master online infermieri

Oggi fare l'infermiere vuol dire lavorare in un sistema complesso, guardando il tutto con la lente d'ingrandimento l'unità minima è dato da due persone l'infermiere e il suo assistito, allargando il campo come se stessimo guardando il mondo da un enorme microscopio ci accorgiamo che tutto si complica, l'infermiere lavora in un equipe, in un reparto in un unità operativa e i flussi di informazioni arrivano da lontano.

E il tutto inizia all'università...

Però dell'università ne parlo alla fine.

L'infermiere è un lavoro si marca il cartellino, si fa quello che ti dicono/pianificano e poi si smarca, si va a casa e si pensa a come passare la serata, per tanti giovani questo è il senso di fare l'infermiere e va bene così, siamo ancora in un paese libero. Mentre tanti colleghi compreso il sottoscritto non staccano e restano infermieri in attività online, sul forum, nel web e qualche volta nei social.

La parte difficile è separare l'immediato del nostro lavoro, spesso siamo attivi in tempo reale, data una prescrizione deve essere già eseguita e questo modo di fare non ci consente avere un quadro dell'evoluzione del nostro lavoro, non riusciamo a vedere tutto quanto ci ruota attorno e ci sono situazioni molto diverse perchè siamo abituati ad una comunicazione duale:

Io ne identificherei alcuni:

infermiere, assistito,

infermiere, equipe,

infermiere, direzione aziendale,

infermiere, cultura professionale.

Il sistema infermiere assistito, il ricoverato o il paziente ha subito delle variazioni importanti causate dai mass media e dall'informazione in generale.

20-25 anni fa c'era l'abitudine da parte di alcuni ricoverati di lasciare il classico pacchetto di caffè, per riconoscenza, un atto spontaneo che chiudeva un rapporto umano con un ringraziamento formale per quelle attenzioni umane che erano spontanee. Attenzione esisteva anche allora chi dava regali per corrompere, per avere più attenzioni del vicino, ma erano pochi e "disprezzati".

Poi il primo caso fu Poggiolini, questo aveva i miliardi nel divano e la sua fama di corrotto si è sparsa a tutta la sanità, quindi per distinguersi tutti rifiutarono di accettare anche quel pacchetto di caffè ed un atto umano di cortesia diventò un atto di offesa e insulto per la professione infermieristica a causa di un uomo e dell'amplificazione mediatica della televisione. Risultato, alla fa faccia di tutte le teorie di compliance e comprensione del paziente ho visto colleghi far piangere pazienti anziani che insistevano a voler dare come riconoscimento il classico pacchetto di caffè.

In questo sistema relazionale infermiere assistito si sono percepiti i fattori esterni dovuti ai mass media oggi internet è un fattore che influenza molto l'assistito che è acculturato, legge belle cose su internet e non capisce ma pretende che le cose vadano come ha letto. Gli infermieri non fanno eccezione oggi internet è utile per aggiornare ma anche per influenzare le idee dei professionisti.

Ma esistono anche fattori interni, negli anni la comparsa dell'URP con i questionari di qualità che giudicano il reparto dal cibo, e non possono distinguere che ci sono ed esistono ricoverati che sono dei caratteriali, ma hanno influenzato ulteriormente, positivamente o negativamente, il rapporto infermiere, paziente.

L'infermiere in reparto non lavora da solo, ma in team, l'equipe determina i risultati di una buona assistenza, il singolo è importante ma il risultato finale dipende da tutti.

Nell'equipe portiamo il nostro vissuto a casa, questo è innegabile, rifiutarsi di accettarlo porta a dei conflitti inspiegati, se li si riconosce forse ci si può controllare.

Nell'equipe c'è un coordinatore che da la sua impronta all'organizzazione dell'assistenza e al livello che deve essere erogata, facendo da mediatore con le risorse che l'azienda gli mette a disposizione.

Una volta l'equipe aveva due punti di riferimento, la capo sala e il primario con l'obiettivo di dare assistenza, questo lo troviamo ancora negli ospedali piccoli, le ASL moderne hanno realtà complesse.

L'equipe infermieristica è integrata con un organizzazione che fa capo a diversi gruppi ospedalieri di prevenzione, infezioni, dolore, lesioni da decubito e poi tutor.

Questi gruppi specializzati sono entrati negli ultimi decenni nella realtà del team e ne influenzano l'attività con un aggiornamento delle informazioni sul reparto, e con una formazione mirata.

Il rapporto team infermieristico e gruppi è stretto dato che componenti del team sono nei gruppi e quindi in passaggio di informazioni è duplice.

Un sistema più complesso e spesso ignorato è quello infermiere azienda o direzione sanitaria.

L'azienda ha un organizzazione in continua evoluzione ma noi la percepiamo forse, dall'ufficio personale o dal passaparola che rende il sistema meno noto e più facilmente si può sentir raccontare di tutto.

Nella vita lavorativa l'infermiere interagisce ed interagirà con la direzione ospedaliera, direzione infermieristica e i sindacati ogni azienda sanitaria ha una realtà a sè e quindi è necessario chiedere prima di agire per non trovare i nostri progetti delusi.

L'infermiere però non è solo lavoro in ospedale per il paziente, esiste anche una cultura professionale fatta dalla formazione spontanea, dagli ordini degli infermieri e dalle associazioni infermieristiche.

La cultura professionale che insegna è presente nei corsi ECM, nei master e nei libri, ha perso le riviste cartacee sostituite da internet che ha una modalità di comunicazione frenetica che spesso non fa cultura ma solo notizia.

Una cultura professionale libera e non filtrata veniva data solo da pochi siti italiani, i-nurse.it, piagadadecubito.it e altri che non trovando un feed back hanno chiuso.

La nostra cultura professionale ha ancora delle grosse lacune, non c'è un analisi critica, non c'è ricerca di base.

Data un informazione non siamo in grado di analizzarla in modo critico e rifiutarla se sbagliata, basta che sia pubblicata in una qualsiasi rivista anglosassone e diventa legge in tutta Italia trovando anche accaniti fan, abbiamo una sottomissione culturale storica che non riusciamo a superare.

Nemmeno l'avvento dell'EBN in Italia che ha già 20 anni ha potuto stimolare una discussione e un confronto sulle raccomandazioni sbagliate, che ci sono hanno studi che le sfatano ma dato che è stata pubblicata una cosa, vuoi mai smentirla, questo non è il modo di fare di una cultura scientifica.

L'infermiere si forma all'università, la domanda sorge spontanea perchè non c'è una facoltà di infermieristica?

Una facoltà di infermieristica avrebbe un budget per investire sulle tesi infermieristiche, laboratori dedicati ecc..

L'infermiere è un laureato di serie B, è l'unico che non può accedere automaticamente alla laurea magistrale, ma deve sostenere un ulteriore test, l'università non è un ufficio di collocamento percui se superi il quiz di ammissione ci sono buone possibilità di avere poi un posto di lavoro.

La cultura professionale può nascere e progredire sono se c'è competizione e valorizzazione dei saperi nuovi, 20 anni fa la novità è stata l'EBN ed oggi è superata ma non sappiamo con cosa sostituirla.

L'università investe in ricerca ma vorrei sapere se oggi i finanziamenti per i progetti di ricerca sono suddivisi fra i corsi in modo proporzionale agli iscritti oppure se l'area medica ha qualche cosa in più.

Il futuro dell'infermiere nei prossimi decenni deve passare attraverso una formazione ed una ricerca universitaria propria in una facolta delle professioni sanitarie o di infermieristica che faccia ricerca e coordini progetti per sviluppare il sistema infermiere, assistito.

Il sistema infermiere assistito deve tornare anche nei progetti della federazione che dopo l'impegno ha sviluppare modelli manageriali deve rendersi conto che il patrimonio culturale accumulato dall'esperienza si perde perchè non c'è nessuno a cui raccontarlo e gli standard della ricerca clinica spesso sono chiusi su se stessi per non far accedere nessun altro.

Un infermiere, tanti infermieri hanno informazioni dettate dall'esperienza (la ricerca scientifica è analisi di esperienze reali) che andrebbero analizzate e catalogate per produrre studi e ricerche utili al sistema infermiere/assistito.

Solo una base forte tiene su una piramide.

 

 

Franco Ognibene

 

Pin It
Accedi per commentare