L'infermiere si forma all'università e si laurea dopo 3 anni di corso, sostenendo una tesi e una prova presso il proprio collegio si è abilitati ad esercitare come infermiere.

Ma oggi ha ancora senso diventare infermiere?

Per diventare infermiere si deve frequentare un corso universitario, svolto dalla facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università della tua città.

Si accede alla prova di selezione se si possiede il diploma di maturità o un titolo equivalente riconosciuto in Italia, non importa il voto il test di ammissione decide tutto.

Durante il corso di laurea si alternano lezioni in aula e tirocinio in reparto, questo richiede una capacità di organizzarsi ed allenarsi per uno studio che non ha carichi di lavoro regolari ma con dei picchi che sono diversi a seconda della capacità individuale.

Terminato il corso di laurea triennale si sostiene un esame per l'esercizio professionale presso il collegio della propria provincia.

A questo punto l'infermiere può fare un concorso, domanda di assunzione ad una struttura privata o aprire la p.iva ed esercitare in più situazioni.

Oppure proseguire con gli studi e fare il biennio per acquisire la laurea magistrale che da diritto ad accedere ai concorsi per dirigente.

Ma oggi ha ancora senso diventare infermiere?

Dipende.

Dipende dai sindacati.

Si perchè nelle ASL è in corso una profonda ristrutturazione necessaria perchè erano macchine costose che non rendevano e questo fa si che ci siano infermieri e coordinatori da ricollocare.

Con un surplus di personale si potrebbero recuperare i festivi non goduti o gli straordinari fatti per riunioni chieste dai dirigenti, fare le ferie dell'anno scorso, vedere la collega in maternità sostituita subito.

Ma potrebbe capitare che in questa situazione di crisi i sindacati siano in linea con le amministrazioni e si scordino dei diritti dei lavoratori e passi il messaggio, zitti altrimenti vi chiudono il reparto.

La decisione di accorpare ristrutturare un reparto è poi solo economica ma nei loro conti è necessario far entrare le ferie che siano godute nell'anno in corso, che gli straordinari siano recuperati o pagati, che le maternità siano sostituite subito.

Piccole cose che gli amministratori precedenti hanno scordato e hanno accumulato un debito con i lavoratori debito che non abbiamo mai preteso venisse saldato.

E' necessario tornare a chiedere queste cose semplici.

Solo in questo modo si avranno reparti ad organico pieno e quindi si sbloccherà prima la necessità o meno di fare concorsi.

In alternativa ci sarà drammatico silenzio, perchè si consolideranno meccanismi viziati che non tengono conto delle esigenze di base del lavoratore e ci si troverà come ogni anno a discutere con il collega per la sovrapposizione di un giorno o due delle ferie estive, oppure sarà difficile avere un permesso e qualcuno dovrà o saltare un giorno o fare la lunga.

E non cambierà nulla perchè se il manager avrà fatto i conti senza l'oste e per non ammettere che mancavano dei dati terrà la sua posizione e i concorsi arriveranno più tardi e si avranno sempre situazioni nebulose.

Magari mi sbaglio, dai da domani tutti recupereranno le ore, la collega in maternità è sostituita subito i colleghi a cui hanno chiuso il reparto arrivano nel reparto rimasto aperto per far fare le ferie del 2012 o del 2011 chissà.

Il controllo di questa situazione travagliata dipende dai sindacati, grossi e piccoli, se si allineano con i tagli senza discutere non c'è scampo si avrà la solita situazione incasinata, perchè così hanno tutti da lavorare a darsi la colpa a vicenda.

Ma forse è solo una favola.

Però se mancano i concorsi non conviene fare l'infermiere.

Adesso è un periodo di budget e quindi decideranno i tagli e gli accorpamenti, ma a rigor di logica vedranno solo le unità che si liberano e quindi non faranno i concorsi e lo vedremo nella gazzetta ufficiale dei prossimi mesi.

Secondo le mie favole saranno pochi i concorsi veri e quando si apre un concorso ci saranno tantissimi colleghi con 1 o 2 master e laurea specialistica e prima di entrare ce ne vorrà.

Inoltre se in Italia si continueranno a fare 10-15 mila infermieri/anno senza che siano assorbiti dai concorsi si sommeranno a quelli formati negli anni precedenti e chi si laureerà fra 3 anni potrebbe trovarsi in concorrenza con cifre da 50-60 mila infermieri disoccupati, un apocalisse.

Resta la libera professione.

Ma potresti essere pagato meno di chi fa le pulizie, grazie alle leggi Bersani e monti che hanno tolto il minimo per i liberi professionisti di tutte le categorie, ma che hanno ridato, per pura coincidenza proprio prima delle elezioni, ai soli giornalisti.

Insomma per chi vorrà fare l'infermiere i prossimi mesi sono determinanti.

 

 

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