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ARGOMENTO: New entry poco new

New entry poco new 7 Mesi 3 Settimane fa #1341

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Ciao a tutti.
Ho iniziato il mio percorso nel (lontano) 2010 e mi sono laureata nel (lontano) 2013.
Per 5 anni circa ho lavorato prevalentemente presso strutture private e mi sono "specializzata" nel settore psichiatrico.
A novembre 2017 ho deciso di partecipare ad un avviso pubblico e a metà settembre 2018 ho cominciato a lavorare all'interno dell'Ospedale.

I primi anni avevo poco interesse a lavorare presso gli Ospedali, mi premeva principalmente guadagnare la mia agognata indipendenza economica.
Ho partecipato a qualche concorso al Nord, con scarso interesse poichè mi sono trasferita al Centro.

Insomma...da poche settimane ho cominciato a lavorare presso il reparto di Rianimazione.
Ovviamente NON ho scelto io la destinazione ma mi sono detta "perchè no, proviamo!".
Devo dire che sono stata catapultata in una realtà assolutamente diversa da quella a cui sono abituata e ammetto, sto riscontrando notevoli difficoltà.
Sono affiancata ad un tutor molto bravo e preparato e le cose da fare e da sapere sono pressoché infinite.
Ho un quaderno dove mi segno le cose nuove che non so, le diluizioni dei farmaci, i dispositivi e quando sono di riposo me le riguardo tutte.

Ogni volta mi ripeto "è tosta, ma ce la farò" ma il mio entusiasmo è stato smorzato quando la Coordinatrice durante il primo colloquio mi disse "5 anni lontano dall'Ospedale cominciano ad essere parecchi".
Quello che vi chiedo è se avete testi, libri, siti, articoli particolari sui quali informarmi maggiormente e che mi diano almeno una buona preparazione di base.
Vi ringrazio e saluti.

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New entry poco new 7 Mesi 3 Settimane fa #1345

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Ciao
Il fatto che prendi appunti e ti aggiorni è il primo passo per riuscire.
Puoi provare a considerare anche l'organizzazione delle attività che, al di là delle teoriche infermieristiche, ha sempre un organizzazione generale, poi un organizzazione specifica per il singolo caso.
Questo ti consente di calcolare i tempi che hai a disposizione per lavorare.
Potresti anche cercare di avere un atteggiamento "proattivo", nel senso che di solito si è reattivi, c'è un evento e agisci, suona un campanello e vai ed è una flebo, oppure metti una flebo e sai che dopo 20 minuti devi passare a toglierla, vai la togli (non suona il campanello e l'ambiente è più tranquillo) e chiedi al paziente se ha male nausea ecc. cerchi di agire prima che gli eventi compaiano.

In area critica l'assistenza è più fine perchè la rilevazione dei parametri è più tecnologica con misurazioni cruente.

Puoi vedere i corsi sul sito www.aniarti.it/ i corsi e i congressi, loro sono il top.
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New entry poco new 7 Mesi 3 Settimane fa #1350

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Ognibene Franco ha scritto: Ciao

Potresti anche cercare di avere un atteggiamento "proattivo", nel senso che di solito si è reattivi, c'è un evento e agisci, suona un campanello e vai ed è una flebo, oppure metti una flebo e sai che dopo 20 minuti devi passare a toglierla, vai la togli (non suona il campanello e l'ambiente è più tranquillo) e chiedi al paziente se ha male nausea ecc. cerchi di agire prima che gli eventi compaiano.

In area critica l'assistenza è più fine perchè la rilevazione dei parametri è più tecnologica con misurazioni cruente.

Puoi vedere i corsi sul sito www.aniarti.it/ i corsi e i congressi, loro sono il top.


Ti ringrazio per i suggerimenti.
Senz'altro l'atteggiamento pro-attivo è utile e permette di rimanere vigili e di essere attivi.
Come dici tu il monitoraggio dei parametri è più...tecnologico e,aggiungo io, continuo e costante. I monitor aiutano perchè se sei in una situazione di "pericolo" suonano e catturano la tua attenzione.
Ripeto, non è semplice: molte situazioni ti aiutano (vedi i monitor) altre ti scoraggiano perchè davvero, a volte mi capita di non sapere dove mettere le mani.

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