Allo stato attuale esiste nel sito della federazione nazionale un nomenclatore tariffario delle prestazioni di assistenza infermieristica ma è solo un nomenclatore ed usa il termine tariffario in modo improprio, dato che di tariffe non ne pubblica.

Alcuni Collegi a ragion veduta lo hanno ripubblicato nei propri siti web ma sono pochi...

Chi fa la libera professione da prima del 2007 ricordera il vecchio nomenclatore tatiffario che partiva da 23 euro per assistenza diretta, ma era il 2002 (LINK).

Poi nel 2007 la nota legge Bersani "MISURE URGENTI PER LO SVILUPPO, LA CRESCITA E LA PROMOZIONE DELLA CONCORRENZA E DELLA COMPETITIVITA', PER LA TUTELA DEI CONSUMATORI E PER LA LIBERALIZZAZIONE DI SETTORI PRODUTTIVI". (LINK)

Allora in questa legge all'articolo 2 si riporta:

 

Art. 2.
Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali

La tutela della concorrenza è il rapporto fra professionisti, quindi penso che questo articolo riguardi il rapporto professionale fra infermieri nei riguardi dell'agire verso i propri committenti o clienti. 

1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonche' al fine di assicurare agli utenti un'effettiva facoltà di scelta nell'esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, (qui viene rinforzato il criterio per cui il cliente deve avere la possibilità di comparare le tariffe) dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali:

    a) l'obbligatorietà di tariffe fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti;

    b) il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonche' il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni secondo criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto e' verificato dall'ordine;

    c) il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che l'oggetto sociale relativo all'attività libero-professionale deve essere esclusivo, che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più soci professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità.

2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l'esercizio delle professioni reso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, nonche' le eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti. Il giudice provvede alla liquidazione delle spese di giudizio e dei compensi professionali, in caso di liquidazione giudiziale e di gratuito patrocinio, sulla base della tariffa professionale. Nelle procedure ad evidenza pubblica, le stazioni appaltanti possono utilizzare le tariffe, ove motivatamente ritenute adeguate, quale criterio o base di riferimento per la determinazione dei compensi per attività professionali.

2-bis. All'articolo 2233 del codice civile, il terzo comma e' sostituito dal seguente:
    «Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali».

3. Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono adeguate, (la legge si autocelebra?non capisco)  anche con l'adozione di misure a garanzia della qualità delle prestazioni professionali(ma se viene tolto l'obbligo di una tariffa condivisa fra i professionisti per le prestazioni che erogano, se viene tolta la funzione di supervisione del collegio come può esserci una garanzia per la comparazione delle tariffe?) entro il 1° gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle.

 

Questa legge va bene per le tariffe della telefonia, per la tariffa oraria oraria del meccanico che deve sostituire un pezzo di ricambio, ma per un infermiere?

L'infermiere libero professionista ha principalemnte due committenti, l'utente/paziente che necessità di prestazioni singole e le case cura/coop che assumono per tutte le prestazioni e danno un compenso a ore.

La legge nell'ambito infermieristico è ingiusta perchè verso il cliente/paziente vengono erogate singole prestazioni a prezzi bassi ed è un settore che non è produttivo dato che per avere un compenso equo con il tempo impiegato un iniezione dovrebbe costare 25-30 euro.

Dall'altra parte le case di cura le coop hanno uno staff manageriale che cerca il massimo al prezzo più basso e sanno benissimo che gli infermieri liberi professionisti sono lasciati soli e non hanno una formazione adeguata per trattare un compenso equo.

I Collegi dovrebbero essere garanti... ma la legge li ha limitati molto.

Il collegio di Como ha ripreso il tariffario e lo ha aggiornato nel 2011 (LINK) il tariffario è importante per avere un punto di riferimento quando si tratta con un committente forte e quando sono necessari degli standard di qualità verso il cliente/utente/paziente.

Tanti collegi sono ligi al rispetto della legge ma se quando è stata emanata c'era una domanda superiore all'offerta di prestazioni assistenziali dal 2010 non è così, l'assenza di concorsi e il precariato fanno si che ci sia una domanda superiore all'offerta e il costo orario dell'assistenza infermieristica è inferiore al costo di una donna delle pulizie.

Eppure la gente ha ancora bisogno di assistenza, perchè questa situazione drammatica?

Due motivi, gli ospedali non assumono, come denuncia la FIALS in Sicilia, con 2500 infermieri precari si spendono milioni in straordinari "extra stipendio" perchè la voce di bilancio è diversa, rispettano i tagli chiesti.

Dall'altra è che ci sono imprese fuori controllo che gestiscono personale con titolari o prestanomi che utilizzano infermieri in nero e sottopagati, (LINK) anzi sono solo pagati poco, perchè la legge non preve che una persona possa essere retribuito meno di uno schiavo.

Quindi i collegi se sono garanti per i liberi professionisti dovrebbero fare come il collegio di Como?

Penso di si e alcuni si sono attivati, ma non tutti.

Aggiungo che se il vostro collegio non ha il tariffario è possibile aggiornare le tariffe del 2002 con il calcolatore dell'istat (LINK) che aggiornano i 23 euro diventano 29 euro/ora.

 

Franco Ognibene

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