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Oggi come ieri fare l'infermiere vuol dire lavorare in un sistema complesso, guardando il tutto con la lente d'ingrandimento l'unità minima è data da due persone l'infermiere e il suo assistito. Allargando il campo come se stessimo guardando il mondo da un enorme microscopio ci accorgiamo che tutto si complica, l'infermiere lavora in un equipe, in un reparto in un unità operativa e i flussi di informazioni arrivano da lontano.

L'infermiere è un lavoro si marca il cartellino, si fa quello che ti dicono/pianificano e poi si smarca, si va a casa e si pensa a come passare la serata, per tanti questo era il senso di fare l'infermiere. 

La comunicazione attraverso gli smartphone ci mantiene collegati al reparto ai problemi organizzativi e dal posto di lavoro non si riesce più ad uscire. Che sia il watsapp o il post su facebook qualcosa ci riporta sempre sul lavoro.

La parte difficile è separare l'infermiere reale da quello virtuale.

L'infermiere reale lavora in reparto ed ha bisogno di dare risposte immediate concrete ad una prescrizione, ad un sintomo ad un bisogno dell'assistito, in pratica lavora con mano, facendo.

L'infermiere virtuale si trova ad essere sottoposto a messaggi e può continuare il suo lavoro riflettendo sui temi della professione che spesso si sovrappongono con i problemi reali. L'infermiere virtuale può anche essere una semplice bandierina che si sposta ad ogni ventata di una nuova opinione oppure essere concreto e visibile sul campo.

Il lavoro dell'infermiere reale è sul campo, in prima linea e deve decidere avendo ben chiaro lo spazio delle proprie competenze e quelle delle professioni con cui lavora.

dove può lavorare un infermiere?

In questo caso è necessario fare un elenco:

aziende private, alcune industri assumono infermieri che lavorano per assitere gli operai,

esercito e marina militari, assumono infermieri da impiegare sul territorio nazionale o nelle missioni,

nell'emergenza urgenza, nelle ambulanze o negli elicotteri,

nelle rsa, settore del sociale per l'assistenza agli anziani o agli invalidi,

gli ospedali oggi aziende sanitarie hanno reparti diversificati e quindi necessariamente infermieri specializzati e i reparti sono, medicina, chirurgia (varie specializzazioni), area critica, infettivi, peumologia ecc. e settori trasversali, formazione, ricerca, infezioni ospedaliere, risk managment.

Le aziende sanitarie sviluppano anche una direzione infermieristica che deve dirigere i vari settori.

La rappresentazione spesso è riassunta in diagrammi, ma potrebbe essere ancora più semplice se vista dal punto di vista dell'infermiere come semplici binomi: 

infermiere, assistito,

infermiere, professionisti

infermiere, equipe,

infermiere, direzione aziendale,

infermiere, cultura professionale,

infermiere, comunicazione social

L'infermiere "virtuale" non trova spazio in questi binomi, perchè oggi la comunicazione su internet che sia attraverso google per soddisfare un bisogno o attraverso i social lasciando che altri ci presentino degli argomenti è un tutt'uno con il nostro quotidiano grazie alla tecnologia degli smartphone più evoluti.

la forza della comunicazione è importante, un esempio:

20-25 anni fa c'era l'abitudine da parte di alcuni ricoverati di lasciare il classico pacchetto di caffè, per riconoscenza, un atto spontaneo che chiudeva un rapporto umano con un ringraziamento formale per quelle attenzioni umane che erano spontane. Poi il caso fu Poggiolini, questo aveva i miliardi nel divano e la sua fama di corrotto si è sparsa a tutta la sanità, quindi per distinguersi tutti rifiutarono di accettare anche quel pacchetto di caffè ed un atto umano di cortesia diventò un atto di offesa e insulto per la professione infermieristica a causa di un uomo e dell'amplificazione mediatica della televisione. Risultato, alla faccia di tutte le teorie di empatia e comprensione del paziente ho visto colleghi far piangere pazienti anziani che insistevano a voler dare come riconoscimento il classico pacchetto di caffè prima di essere dimessi.

La forza dell'infermiere dipende da diversi elementi che si influenzano a vicenda, la cultura scientifica, la vicinanza con l'assistito, la comunicazione e gli aspetti contrattuali.

L'infermiere in reparto non ha mai lavorato da solo, ma in team, l'equipe determina i risultati di una buona assistenza, il singolo è importante ma il risultato finale che viene percepito è profondamente influenzato dalle attese o dall'immagine che la comunicazione offre.

Nel 2020 l'epidemia del coronavirus ha visto il ritorno con forza dell'attività dei media televisivi tradizionali che hanno esaltato la figura dell'infermiere, sbilanciandola dagli aspetti scientifici sul coronavirus e dagli aspetti umani del proprio assistito e di fatto non è cambiato nulla.

L'aspetto interiore del mondo dell'infermiere è molto delicato, ogni giorno portiamo il nostro vissuto in reparto a casa, questo è innegabile, rifiutarsi di accettarlo porta a dei conflittiinterni o con i nostri cari, riconoscerli è importante per distinguere bene la vita lavorativa da quella di casa. Il problema dei suicidi in sanità è ancora sommerso.

Nell'equipe c'è un coordinatore che da la sua impronta all'organizzazione dell'assistenza e al livello che deve essere erogata, facendo da mediatore con le risorse che l'azienda gli mette a disposizione.

L'infermiere però non è solo lavoro in ospedale per il paziente, esiste anche una cultura professionale che porta avanti dei valori e da ricerca clinica, gli ordini degli infermieri e le associazioni infermieristiche sono un punto di riferimento. Una cultura professionale libera e non filtrata veniva data solo da pochi siti italiani, i-nurse.it, piagadadecubito.it e altri che non trovando un feed back hanno chiuso.

La nostra cultura professionale ha ancora dei grandi spazi di miglioramento e potremmo iniziare dalla valorizzazione degli ambiti specifici, si scrive poco. Nemmeno l'EBN, che in Italia ha già 20 anni, riesce a stimolare una discussione e un confronto sulle raccomandazioni giuste/sbagliate.

L'infermiere è un laureato ma è l'unico che non può accedere automaticamente alla laurea magistrale, ma deve sostenere un ulteriore test e avrà un 10% di possibilità di proseguire gli studi.

Il mondo dell'infermiere è vasto e può essere vissuto con timore o con l'emozione della scoperta, la cultura professionale può nascere e progredire solo con l'aiuto e il rispetto di tutti.

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