostile environment (ambiente ostile, remoto e austero)

Come si accede a ciò?

Ottenendo il diploma universitario di Certified Paramedic, che permette di lavorare come Remote Site Medic, ossia un Paramedic specializzato nella cura in ambiente remoto/austero/ostile.

Il Certified Paramedic è un corso universitario di 3 anni che in Italia non esiste, è tipico delle realtà anglosassoni (Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Canada, Inghilterra, Irlanda, ecc.)

Come fa un infermiere italiano a diventare un Certified Paramedic e poter accedere alle selezioni per Remote Site Medic?

Alla base, abbiamo detto, c’è un Certified Paramedic (USA, UK, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Sud Africa, ecc.)

…..ma……in casi particolari…..

Viene anche permesso al Registered Nurse (RN), l’infermiere, di svolgere questo lavoro, una volta che ha dimostrato di averne i requisiti, come ad esempio:

-Infermiere in area critica (118, Pronto Soccorso, Terapie Intensive, Blocchi Operatori) con almeno 5 anni di esperienza

-Corso Pre Hospital Trauma Life Support Advanced (tipo PCT Avanzato IRC)

-Corso ACLS (tipo ALS IRC)

Importante la capacità di lavorare in autonomia e da soli, saper intubare, usare farmaci come la ketamina, defibrillare manualmente, ecc. (il tutto all’interno di un quadro normativo chiaro e professionalmente garantito da ordini medici dell’ Alarm Center di competenza)

Esperienza di lavoro in siti remoti e austeri…..ossia, ex militare o ex operatore umanitario (la maggior parte sono ex militari)

Avere un ottima conoscenza della lingua inglese, e della lingua del paese dove si andrà ad operare (se ad esempio è il Ciad…si intende il francese)

 

Il Remote Site Medic deve avere capacità di adattarsi al nuovo ambiente lavorativo che può essere molto complicato, si tratta infatti di ambienti particolari, come le miniere, i campi petroliferi, l’assistenza a personale militare, ecc.

Visto il ruolo autorevole che si ricopre, bisogna avere una forte personalità, in grado di dirigere e farsi ascoltare da persone di oltre 50 anni con fortissima personalità, moltissima esperienza e molto spesso….very special!!!

Per il cosiddetto "hostile environment", è richiesta anche una precedente esperienza militare, o comunque in zone di guerra.

 

Leggendo tutto questo…..uno potrebbe pensare…..ma sembra impossibile!!

Invece, seguendo un percorso professionale e personale idoneo, tutti possono arrivare al Remote Site Medic oggi l’età media del remote site medic è di 40 anni proprio per l'altà specialità richiesta.

In cambio…..

È un lavoro ben remunerato e molto gratificante

Specialmente per un infermiere, sempre abituato a ricevere indicazioni e ordini, ad ascoltare ed eseguire

Finalmente diventa il protagonista: responsabile sanitario del sito o della zona operativa

Si danno indicazioni e ordini (sanitari, sicurezza sul lavoro)

Si parla e si è ascoltati

Si diventa il focal point per tutto ciò che concerne la salute

Ecc., ecc.

Ma ovviamente in cambio di tutto ciò si hanno grandissime responsabilità, sia etiche che morali, ma anche legali (anche in questo caso, oltre alla copertura assicurativa professionale fornita, si opera all’interno di convenzioni e protocolli internazionali e sotto il diretto controllo del direttore medico presente nell’ alarm center, non si è mai abbandonati a se stessi, soprattutto nei momenti critici)

Le aspettative del cliente (e della società sanitaria stessa) sono altissime: mi è capitato più volte di sostituire colleghi sostituiti dal cliente o dalla nostra società

Ci sono regole strette e ferree…..in base al sito e al paese, dal no alcool (quasi ovunque) al niente rapporti interpersonali, ecc.

Si lavora per 4/10 settimane, 12 ore in servizio e le altre 12 stand by, 7 giorni a settimana

Non è decisamente una vacanza!!!

Quindi......per iniziare……….bisogna avere almeno 3/5 anni di esperienza in area critica

Quando si inizia a pensare di voler fare questo tipo di lavoro, bisogna “muoversi” in questa direzione, ossia iniziando a studiare le lingue straniere (inglese e francese), iniziando a viaggiare, facendo ad esempio del volontariato in Africa o paesi in difficoltà, iniziando a leggere libri su questi argomenti (che ovviamente sono solo in inglese!)

In parole povere…..ci vuole tantissimo impegno e motivazione….perché la competizione per la selezione è veramente alta. Il livello dei paramedics americani, sudafricani, australiani è impressionante.

Poi, seguendo un percorso ben definito, raggiungere tutte quelle capacità richieste dal profilo professionale del Remote Site Medic

Qui di seguito un breve, e non esaustivo, elenco di società che selezionano ed impiegano personale all’estero e società di formazioni specifiche per questi lavori

International SOS ( www.internationalsos.com )

RMSI Medical Rescue ( www.rmsi-medicalsolutions.com )

United Healthcare Company ( www.elgfze.com )

Medical Support Solutions ( www.medsupportsolutions.com )

Exmed ( www.exmed.co.uk  )

Merit Training ( www.merit-training.com  )

International SOS Northern Seas ( www.abermed.com )

 

Per qualsiasi informazione o per ulteriori chiarimenti contattatemi personalmente

mirkoxita@yahoo.com   

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