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Recentemente ho avuto modo di leggere il lavoro del gruppo PHASE che mette l'accento sul rischio che corrono gli operatori sanitari per esposizioni accidentali da taglienti e pungenti i costi economici ed umani nel caso di acquisizione di patologie HCV, HBV, HIV ecc..

Un rischio reale che ho provato di persona, per una serie di conoscenze di penna ho avuto l'occasione di porre delle domande al dott. Vincenzo Puro e alla dr.ssa Gabriella De Carli , membri del gruppo di studio PHASE, Epidemiologi presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, e coordinatori dello Studio Italiano sul Rischio Occupazionale da HIV (SIROH).

  1. Quale è la dimensione del problema in Italia?

2.Esistono delle analisi o considerazioni per gli infermieri che entrano nel dettaglio dei casi per evidenziare il momento e la modalità dell'infortunio?

Statisticamente l’esecuzione dei prelievi di sangue, il posizionamento di cateteri periferici intra-venosi, la somministrazione di farmaci per via endovenosa, parenterale e sottocutanea rappresentano le procedure per le quali è stata osservata la più elevata incidenza di infortuni. Molto frequenti e molto spesso non segnalati sono anche gli infortuni che avvengono durante gli interventi chirurgici.

Cosa accade, quando un infermiere si punge accidentalmente con un ago contaminato quali patologie hanno il maggior rischio di sieroconversione? 

Per quanto riguarda il rischio di contrarre un’infezione è necessario ricordare che gli operatori sanitari sono esposti a numerosi agenti patogeni e l’elenco dei casi di infezione occupazionale riportati nella letteratura scientifica internazionale comprende la maggior parte dei microrganismi conosciuti e di quelli emergenti. Il pericolo è diffuso in tutte le fasi di assistenza ai pazienti e/o manipolazione di materiali biologici.

4. Questo periodo di revisione di spesa e quindi di ristrutturazione delle aziende sanitarie può essere un momento favorevole per proporre delle strategie di implementazione?


Questo è un aspetto molto importante. Da molti anni chi si occupa di prevenzione, salute e sicurezza in ambito sanitario ha evidenziato la necessità di provvedimenti legislativi nei quali
la specificità, la varietà e la complessità delle attività proprie delle strutture sanitarie, e dei rischi ad esse connessi, emergano più chiaramente di quanto previsto nel D.Lgs 81/2008.

5. Se un infermiere si punge con un presidio che non ha sistemi di protezione ed avviene una sieroconversione deve avere una copertura assicurativa o ci sono dei riferimenti normativi per appellarsi che lo tutelano?

La copertura assicurativa per tutti gli operatori dipendenti di strutture sanitarie pubbliche e private è quella dell’INAIL mentre come ogni cittadino anche l’operatore sanitario ha il diritto di ricorrere legalmente ai sensi dei Codici di procedura civile e penale.
In un caso del genere normalmente viene avviata una procedura di riconoscimento della causa occupazionale dell’avvenuta infezione. Per questo motivo è di estrema importanza che gli operatori segnalino tutte le esposizioni a rischio e si sottopongano ai controlli consigliati.

6. Suggerimenti?

La larghissima maggioranza delle punture accidentali, delle ferite da taglienti e delle esposizioni mucocutanee sono prevenibili. Ma c’è di più: sappiamo anche cosa fare esattamente per ridurle quasi a zero. I pilastri della prevenzione sono:

Comprendere esattamente dove, come e quando il pericolo si trasforma in rischio, il rischio in incidente e l’incidente in danno. Questa fondamentale attività è nota col termine inglese di “risk assessment” e rappresenta la base sulla quale edificare l’intero programma di prevenzione.

I.R.C.C.S. CENTRO DI RIFERIMENTO ONCOLOGICO DELLA BASILICATA RIONERO IN VULTURE CONCORSO (12 giugno 2013)

Avviso di mobilita' regionale ed extraregionale, per colloquio e valutazione curriculare, per 5 collaboratori professionali sanitari - infermieri. (GU n.42 del 28-5-2013)

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