Valentina lavora per Linguedo, una società che favorisce l’inserimento degli infermieri in Germania. L’idea di farle un intervista nasce dal fatto che accompagnare un infermiere verso il lavoro in un altro paese non è semplice.

Il suo lavoro si realizza a contatto con gli infermieri e a seconda del momento occupa il ruolo di recruiter e di interprete.

Come si svolge il tuo lavoro in sintesi?

Nel mio lavoro sono il punto di riferimento per gli infermieri italiani che decidono di imbarcarsi nella fantastica, ma talvolta intimorente, avventura di lasciare il proprio Paese per iniziare una nuova vita.

La mia funzione, così come quella degli altri interpreti e recruiter di Linguedo (LINK), potrebbe essere paragonata a quella di un ponte, un ponte fra la Germania e l’Italia.

Il percorso ha inizio con un’analisi dei curriculum vitae. In questa fase mi accerto che siano rispettati i requisiti formali a seconda delle richieste dell’ospedale. I candidati che soddisfano questi requisiti verranno poi invitati ad un colloquio conoscitivo su Skype.

Questi colloqui si rivelano spesso essere più una chiacchierata tra amici che un colloquio formale in un ambiente asettico, sebbene sempre nei limiti della professionalità.

Con le nostre domande vogliamo sì capire il percorso professionale e le competenze che il candidato ha da offrire, ma per noi è più importante capire chi sia la persona dietro lo schermo. Devo dire di aver avuto l’occasione di conoscere tanti professionisti ma soprattutto il privilegio di conoscere delle persone eccezionali, con delle storie alle spalle, con delle speranze e una vera passione per il proprio lavoro, che nasce dalla volontà di fare del bene. Se il colloquio conoscitivo ha esito positivo, l’ultimo passo è il colloquio di persona a Roma con i rappresentanti dell’ospedale dove andranno. A Roma abbiamo finalmente la possibilità di vedere in carne ed ossa tutti coloro che abbiamo già conosciuto online.

Il mio ruolo in questo caso è quello di interpretare insieme ad altri miei colleghi i dialoghi dal tedesco all’italiano e viceversa. Prestando ai candidati la mia voce, riesco a stabilire con loro un rapporto molto stretto e mi sembra quasi di poter provare le loro emozioni.

Vedere la gioia negli occhi di tanti infermieri quando gli viene detto “Non vediamo l’ora di poter lavorare con lei in reparto”, è anche la nostra gioia nonché una grandissima soddisfazione.

 

 

Vale di più quanto scritto nel CV o il colloquio?

Sono entrambi importanti, sebbene in maniera diversa.

Il curriculum è un biglietto da visita e ci serve prima di tutto per verificare i requisiti formali, vale a dire laurea ed esperienza. Tendiamo a non giudicare un libro dalla copertina, tuttavia un CV ordinato e senza errori linguistici è sempre il benvenuto.

Secondo la nostra esperienza un CV curato dimostra spesso il voler fare una buona prima impressione, il ché è già un primo segnale di motivazione.

Nel caso di un candidato giovane, magari neolaureato con poca o nessuna esperienza lavorativa, un curriculum ben formattato può essere decisivo, perché non abbiamo tanti altri punti di valutazione.

Nel caso in cui il candidato sia più esperto, sempre a seconda dei casi, potemmo dare un po’ meno importanza alla presentazione immaginandoci che ci possa essere una minore affinità con la tecnologia o con la metodologia di candidatura e il focus si sposta su altri punti.

Tutto sommato un’immagine globale del candidato è quello che conta davvero.

Passata questa fase, il colloquio tramite Skype è decisivo.

Il nostro percorso non implica solo un cambio di lavoro, bensì una scelta di vita. Io e i miei colleghi abbiamo fatto questo passo tempo fa, quindi siamo consapevoli di quali siano le grandi gioie ma anche le sfide che questa scelta comporta.

Noi possiamo accompagnare i nostri candidati in questo percorso, ma sappiamo bene che questo richiede impegno e una forte fiducia reciproca. Per questo motivo la caratteristica più importante per noi è la motivazione.

Talvolta abbiamo avuto ottimi candidati che in quel momento della loro vita non erano pronti a fare questo passo. Questo non preclude però a nessuno la possibilità di ricandidarsi in un secondo momento.

Hai modo di rivedere o di avere notizie degli infermieri inseriti, soddisfatti o insoddisfatti?

Sì, restiamo in contatto e credo di poter affermare con orgoglio che finora gli infermieri inseriti siano più che soddisfatti.

Con la maggior parte dei candidati siamo in contatto anche tramite Facebook.

Dopo il colloquio di Roma e prima di firmare il contratto, i candidati scelti sono invitati per una visita conoscitiva della città e dell’ospedale nel quale lavoreranno.

Se la campagna si svolge in un ospedale dove abbiamo già inserito degli infermieri in passato, invitiamo anche loro alla visita, così che i “nuovi” possano parlare direttamente con chi ha già vissuto la stessa esperienza. Si crea un’occasione unica per avere informazioni di prima mano. Per me è una grande soddisfazione vedere quanto questi ragazzi e ragazze siano fieri dei progressi che hanno fatto con la lingua, di sentire l’entusiasmo nelle loro parole quando parlano dei propri colleghi e della loro nuova vita.

 

 

Grazie Valentina per la tua preziosa disponibilità.

Alice