La prima parte dell'articolo (clicca il link) ci spiegava perchè scegliamo il Regno Unito se è facile integrarsi inizia a definire il ruolo dell'agenzia.

Nella seconda parte dell'intervista a Liliana Costa responsabile di Best Personnel che ci racconta cosa attendersi da un agenzia di recruiting come orientarsi vantaggi e consigli.

Parlando dunque della professione infermieristica nel Regno Unito, dopo aver introdotto il ruolo delle agenzie di recruiting, vorremmo chiedere, più specificatamente, che cosa può legittimamene attendersi un infermiere da un’agenzia?

Credo che il rapporto tra l’agenzia e il candidato debba essere, innanzi tutto, improntato all’affidabilità e alla trasparenza. L’agenzia cioè dovrebbe porre il candidato nelle condizioni migliori per affrontare l’esperienza all’estero: non solo dando assistenza nelle pratiche relative al riconoscimento della qualifica professionale ma assicurandosi anche che le condizioni contrattuali stabilite con il datore di lavoro siano ben definite e chiare al lavoratore. Un’agenzia dovrebbe inoltre garantire un’informazione corretta e utile sul contesto sociale e la realtà lavorativa del paese di destinazione: le possibilità abitative, l’accesso ai servizi sanitari o i meccanismi contributivi, per riferirsi agli aspetti più rilevanti.

In Best Personnel per esempio ci teniamo a seguire i candidati anche nei mesi che seguono la presa di servizio per assicurarci che le condizioni alle quali gli infermieri vanno incontro siano all’altezza delle loro aspettative e effettivamente in linea con quanto concordato con il datore di lavoro in anticipo. Questo, a detta dei candidati, è uno dei nostri punti di forza che contribuisce a formare il loro giudizio positivo nei confronti della nostra agenzia. Va ribadito che tutti i servizi offerti ai candidati sono gratuiti e così dovrebbe essere per tutte le agenzie di recruiting.

A questo proposito, quali suggerimenti darebbe per orientarsi tra le varie proposte lavorative?

Ci sono possibilità sia nel pubblico, sia nel privato. La nostra agenzia opera in entrambi gli ambiti e potrei dire che, in linea generale, gli ospedali pubblici richiedono maggiormente profili specialistici, spesso con esperienza pregressa (meglio se superiore ai 6 mesi) in aree quali la sala operatoria, la chirurgia, o la psichiatria, per nominare i più richiesti. Agli infermieri italiani che guardano al settore pubblico, io consiglio sempre di controllare in anticipo la valutazione del CQC [Care Quality Commission, l’autorità indipendente di monitoraggio sul sistema sanitario e i servizi sociali in Inghilterra (www.cqc.org.uk) NdR] sull’ospedale, di capire bene quali posizioni sono richieste, per quali reparti, e le possibilità all’interno della particolare struttura di avanzare in termini di carriera e di formazione professionale.

Sulla base di quanto vediamo ogni giorno con i nostri candidati, direi invece che, per un neolaureato, un ospedale pubblico in un paese straniero potrebbe non essere l’ideale come prima esperienza di lavoro ma le nursing homes private a questo proposito costituiscono un’ottima alternativa.

Quali potrebbero essere I vantaggi, per i più giovani, nel lavorare presso queste strutture?

Si tratta di strutture che operano negli ambiti più vari e possono essere anche molto specializzate: non solo in ambito geriatrico ma anche nel settore psichiatrico o in quello della riabilitazione neuromotoria.

Spesso sono a conduzione famigliare, il che contribuisce a formare un ambiente di lavoro gradevole, con un team infermieristico compatto. Si ha quindi la possibilità di essere seguiti maggiormente durante l’inserimento lavorativo. Inoltre, il carico di lavoro, generalmente più contenuto e regolare rispetto al pubblico, costituisce un vantaggio per migliorare l’inglese a inizio carriera. Queste strutture, poi, generalmente garantiscono un supporto nel caso in cui si voglia fare della formazione professionale: per esempio pagando in parte la formazione post-laurea o adattando i turni di lavoro alle esigenze di studio.

In prospettiva, è facile immaginare come, avendo inizialmente accumulato esperienza nel settore privato, un giovane infermiere abbia buone opportunità, un domani, di inserirsi nel pubblico a condizioni migliori. Sottolineerei infine i vantaggi economici: non solo salari generalmente più alti del settore pubblico, ma offrono anche benefit di altro genere come potrebbe essere ad esempio un’assicurazione sanitaria privata, le pause pasto pagate, un anticipo sul salario per quando ci si trasferisce o sul canone di affitto per i primi mesi.

Quali consigli si sente di dare agli infermieri italiani per prepararsi al meglio al Regno Unito?

Il primo passo naturalmente consiste nel migliorare e testare il proprio livello di conoscenza della lingua inglese. Le opportunità sono molte in proposito: da tandem linguistici con anglofoni, specie se si vive in una grande città, a corsi di lingua specifici per personale infermieristico, per non parlare delle numerose risorse disponibili in internet, la maggior parte delle quali, per altro, sono gratuite se si preferisce prepararsi in autonomia. Il secondo aspetto di base riguarda la registrazione a NMC [Nursing and Midwifery Council, ente che regola la professione nel Regno Unito (www.nmc-uk.org) NdR] necessaria per esercitare.

Ma forse ancor prima di tutto questo, credo che gli infermieri che stanno considerando l’opportunità di trasferirsi in Gran Bretagna, specie i più giovani, debbano trovare una risposta a domande quali: “Ho l’appoggio della mia famiglia in questa scelta?”, “Cosa posso aspettarmi dall’esercitare la mia professione in UK e quali potrebbero essere le differenze con l’Italia?”, “Sono sufficientemente informato sul costo e la qualità della vita in UK e nella città dove progetto di trasferirmi?”, “A quali posizioni lavorative è meglio puntare?”, “Quali sono i miei obiettivi professionali a breve e a lungo termine?”

In altri termini, evitare di fare una scelta affrettata e poco consapevole, così da trarre il meglio da questa esperienza di lavoro, in una realtà dove le opportunità di inserimento e crescita professionale non mancano.

best personnel

Best Personnel è un’agenzia di healthcare recruiting fondata nel 1995. Ha sede a Dublino con uffici in Spagna e Portogallo. Nella foto, alcuni dei recruiters del team BPL nell’ufficio di Porto. Da sinistra: Andrea (andrea@bestpersonnel.ie), Liliana, responsabile della sede portoghese (liliana.costa@bestpersonnel.ie) e Marta (marta.teixeira@bestpersonnel.ie).

 

Grazie per la disponibilità, ricordo che Best Personnel sarà in Italia, a Bologna, dal 26 al 29 per selezionare gli infermieri che lavoreranno in un Ospedale a sud Ovest dell'inghilterra il  Dorset County Hospital NHS Foundation Trust per i suoi reparti di Chirurgia, Cardiologia, Pneumologia, Gastroenterologia e Nefrologia e Dialisi.

 

Franco Ognibene

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